No Review – Le cupe vibrazioni di “Mrozinski”

L’arte musicale di Lukasz Mrozinski, artista italo-polacco di stanza a Torino, nasce dal cosiddetto lato oscuro dell’indie italiano, quello più sperimentale e sfuggente ad ogni classificazione capitanato da artisti come Marco Parente, Cesare Basile ed Alessandro Fiori.

Perennemente sospeso fra momenti di luce, rappresentata dall’orecchiabilità del cantato e dalla vena cantautoriale dell’artista, e l’ombra definita dal tessuto sonoro nato da intrecci arditi fra melodie folk, suggestioni jazz/ambient e aggressioni sonore di matrice dark/industriale, che personalmente mi hanno ricordato gruppi cult della scena italiana come Canaan e Kirlian Camera, “Mrozinski” è un’opera che cattura l’interesse già al primo ascolto proprio per via del perfetto bilanciamento fra la parte melodica e quella di matrice più sperimentale.

In questo gioco di chiaroscuri, la bravura di Lukacs Mrozinski consiste nel perfetto contrappunto fra le tante sfaccettature del suo album omonimo, riuscendo a produrre un disco – il decimo della sua carriera, fra i vari progetti realizzati – in grado di suscitare interesse ed emozione, senza cadere nei cliché o in sperimentazioni astruse e rendendo gradevole anche l’ascolto di un brano parzialmente cantato in polacco come “Nigdy Nic”.

Composto a partire dal 2015, l’album vuole essere una sorta di riflessione sul tempo che l’artista, nel corso degli anni dedicati alla produzione, ha continuamente rielaborato ed affinato, raggiungendo a nostro avviso l’obiettivo di dar vita ad un album affinato in ogni suo aspetto, il cui ascolto scorre piacevolmente all’interno di questo dinamico gioco di luci ed ombre, contrapposte morbidamente in una perfetta continuità fra i tanti motivi ispiratori dell’opera, che mai stonano fra loro grazie al fine lavoro compositivo di Mrozinski e ad una produzione adeguata, che riesce a mettere in risalto tutti gli aspetti finora evidenziati.

Un lavoro prezioso ed intrigante, che sfugge alle definizioni e porta lustro al cantautorato sperimentale nostrano.

 

Tracklist

  1. Cuore Rifletti
  2. Los
  3. Cado
  4. Risveglierò
  5. Altago
  6. Venti
  7. Umana Lacan
  8. Nigdy Nic

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola