No Review – LP, il caos calmo di “Heart to Mouth”

Una sleeve arancione con due belle foto in cui sembra giocare ad impersonare non tanto Bob Dylan, quanto un altro genio come Syd Barrett: si presenta con due immagini potenti e più brillanti che mai “Heart to Mouth”, il ritorno sulle scene di LP a due anni di distanza dal boom mondiale di “Lost on You” con il quale ha imperversato meritatamente sulle frequenze nazionali dedicate alla musica.

Un ritorno sorprendente tanto nell’artwork, diametralmente opposto al bianco e nero del precedente album, quanto nella sostanza delle dodici canzoni che lo compongono, improntate su un registro diverso in cui il rock nella maggior parte dei casi si attenua in favore di una dolcezza non più celata dietro un’indole ed un aspetto ribelle ed esuberante. Il titolo “Heart to Mouth” è infatti una dichiarazione d’intenti pienamente rispettata da Laura, ormai a suo agio nel ruolo di popstar internazionale capace di esporsi in prima persona sul palco, coinvolgendo gli spettatori con la sua irresistibile energia.

L’album inizia con toni decisamente più soft rispetto agli ultimi standard, lasciandoci a dire il vero spiazzati: nonostante rivelino la splendida forma della voce di Laura, le prime tracce “Dreamcatcher”, “When I’m Over You” e “One Night in the Sun” ad un primo ascolto lasciano di stucco per il tono intimista e cantautoriale che prosegue il discorso con “Recovery”, la splendida ballad trasmessa sui media come primo single: è una LP sempre esplosiva e meravigliosa nei suoi vocalizzi e nell’intensità interpretativa dei suoi brani, ma il sentimento sembra davvero essere passato decisamente in primo piano rispetto all’energia splendidamente rock alla quale ci eravamo abituati. Finiscono dunque qui le sorprese? Niente affatto, perché LP spariglia nuovamente le carte prima con l’esplosiva “Dreamer”, poi con un lato B che cambia totalmente registro rispetto a quanto sentito finora

L’anima rock riesplode senza freni all’interno di alcuni brani particolarmente riusciti come “Die for your love” e “Shaken”, rockballad romantiche alla vecchia maniera e potenziali hit, nelle quali il ritmo più sostenuto fa da trampolino alla voce di LP, che parte in crescendo nello stereo diffondendo a tutto volume le proprie vibrazioni positive, per invitare l’ascoltatore a ballare con “Special”, un’ultima dose di rock nella quale l’artista gioca inusualmente a distorcere con gli effetti la propria voce, che tuttavia ci conferma ciò che speravamo: LP è una star matura che ha saputo confermare il proprio meritato successo attraverso un album che ha voluto sorprendere il pubblico, confermandone il talento cristallino – per bravura e sincerità espressiva – e lo stile assolutamente unico.

Lasciatevi sorprendere ancora, è un invito di cui non vi pentirete.

Tracklist:

  1. Dreamcatcher
  2. When I’m Over You
  3. One Night in the Sun
  4. Girls Go Wild
  5. Recovery
  6. Dreamer
  7. The Power
  8. House on Fire
  9. Hey Nice to Know Ya
  10. Die for Your Love
  11. Shaken
  12. Special

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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