No Review – “Masques”, la teoria umorale secondo gli Yggdrasil

Giunge dalle lontane isole Faroe uno dei progetti di musica colta più intriganti che ci sia capitato di ascoltare di recente: dietro il monicker “Yggdrasil”, l’albero della vita nella mitologia norrena, si cela la geniale mente del pianista danese Kristian Blak, da tempo trasferitosi nell’ameno arcipelago nel mezzo del mare del Nord, che per l’occasione ha creato un ensemble di raffinati musicisti classici: Angelika Nielsen al violino, Johan Hentze alla tromba, il sassofonista Villu Veski, Dávur Juul Magnussen al trombone, Heðin Ziska Davidsen (chitarra), Mikael Blak (basso), Brandur Jacobsen (batteria) e James Goodwin (batteria e percussioni).

L’ultima fatica di Yggdrasil consiste in “Masques”, sofisticato ma allo stesso tempo godibile concept album, ispirato alla “teoria degli umori” concepita nell’antichità da Ippocrate e diffusa a livello alchemico-scientifico fino all’Ottocento: quattro umori (malinconia, collera, flemma e sangue) associati ad altrettanti liquidi corporei il cui bilanciamento definisce la personalità dell’individuo, ma simbolicamente collegati anche alle stagioni dell’anno e alle quattro età della vita umana, i quali sono rappresentati in chiave musicale all’interno di questa breve opera, carica di spunti artistici, storici e simbolici.

L’album, specialmente nella versione in vinile, si lascia infatti apprezzare per la struttura simmetrica tanto della copertina gatefold, che reca sulle quattro facciate altrettanti suggestivi dipinti del pittore Anders Hjuler simboleggianti i quattro umori, quanto per la struttura speculare del vinile stesso, che reca la medesima struttura su entrambe le facciate con un ouverture a cui seguono quattro brani sempre ispirati dai quattro umori: quasi a volerci accompagnare in un viaggio nella storia di questa teoria e della musica stessa, Kristian Blak nella prima metà del suo concept ci fa viaggiare nel passato , i cui brani si basano su composizioni di autori del periodo rinascimentale e barocco, per poi riportarci al presente con la seconda, nella quale veniamo coinvolti in una danza moderna, nella quale le composizioni, sviluppano in chiave fusion, abbracciando sonorità di matrice jazz avanguardistica minimale/freddo vicine al sound di artisti ECM come Garbarek e Rypdal.

Il risultato è un’opera sofisticata che riesce tuttavia a suonare interessante e godibile grazie ad una struttura simmetrica e ad un simultaneo gioco di opposti, che disorienta, sorprende ma in definitiva cattura l’ascoltatore, che si lascia volentieri accompagnare in questo breve ed affascinante viaggio artistico.

Tracklist:

Quatre Temperaments avec Ouverture

1. Canto Carnascialesco – Ouverture
2. Der Juden Tanz – Melancolico
3. Hoftanz – Cholerico
4. English Dompe – Flegmatico
5. Balletto – Sanguino

Quatre Temperaments Demasqués avec Ouverture

6. Où Venture Démasqué?
7. Démasqué Melancolico
8. Démasqué Cholerico
9. Démasqué Flegmatico
10 Démasqué Sanguino

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola