No Review – “Remind Me Tomorrow”, l’album crepuscolare di Sharon Van Etten

Quattro anni per l’uscita di un nuovo album a volte sembrano troppi, soprattutto se il nome dell’artista atteso è quello di Sharon Van Etten: presenza fondamentale all’interno della scena alt/indie/folk femminile americana al pari di Joan Wasser o Chan Marshall, la bella e brava cantante del New Jersey ha in realtà vissuto quattro anni sereni, nei quali il precedente capolavoro “Are We There” ha riscosso un meritato ed unanime successo, si è cimentata come attrice per una serie NetFlix ed ha dato alla luce il primo figlio Denver. Un periodo importante nella vita dell’artista, che torna finalmente sulle scene dando alle stampe l’atteso “Remind Me Tomorrow”, dedicato proprio al figlioletto ed al compagno Zeke Hutchins.

Un ritorno sorprendente, perché quella che troviamo è una Sharon diversa nello stile e nelle atmosfere: c’è difatti tanta elettronica e un clima ad un primo acchito più oscuro nella maggior parte delle tracce di questo quinto album ufficiale. Nato dalla personale sensibilità dell’artista, il titolo “Remind Me Tomorrow”  è a detta della brava cantante una sorta di mantra che ella è usa ripetersi per tenere a mente i propri tanti impegni come madre e cantante. Album figlio di tempi oscuri, con l’artista che ricorda come, consapevole di ciò che stesse accedendo in America con l’elezione di Trump, si imponesse di non piangere per evitare di trasmettere le sue brutte sensazioni al nascituro, “Remind me Tomorrow” in realtà già dal titolo ci ricorda che nonostante tutto c’è sempre un domani ed una luce che possa guidarci.

In questa chiave scopriamo così che i dieci brani del disco sono in realtà figli della lotta quotidiana di Sharon per avere un atteggiamento più positivo ed aperto nei confronti della vita, per se stessa e per il figlio; Sharon si apre in maniera più decisa al suo pubblico, raccontando la propria visione del mondo fra passato, presente e futuro, in cui la nostalgia non è più un peso ma una spinta ad andare avanti; da esperienze di sopravvivenza narrate nell’opener “I Told You Everything” a considerazioni sull’amore e sulle delusioni passate (“No One’s Easy To Love” e “Hands”), lo stile della nuova Van Etten colpisce per il perfetto equilibrio fra lo stile cantautoriale minimalista, che ce l’ha fatta scoprire ed amare, e le nuove sonorità ora alle soglie del trip-hop (“Memorial Day” e “Jupiter 4” sono due brani capolavoro) ora vicine alla dance più cupa, come lo spiazzante primo single “Comeback Kid”.

Se un delicato brano come “Seventeen” sembra restituirci la cantante nella sua veste più usuale, altre canzoni come “You Shadow” o “Stay” ci confermano che abbiamo di fronte un’artista che ha scelto di intraprendere un importante e riuscito percorso di rinnovamento, figlio dei grandi cambiamenti avvenuti nella sua vita privata e non. Il canto della nostra si fa sempre più cangiante, oscillando fra sussurri e grinta, ma in ogni caso definito da una profonda e serena gentilezza d’animo.

Con dieci brani cangianti nello stile e riusciti tanto nell’aspetto musicale quanto in quello del songwriting, “Remind Me Tomorrow” è un ritorno che sorprende e soddisfa pubblico e critica, candidandosi già ad un posto fra le migliori release del 2019.

 

 

Tracklist:

  1. I Told You Everything
  2. No One’s Easy To Love
  3. Memorial Day
  4. Comeback Kid
  5. Jupiter 4
  6. Seventeen
  7. Malibu
  8. You Shadow
  9. Hands
  10. Stay

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola