Testament

Testament, il ritorno dei titani del thrash metal [Recensione]

Trentacinque anni di carriera e… sentirli eccome, con la stessa rabbia e furia sonora degli esordi. Si potrebbe già chiudere così la recensione di “Titans of Creation”, tredicesimo atto dei maestri californiani del Thrash Metal, che dimostrano in poco meno di un’ora una potenza ed un’ispirazione ancor oggi invidiabile da parte delle nuove generazioni.

Con una formazione al top che comprende ovviamente Chuck Billy nel ruolo di frontman indiscusso, le affilatissime e poderose chitarre della coppia Alex Skolnick/Eric Peterson e la massiccia sessione ritmica con Steve Di Giorgio al basso e Gene Hoglan alla batteria, i Testament hanno realizzato un lavoro di rara potenza, nel quale hanno affinato in maniera interessante il loro stile.

Alla consueta purezza Thrash “Bay Area Style” fatta di riff devastanti, velocità e rabbia, il quintetto di Berkeley ha accostato difatti interessanti riferimenti mitologici e melodie dal sapore epico ricollegate alla cosmologia mediorientale fenicia, assira ed egiziana, ricordando a tratti il lavoro svolto dagli ottimi Nile in ambito death metal.

Il risultato è un lavoro entusiasmante, capace di far drizzare le orecchie e scatenare in un furioso headbanging gli appassionati di questo genere di sonorità: pubblicato da Nuclear Blast, “Titans of Creation” è un lavoro sontuoso e coerente nel quale la band impressiona per la qualità e varietà dei brani. Che si tratti pezzi più brevi e d’impatto come “WWIII”, “Symptoms” e “Curse of Osiris”, o di infuocate cavalcate epiche come “Children of the Next Level” o “Night of the Witch”, l’ultimo album dei Testament funziona ed esalta come pochi, non rivelando mai punti deboli.

Chuck Billy e i suoi sono tornati in autentico stato di grazia, con un album destinato ad entrare nell’ormai lungo novero dei loro classici. Giù il cappello dinanzi ai Titani del Thrash.

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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