Skifting

Skifting, psichedeliche distorsioni dal nord [Recensione]

Giunge alle nostre orecchie dalla Danimarca la proposta degli Skifting, interessante band giunta al terzo LP con “Skyggemarker” di cui vi parliamo in queste righe. Nati dal percorso di evoluzione artistica di Uffe Ejlerskov, musicista attivo fin dagli anni ’80 e fondatore della Underklang Records, gli Skifting sono un quartetto dedito ad un garage/psych rock potente e dalla forte carica evocativa: oltre ad Uffe (chitarra e voce), la band conta sull’apporto del chitarrista Ask Ejerskov, del bassista Hans Windeløv  e del percussionista Emil Deleuran.

Per nulla compromessa dalla scelta di cantare in danese, la proposta degli Skifting trova nella lingua madre una delle marce in più capaci di dar loro una propria peculiarità: se i riferimenti ormai consueti per chi si cimenta in questo genere oggi sono i classici Black Angels, Black Mountain, la psichedelia dei sixties e il protopunk di MC5 e Count Five per via del suono “fuzzy” delle chitarre, i quattro musicisti danesi aggiungono alla ricetta forti venature Kraut (Can, Neu!) e richiami folk dal sapore mistico che ci portano davvero “alle porte del cosmo”.

“Skyggemarker”, traducibile all’incirca come “il segnale d’ombra”, è un album di sei soli brani nel quale la band alterna tempi canonici del rock a canzoni più dilatate, la cui atmosfera distorta sembra nascere da improvvisazioni in stato di trance. Oltre alla bravura dei musicisti, merita una particolare menzione la profonda voce di Ejlerskov, che conferisce alle canzoni un tocco sciamanico ed evocativo, capace di ricordarci i Diaframma con Miro Sassolini o quella darkwave italiana di Kirlian Camera, Helden Rune etc…

Gli Skifting ci propongono quindi un lavoro potente e ricco d’atmosfera, capace di stupire gli amanti del garage rock più ruvido e psichedelico grazie alla personalità della loro proposta. Da scoprire.

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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