No Book – “Gainsbourg”, genio e sregolatezza narrati da Boris Battaglia

In quarant’anni di carriera costellati da canzoni – circa 650 -, grandi amori, scandali e provocazioni, Serge Gainsbourg ha segnato in maniera indelebile la tradizione musicale francese: sembra impossibile condensare in circa duecento pagine di un tascabile una così grande storia di vita umana ed artistica, ma Boris Battaglia – nome d’arte del saggista e critico Alessandro Panzeri – è riuscito nell’impresa, scrivendo un’opera appassionante e ricca di riferimenti sociali, biografici e culturali che ci mostrano il ruolo fondamentale di Gainsbourg nel contesto culturale francese ed europeo.

L’autore Boris Battaglia.

“Gainsbourg. Niente è già tanto” è un testo multidimensionale che si muove lungo varie direzioni che si incrociano costantemente: quella biografica, che apre il discorso con un “quasi incrocio” in gioventù dell’autore con il geniale cantante; quella socio-culturale, che illustra la relazione dell’arte di Gainsbourg con il pubblico nel corso degli anni; infine, quella prettamente musicale e semantica, nella quale viene analizzato il rapporto di continuità e rottura della musica gainsbourghiana con la grande tradizione della chanson française, che egli prosegue, decostruisce, stravolge e riporta a nuova vita, contaminandola durante le varie fasi della carriera con influenze di musica classica, rock, elettronica, reggae e, soprattutto, stravolgendola dal punto di vista linguistico e letterario, con testi carichi di ironia, provocazione e sensualità.

Gainsbourg gioca con la musica e le parole come nessun altro prima nella musica francese, scrivendo pezzi ora per le grandi interpreti femminili della scena francese da Juliette Greco a Françoise Hardy, da Brigitte Bardot a  France Gall, da Jane Birkin alla figlia Charlotte, ora per se stesso in maniera irriverente, dissacratrice, geniale.

Jane Birkin e Serge Gainsbourg

La storia di Gainsbourg è una grande storia d’amore, non un triangolo ma un poligono irregolare e complesso fra la musica nelle varie forme sperimentate, le donne della sua vita e l’artista stesso. In questo libro si narra infatti una storia complessa, quella dell’uomo che sfuggì alla morte nel ventre materno nascendo Lucien Ginzburg, diventando il Lulu aspirante pittore per volontà paterna, realizzandosi col nuovo nome anagrafico Serge Gainsbourg (in omaggio alla cultura russa per il nome ed inglese per il cognome), e scandalizzando i media negli ultimi anni di vita pubblica diventando “Gainsbarre”, il molesto ubriacone senza peli sulla lingua, odiato dai benpensanti ed adorato dal pubblico più giovane durante gli anni ’80.

Amato e odiato dall’opinione pubblica, esecrato e celebrato alla morte dall’allora presidente François Mitterrand, Lucien/Serge è stato una delle figure più importanti e controverse nella scena musicale del Novecento, una vita complessa caratterizzata da un’intelligenza ed una sensibilità uniche, nate dal suo essere figlio – non voluto – di due delle più importanti culture del secolo scorso, quella russo-ebraica e quella francese, un’identità che ha dovuto lottare contro tutto e tutti per emergere e che, alla fine, ce l’ha semplicemente fatta, morendo forse anzitempo ma onorando quel “better to burn out than to fade away” proprio della vita delle grandi rockstar.

Serge e Charlotte Gainsbourg

Una storia complessa e difficile da raccontare seguendo semplicemente un ordine cronologico: per questo Boris Battaglia ha impostato la sua opera secondo i criteri del ricordo personale e della critica musical-letteraria, attraversando la cronistoria arditamente ma riuscendo a farci comprendere, analizzare ed ammirare nelle sue tante sfaccettature la mente di questo grande genio della musica viaggiando fra i suoi conflitti interiori, il talento artistico ribelle, gli impulsi autodistruttivi e, al di là di tutto, il grande amore per la bellezza che ha portato il “brutto anatroccolo” Serge a comporre alcune delle più belle canzoni di sempre, seducendo quelle che sono state le sue tante muse.

“Gainsbourg. Niente è già tanto” è un testo dalla copertina essenziale che forse passa inosservata, che tuttavia appassiona e compisce cuore ed intelletto lasciandosi divorare velocemente in poche ore: un’opera che quindi riesce nella sua stessa forma a riproporre al lettore quello che è stato Serge Gainsbourg, narrandolo in un paio di ricchi capitoli introduttivi ed in “cinque pacchetti di sigarette”, come quelli che egli era uso fumare quotidianamente fino alla morte.

In queste poche pagine troverete quindi tanto lo spirito del grande cantautore francese, quanto il percorso di un suo appassionato ascoltatore, che ne ha analizzato l’opera e la biografia dando vita ad un lavoro esemplare di biografia e critica musicale, unico nel suo genere; ne risulta quindi un’opera assolutamente unica, che ci sentiamo perciò di consigliare agli estimatori di Gainsbourg, a chi volesse scoprirne l’opera, ma anche agli amanti della bella scrittura e della saggistica.

 

 

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola