No Review – “Joe Strummer 001”, ricordando un mito

“Ceci n’est pas une critique”, questa non è solamente una recensione e lo mettiamo subito in chiaro. Pensando a “Joe Strummer 001” si potrebbe storcere il naso, pensando ad una raccolta “sospetta” di materiale inedito e non della carriera solista del mitico frontman dei Clash, che non esce neppure in una ricorrenza particolare: sono passati infatti sedici anni dalla prematura morte di Joe, avvenuta il 22 dicembre del 2002, e la stessa data d’uscita della raccolta (28 settembre 2018), non è stata scelta per alcun motivo in particolare.

Partendo da questi presupposti, le domanda più ovvie sono 1) perché questa raccolta? 2) perché dedicarle spazio su NonSense Mag?

Lucinda Tait, vedova di Joe, ha raccontato di aver trovato, dopo la morte del marito, un archivio fatto di note, fogli e nastri vari all’interno del capanno del loro giardino: ci è voluto tempo per classificare tale materiale, raccogliendo oltre 20000 reperti musicali confluiti nell’archivio Strummer, una testimonianza dell’ispirazione e dell’operosità di un uomo che fino all’ultimo ha vissuto di musica, esplorando vari generi e facendoli confluire in un mix unico. Era fatto così, Joe: abbiamo visto questa mentalità “crossover” ante litteram tanto nei Clash – che sono stati molto più di una punk band – quanto nei sottovalutati Mescaleros e nei tanti episodi solisti che per molti ascoltatori è oggettivamente difficile reperire o anche solo individuare (basti pensare a questa esibizione di “Burning Lights” nel cult “Ho affittato un killer” di Aki Kaurismaki).

Ecco quindi che abbiamo già risposto alla prima domanda, perché questa raccolta, o meglio, questo cofanetto è strutturato davvero assai bene grazie alla raccolta di ben trentadue brani che coprono la carriera solista e le collaborazioni dello Strummer post Clash, da episodi puramente solisti, al periodo Mescaleros, ad altre collaborazioni pressoché sconosciute ai più: ciò che caratterizza questo insieme di brani è sia la qualità e la varietà dei pezzi – che spaziano dal punk al rock, passando per le venature reggae dei Mescaleros a gloriosi momenti acustici come il classico “Redemption Song” suonato con Johnny Cash – sia la produzione e la registrazione sempre ottime, a testimonianza che questa è una raccolta di valore mirata a far conoscere al mondo il lato meno noto dell’artista, e non un’occasione per raschiare il barile utilizzando materiale mediocre o gli ennesimi “alternate takes” per i fan più sfegatati.

Credo che a questo punto abbiamo già risposto anche alla seconda domanda: pur non volendo entrare nel dettaglio di ogni singolo brano, poiché la qualità del materiale incluso davvero parla da sé, riteniamo sia importante segnalare e cercare di far conoscere l’opera dello Strummer solista. Al di là delle “chicche” per appassionati, “Joe Strummer 001” è una raccolta esaustiva strutturata con criterio e passione, attraverso la quale l’ascoltatore può cogliere le tante sfaccettature artistiche di un uomo che davvero viveva per la musica e l’ha fatto fino all’ultimo istante con passione pura ed un’apertura mentale sempre più rara nel mondo musicale odierno.

Spirito libero d’altri tempi armato di voce e chitarra, Strummer ha proseguito nella carriera solista il discorso artistico open-minded iniziato coi Clash, e questa raccolta, proposta ad un prezzo assai ragionevole in varie versioni (CD + libro, vinile oppure cofanetto comprensivo di entrambi più qualche altra piccola chicca), è a nostro avviso il modo migliore per (ri)scoprirne il talento e sentirne la mancanza con un po’ di inevitabile nostalgia.

“Joe Strummer 001”, che potrebbe essere appunto il primo capitolo di una serie di release che ci auguriamo mantengano questo livello, è più di una semplice raccolta e ben lungi dall’essere un “best of”: abbiamo davanti piuttosto un’autentica biografia fatta di grande musica, che appassionerà inevitabilmente l’ascoltatore, direttamente coinvolto nel viaggio artistico di un frontman unico.

Una pubblicazione davvero ben realizzata e lontana dai meccanismi del music business, di cui in effetti possiamo solo dire che si sentiva la mancanza e per la quale possiamo solo ringraziare Lucinda Tait ed i curatori dell’archivio Strummer.

 

 

Tracklist

  1. Letsagetabitrockin’ – The 101ers
  2. Keys to your Heart – The 101ers
  3. Love Kills – Joe Strummer
  4. Tennessee Rain – Joe Strummer
  5. Trash City – Joe Strummer & The Latino Rockabilly War
  6. 15th Brigade – Joe Strummer
  7. Ride your Donkey – Joe Strummer
  8. Burning Lights – Joe Strummer
  9. Afro-Cuban Be-bop – The Astro-Physicians
  10. Sandpaper Blues – Radar
  11. Generations – Electric Dog House
  12. It’s a Rockin’ World – Joe Strummer
  13. Yalla Yalla – Joe Strummer & the Mescaleros
  14. X-Ray Style – Joe Strummer & the Mescaleros
  15. Johnny Appleseed – Joe Strummer & the Mescaleros
  16. Minstrel Boy – Joe Strummer & the Mescaleros
  17. Redemption Song – Johnny Cash & Joe Strummer
  18. Over the Border – Jimmy Cliff & Joe Strummer
  19. Coma Girl – Joe Strummer & the Mescaleros
  20. Silver & Gold / Before I grow too Old – Joe Strummer & the Mescaleros
  21. Letsagetabitrockin’ – Joe Strummer (inedito)
  22. Czechoslovak Song / Where is England – Strummer, Simonon & Howard (inedito)
  23. Pouring Rain – Strummer, Simonon & Howard (inedito)
  24. Blues on the River – Joe Strummer (inedito)
  25. Crying on 23rd – The Soothsayers (inedito)
  26. 2 Bullets – Pearl Harbour (inedito)
  27. When Pigs Fly – Joe Strummer (inedito)
  28. Pouring Rain – Joe Strummer (inedito)
  29. Rose of Erin – Joe Strummer (inedito)
  30. The Cool Impossible – Joe Strummer (inedito)
  31. London is Burning – Joe Strummer & The Mescaleros (inedito)
  32. U.S. North – Mick Jones & Joe Strummer (inedito)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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