No Report – Hugo Race, un gentleman al Druso

Giovedì 9 maggio 2019, Ranica (BG): è l’ennesima serata fredda di un atipico mese maggio, ma non è il caso di lasciarsi scoraggiare dal clima, perché al Druso Circus suona Hugo Race con i suoi Fatalists. Autore di un quarto, interessantissimo album assieme al fidato trio dei “Cuori Sacri” composto da Francesco Giampaoli al basso, Diego Sapignoli alle percussioni e Giovanni Ferrario alle chitarre, il musicista australiano si è ormai da tempo confermato autore di culto dotato di un formidabile eclettismo, e l’ultimo “Taken By The Dream” – che abbiamo avuto il piacere di ascoltare in anteprima – è l’ennesimo grande capitolo di una discografia di classe, che non vedevamo l’ora di saggiare anche nella dimensione live.

Giungiamo puntuali presso il locale cogliendo l’opportunità di scoprire ed ascoltare i “The Howling Orchestra”, quintetto bergamasco a due voci composto da ex membri di Gea, Spread e Monte Nero dedito ad un folk apocalittico dalle tinte oscure che ci ha colpiti tanto per la perizia dei musicisti, quanto per le atmosfere cariche di suggestione della scaletta proposta; un set di apertura perfettamente in linea con il concerto che ci aspetta, capace di raccogliere meritati applausi dal pubblico ed il nostro interesse per le loro future pubblicazioni.

The Howling Orchestra

Nel frattempo, un pacato e sornione Hugo Race si aggira fra palco e backstage controllando la messa a punto della strumentazione con perfetto aplomb. Elegantemente vestito con camicia e completo in gessato scuri, l’artista originario di Melbourne fuma l’ultima sigaretta e scambia furtivi cenni d’intesa col pubblico, mostrando sicurezza di sé e facendo capire a tutti di doversi aspettare una grande serata, poiché lui e i suoi compari sono in piena forma.

L’artista ed i suoi “Fatalists” salgono sul palco attorno alle 23, e al pubblico non resta che applaudire dal primo brano, perché l’intenzione mostrata da questi “fantastici quattro” è quella di mantenere la promessa, iniziando da subito con un live carico di suggestioni ed atmosfera. Il folk blues dei Fatalists sembra essere la colonna sonora ideale per questa notte atipica, caratterizzata dal buio profondo e da un freddo pungente: il pubblico del Druso, allestito per l’occasione con dei tavolini che consentono ai presenti di godersi comodamente lo spettacolo, ascolta rapito la voce roca e soffusa di Hugo, elegante sacerdote del mondo dei sogni completamente a suo agio sul palco bergamasco e con una band composta da quelli che ormai per lui sono amici di vecchia data.

Hugo Race Fatalists

Mentre il cantante si muove con grazia da un lato all’altro del palco, imbracciando la fidata Epiphone , i tre “Sacri cuori” intessono melodie oniriche  e fumose che da un lato ci consentono di apprezzarne la bravura, dall’altro mandano tutti i presenti in una sorta di trance musicale, grazie a melodie e testi profondi che spesso ci inducono a chiudere gli occhi, volando con la nostra immaginazione verso luoghi e persone a noi lontani. Nel frattempo apprezziamo una volta in più l’intesa perfetta fra i quattro musicisti, che con discrezione e classe sopraffina ci stanno offrendo uno spettacolo godibile, avvalorato da un’ottima acustica e dalla sensazione di eleganza naturale profusa dalla situazione creatasi nel locale.

La setlist della serata è imperniata, come prevedibile, sull’ultimo “Taken By The Dream”, ma oltre ai dieci brani del disco, il pubblico ha modo di riassaporare una manciata di cinque canzoni  tratte dai tre precedenti lavori di Hugo con i Fatalists. Una scelta che esclude ogni altro progetto di nuova o vecchia data del carismatico cantante australiano: la serata è dedicata interamente ai Fatalists, e tutto funziona alla perfezione per l’entusiasmo del pubblico, che promuove a pieni voti lo spettacolo tributando meritatissimi applausi alla fine di ogni brano.

L’ora e venti di concerto passa piacevolmente senza intoppi, a parte il ronzio di una delle casse in un paio di brani, e gli stessi musicisti sono particolarmente contenti della serata, come dimostra la fine della setlist principale: da seri professionisti, Hugo e soci non si lasciano pregare troppo dal pubblico e risalgono sul palcoscenico dopo un paio di minuti scarsi, sorridendo e con tutta l’intenzione di sparare le ultime cartucce.

Il momento degli encore presenta due vecchi brani e “Heaven & Hell”, uno dei brani più suggestivi del nuovo album, proposti in un tripudio di luci di scena, anche questo un elemento che ha saputo valorizzare al meglio questa serata speciale, dando quel tocco di psichedelia in più che non guasta mai.

Ai quattro non resta che salutare il pubblico tutti insieme col più classico degli inchini, per poi recarsi subito al banchetto del merchandising per intrattenersi a scambiare due parole col pubblico, firmando autografi, conclusione perfetta di una serata di ottima musica in cui si è stabilita una connessione speciale fra l’artista ed il suo pubblico. Non possiamo che consigliarvi di non perdere le prossime date del tour italiano: quello di Hugo Race and the Fatalists è uno spettacolo carico di suggestioni che non mancherà di soddisfarvi.

 

 

Setlist:

  1. Altered States
  2. This is Desire
  3. Symphony
  4. The Power Of You And I
  5. No God In The Sky
  6. Phenomenon
  7. Bow & Arrow
  8. Fools Gold
  9. Gonna Get High
  10. Taken By The Dream
  11. Smoking Gun
  12. Ghostwriter
  13. Encore #1 – Will You Wake Up
  14. Encore #2 – Heaven & Hell
  15. Encore #3 – Ballad Of Easy Rider

Report di Fabio Rezzola

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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