No Book – “Ritorno a Salem”, il viaggio spirituale di Hélène Grimaud

È un’opera affascinante e difficile da decifrare “Ritorno a Salem”, terzo romanzo della geniale pianista Hélène Grimaud che ne conferma la profonda cultura ed il talento letterario. In questo breve ma intenso romanzo troviamo difatti una ricchezza di spunti con pochi eguali nella letteratura contemporanea: pur prendendo spunto dalle vicende personali e dalle grandi passioni dell’artista di Aix-en-Provence, gli elementi che costituiscono “Ritorno a Salem” danno vita ad un lavoro complesso e ricco di sfaccettature all’interno del quale il lettore sembra perdersi, salvo realizzare che esiste un percorso personale profondo ed un messaggio importante, che si dipana via via all’interno della perfetta combinazione dei tanti temi presenti nel romanzo.

La fine scrittura della Grimaud sembra infatti condurci con ella lungo un viaggio misterioso, nato dal casuale ritrovamento di alcuni manoscritti di Karl Würth, pseudonimo letterario del grande Johannes Brahms che descrive un insolito viaggio nella natura incontaminata del grande Nord, che sfocia in esperienze alle soglie del sovrannaturale impossibili da decifrare; in un gioco di coincidenze che non sembrano essere tali, l’intreccio si traduce in una serie di corsi e ricorsi storici, con Brahms/Würth che esce dal ruolo di genio indiscusso della musica nel Romanticismo Tedesco per abbracciare la Natura ed incontrare il Lupo, simbolo indiscusso delle forze primigenie del pianeta in tutte le culture occidentali; un percorso simile a quello avvenuto nella reale vita della Grimaud, che da anni ha abbracciato la missione di salvaguardia dei lupi in Nordamerica, avendo fondato il Wolf Conservation Center di Salem, eccellenza mondiale nella tutela di questo affascinante animale.

Abbandonando temporaneamente la routine dei concerti e lo stress di doversi cimentare con le opere dell’amato Brahms, in questo diario di viaggio la Grimaud analizza il percorso del musicista lungo questo viaggio mistico, svolgendo un’investigazione storica e di fatto proponendoci un romanzo all’interno del suo stesso romanzo: in questo gioco letterario di scatole cinesi che ora assume il sapore di romanzo storico, ora di giallo, ora di saggio letterario, Grimaud ci parla di sé, delle difficoltà e della dedizione richieste per essere una pianista di livello mondiale, di ciò che maggiormente l’ha ispirata nella sua carriera (Brahms, appunto) ma in realtà è più profondo ed urgente il messaggio che ella ci vuole trasmettere.

Parlando di natura, lupi e culture ancestrali – non ultimo il tema delle streghe, anche se la Salem dove ha fondato il Wolf Conservation Center non è quella dove si tenne il noto processo alle streghe, ma “solo” una delle tante curiose coincidenze – il principale tema di questo intenso romanzo è la natura: il lupo è infatti definito come il simbolo per eccellenza di un ambiente sempre più maltrattato dall’uomo, che mosso dalla più bieca avidità compie azioni orribili sugli animali e su interi ecosistemi, non arrivando ancora a capire che tutto ciò che stiamo facendo al pianeta già ci si sta ritorcendo contro, dal riscaldamento globale a quell’inquinamento ambientale che si traduce in malattie che compromettono la nostra stessa esistenza.

“Ritorno a Salem”, oltre ad essere un’opera ricca di temi ed un esercizio di stile letterario di profonda bellezza, è anzitutto un romanzo impegnato, dal quale possiamo trarre un appassionato invito alla riscoperta ed al rispetto dell’ambiente, oltre alla rassicurante conclusione che la cultura e la musica possono ancora sensibilizzare le coscienze grazie ad esempi di vita coerenti come quello di Hélène Grimaud.

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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