“Digital Dream” delle Deap Vally – Dissimile che diventa simile [Recensione]

Passaggio, esplorazione, indagine. Tre parole per indicare la direzione che hanno scelto di prendere le Deap Vally, nel tentativo di uscire dai canoni, pur tracciando una linea chiara e coerente con il loro passato e con la definizione di se stesse.

L’ultimo EP del duo californiano è un viaggio, un’avventura che si distacca dalla psichedelia che contraddistingueva gli album passati, scegliendo una strada composta da vari tasselli di differenti generi, una sorta di “mosh posh” di creatività musicale, tramutato in un sound diverso da quello cui erano abituati i loro fan. Il precedente lavoro, Deap Leaps, realizzato con una chimerica collaborazione con i Flaming Lips ed uscito in streaming poco meno di un anno fa, risultava una sorta di transizione fluida fra le tracce, amalgamate da effetti sonori ricorrenti in ogni canzone, in un’omogeneità dell’opera che guidava l’ascoltatore dall’inizio alla fine.

La rottura con il passato è evidente con Digital Dream, dal concepimento al risultato finale: si abbandonano i toni psichedelici e si fa spazio a tonalità più morbide e ambient, mettendo da parte quel lato “rock ‘n’ roll” con cui si presentavano sin dal loro esordio, definendosi “un duo rock dove i Led Zeppelin incontrano i White Stripes”. Digital Dream è un breve EP sconnesso, disomogeneo, dissimile rispetto al passato e al suo stesso interno.

Per la realizzazione di un sound del genere, l’apporto dell’ingegnere del suono Josiah Mazzaschi è pressoché fondamentale, specialmente nella produzione della title track Digital Dream: si tratta di una delle tante collaborazioni che caratterizzano l’intero EP, dove il principio stesso della stesura a più mani viene totalmente rispettata. Un mix di idee, culture e visioni artistiche.

Nonostante tutte le difficoltà dovute alla pandemia, le collaborazioni scelte dalle Deap Vally risultano mirate e specifiche per ogni brano, partendo dal singolo estratto Look Away, dove la presenza della bassista delle Warpaint Jenny Lee Lindberg, nota come jennylee, amica da una vita del duo, rinvigorisce la canzone ed è il perfetto filo conduttore tra il passato e il presente. Lo sfruttamento di un sound a tratti aggressivo e a tratti delicato, condensato da ritmiche ripetitive ed ipnotiche, è la dimostrazione dell’allontanamento dalle classiche Deap Vally, ma l’atmosfera rock e i paesaggi di chitarra elettrica non sono del tutto distanti da un simile concept.

Digital Dream, la title track dell’EP, è probabilmente la traccia più funzionale dell’intera opera. Si tratta di una canzone dai toni oscuri, cupi, lenti. L’abuso di sintetizzatori e il sound elettronico esaltano la bellezza del brano, arricchito dalla presenza della cantante Soko, artista francese, la quale guarnisce la base con una voce dal tono meravigliosamente morboso, adatto alla creazione di un’atmosfera tetra di un mondo post-apocalittico. Distopia, inquietudine e paradosso perfettamente fusi in quella che è la miglior composizione dell’intero EP.

High Horse è l’esaltazione del lato maggiormente rock del gruppo, un vero e proprio manifesto del “girl power”. Il riferimento a Moby Dick dei Led Zeppelin nell’immediato inizio del brano è il presupposto per credere che questo sia il pezzo più ruvido, elettrico e crudo. Essenza rock che si manifesta grazie al riff di chitarra iniziale, alla compattezza della serie di percussioni utilizzate, alla voce squillante di KT Tunstall e allo stacco di Peaches che realizza un bridge di livello, confermando l’acutezza delle Vally nello scegliere i featuring corretti.

La collaborazione più complicata è sicuramente quella con Jame Hince dei The Kills. Le due Vally, grandissime fan del chitarrista, si sono ritrovate a scrivere collettivamente il brano Shock Easy, tinteggiato proprio dalle note di chitarra di Hince che plasma il pezzo in chiave Deap Vally. Il risultato non solo è molto valido sul piano musicale, ma lo è soprattutto per le tematiche del testo. In  Shock Easy vi è tutto il dolore nell’apprendere dai giornali delle sparatorie nelle scuole americane, immensa sofferenza per tutti e tre gli autori: “È stato tutto troppo facile e ora è tutto troppo pesante”.

Digital Dream è la proposta di un rock caratterizzato da diversi stili. Si tratta della rappresentazione del dissimile che diventa simile, socializzazione fra varie forme di musica. Rock morbido e nebuloso, ma anche elettrico e rumoroso. Se la linea tracciata è questa, il duo californiano può non solo ritenersi soddisfatto, ma anche consapevole che si tratta di un nuovo inizio.

Autore dell'articolo: Gabriele Rapisarda

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Classe 2001. Studente alla facoltà di Scienze Politiche a Roma Tre. Interessato ad attualità, amante di tecnologia e affascinato dal design. Ho sempre utilizzato il web per esprimermi come blogger e podcaster. Intraprendente, ambizioso e mai arrendevole.