No Review – Atlanta, i suoi ricconi ma soprattutto Faye Webster

Terzo album per la cantautrice e fotografa statunitense Faye Webster, capace di assurgere a buona notorietà con un intrigante e colorato video – quello di “Room Temperature” – che attraverso un lusinghiero articolo su Rolling Stone ha consentito alla brava artista originaria di Atlanta di ottenere una buona notorietà, suscitando interesse ed aspettative per l’ultimo “Atlanta Millionaires Club”.

Aspettative che l’album mantiene in tutte le dieci canzoni, che seppur inscritte in stilemi classici e assai spesso retrò, colpiscono nel segno per merito di una grazia unica nello scenario contemporaneo. La delicata voce della ventunenne, dolce e languida, incanta e ammalia l’ascoltatore riuscendo nel contempo a stupirlo: le canzoni di Faye hanno un marcato sapore retrò e lo stesso immaginario rievocato nei videoclip e nell’artwork ci riporta indietro nel tempo. Non sembra neppure di essere nell’era della fotografia digitale, ma in quella di diapositive e cibachrome, di acidi da laboratorio e colori irreali ed insoliti che costituivano la visione di un mondo intero, coprendone forse i difetti attraverso l’innaturale vividezza dei colori.

Al di là dell’aspetto visivo, è certamente l’eleganza il tratto distintivo più notevole dei brani di Faye Webster: oltre alla voce e chitarra chiaramente folk, così come il sapiente uso della pedal steel da parte del chitarrista Pistol Stoessel,  vi sono infatti raffinati arrangiamenti per fiato ed archi dal sapore black a dare quel tocco di classe in più ad un insieme che già di per sé funziona alla grande.

“Atlanta Millionaires Club” è difatti un album curato in ogni dettaglio ed assai variegato nello stile, che nasce da un ideale e postumo abbraccio fra lo stile delle grandi cantautrici americane anni ’70, la malinconia di Neil Young  e le più patinate sonorità Motown: un’alchimia che funziona tanto nei tre single del disco quanto in brani ancora meno noti come la dolce e suadente “Jonny” (e relativa reprise), la tenera “Right Side Of My Neck” capace di strapparci un sorriso e farci pensare a Carole King, o “Come to Atlanta”, una cartolina d’altri tempi con cui la cantante ci invita a visitare la sua città d’origine.

In poco più di mezz’ora, Faye Webster stupisce e convince con la sua spontaneità ed un disco ben costruito, nel quale sono presenti solo ottimi brani classici ma allo stesso tempo moderni, che colpiscono nel segno grazie alla naturale delicatezza ed eleganza della voce di Faye e delle musiche che la accompagnano: una formula classica ed efficace, per la quale non possiamo che continuare ad ascoltare e riascoltare “Atlanta Millionaires Club”, certi che difficilmente ci verrà mai a noia.

 

Tracklist:

  1. Room Temperature
  2. Right Side Of My Neck
  3. Hurts Me Too
  4. Pigeon
  5. Jonny
  6. Kingston
  7. Come To Atlanta
  8. What Used To Be
  9. Flowers (feat. Father)
  10. Jonny (Reprise)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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