"Mode"

“Mode”, l’intramontabile stile dei Depeche Mode [Recensione]

Venerdì 24/01/2020 è stata una data attesa a lungo dai fan dei Depeche Mode (incluso chi vi scrive), che hanno potuto finalmente avere fra le mani “Mode”, il boxset in edizione limitata contenente l’intera discografia della band di Basildon. La release di questo elegante set è stata rimandata a poche settimane dall’uscita a Novembre 2019, mese nel quale sarebbe dovuto uscire quasi simultaneamente a “Spirits in the Forest”, il toccante docu-film di Anton Corbijn del quale avremo presto modo di parlare su queste pagine: problemi non meglio menzionati di “standard qualitativi”, ha fatto sapere la band sui suoi canali ufficiali, da cui il rinvio dell’uscita per poter dare ai propri fan un prodotto unico e curato in ogni minimo dettaglio. Poco male, a ben vedere, visto che questo rinvio consente al set di uscire nell’anno del quarantennale della formazione della band.

Giunto finalmente nelle nostre mani, com’è dunque questo “Mode”? Il boxset si presenta come un oggetto d’arredamento assai elegante, un bel cubo nero dal lato di circa 19cm realizzato in cartoncino satinato, sul quale risaltano in lucido il logo ed il nome della band, rispettivamente sul lato frontale e su quello superiore. Una realizzazione oseremmo dire zen, che brilla per essenzialità, eleganza e funzionalità, che racchiude al suo interno la bellezza di diciotto CD ed un denso volume di 228 pagine. Un boxset che nella sua struttura ricorda assai da vicino quello dedicato a John Lennon, più piccolo e quasi interamente bianco, di fianco al quale compone un delizioso accostamento.

La scelta del look “total black” impatta sorprendentemente anche sui dischi: contenuta in una serie di mini-sleeve, la discografia dei Depeche Mode vede i propri artwork ristampati, facendo esclusivo uso del nero. Di primo acchito fa un certo effetto tenere fra le mani le rielaborazioni di copertine iconiche come gli aironi di “Speak and Spell” o la rosa di “Violator” (prese dalla versione su vinile e non da quella su CD) riprodotte integralmente in nero, ma il lavoro svolto a livello grafico si rivela davvero encomiabile: giocando solamente con l’alternanza fra nero lucido e nero satin, Jeff Schulz ed il suo team sono stati capaci di mantenere l’eleganza e la classe delle quattordici copertine tanto amate dai fan della band.

Altrettanti sono gli LP contenuti nella – finora – opera omnia della band di Dave Gahan, Martin Gore ed Andy Fletcher, e qui c’è poco da dire, se non che si tratta di uno dei più importanti capitoli della musica dal 1980 ad oggi: si può discutere sui periodi artistici della band e sui meriti di ogni singolo album, ma a ben vedere l’unica cosa che importa è che qui ci sia dentro proprio tutto, e così è… o quasi.

La band ha raccolto all’interno di quattro CD una serie di brani disponibili solo come singoli, b-side, bonus tracks, raccolte o colonne sonore, suddividendo quanto realizzato in altrettanti archi temporali (“M” 1981-85, “O” 1986-90, “D” 1993-2005, “E” 2006-2017): le uniche cose di cui un completista potrebbe lamentare l’assenza sono le versioni a 45 giri di alcuni singoli come ad esempio “Strangelove”, “Behind the Wheel” o “Useless”, ma quando si può avere finalmente a disposizione l’ascolto su CD di “Death’s Door”, “Happiest Girl”, “Dangerous” o la splendida cover di “Heroes” realizzata in memoria di David Bowie nel 2017, è davvero difficile lamentarsi dei contenuti (e se proprio vogliamo, possiamo trovarli nelle raccolte “The Singles”, disponibili ormai a prezzo stracciato).

Veniamo infine al libro: un importante volumetto all’interno del quale troviamo gli artwork originali dei dischi e, per la prima volta, tutti i testi dei Depeche Mode – inclusi quelli dei 4 CD “extra” – finalmente riuniti in un unico corpus che racchiude ovviamente i credits di tutte le registrazioni e una bella scelta di fotografie più o meno note della band tratte dagli album o da altri ambiti promozionali. Curatissima anche in questo caso la realizzazione, con una stampa su carta di prima qualità sulla quale è davvero un piacere leggere le lyrics ed osservare le immagini.

In attesa di capire se nel 2021, passato il quadriennio di rito che separa ogni pubblicazione dei DM, uscirà un nuovo album, i fan del trio originario dell’Essex hanno modo di ingannare l’attesa con questa eccellente raccolta: dopo le recenti ristampe su vinile dei primi singoli per i fan più “die hard”, “Mode” è un’opera omnia di assoluto valore che diventa una sorta di “Black Bible” capace di dare un valore aggiunto anche per i fan meno accaniti. Oltre all’insieme dei contenuti e alla bellezza del prodotto che valgono già di per sé l’acquisto, le rimasterizzazioni dei singoli album offrono un sound decisamente cambiato rispetto alle vecchie pubblicazioni su CD, specie per quanto riguarda i primi cinque album.

Non resta molto da dire, se non che “Mode” è uno dei boxset più ricchi e completi pubblicati negli ultimi anni, con il quale i Depeche Mode festeggiano in grande stile i loro ormai quarant’anni di onorata carriera mantenendo i loro elevati standard anche in questa completa ed elegantissima “Black Celebration”: così come il nero, anche la loro grande musica non passa mai di moda.

Il contenuto di “Mode”

CD 1 – Speak & Spell (1981)

CD 2 – A Broken Frame (1982)

CD 3 – Construction Time Again (1983)

CD 4 – Some Great Reward (1984)

CD5 – Black Celebration (1986)

CD 6 – Music For The Masses (1987)

CD 7 – Violator (1990)

CD 8 – Songs of Faith and Devotion (1993)

CD 9 – Ultra (1997)

CD 10 – Exciter (2001)

CD 11 – Playing The Angel (2005)

CD 12 – Sounds of the Universe (2009)

CD 13 – Delta Machine (2013)

CD 14 – Spirit (2017)

CD15 –  1981 – 1985

  • Photographic (Some Bizarre Version)
  • Sometimes I Wish I Was Dead (Flexi-Pop Version)
  • Dreaming Of Me
  • Ice Machine
  • Shout
  • Any Second Now
  • Now, This Is Fun
  • Oberkorn (It’s A Small Town)
  • My Secret Garden (Excerpts From)
  • My Secret Garden (Further Excerpts From)
  • Get The Balance Right!
  • The Great Outdoors!
  • Work Hard
  • Fools
  • In Your Memory
  • (Set Me Free) Remotivate Me
  • Shake The Disease
  • Flexible
  • It’s Called A Heart
  • Fly On The Windscreen

CD16 – 1986 – 1990

  • Dressed In Black (Record Mirror Version)
  • But Not Tonight
  • Breathing In Fumes
  • Black Day
  • Christmas Island
  • Agent Orange
  • Fpmip
  • Pleasure, Little Treasure
  • Route 66
  • Stjarna
  • Sonata No. 14 In C#m (Moonlight Sonata)
  • Dangerous
  • Memphisto
  • Sibeling
  • Kaleid
  • Happiest Girl (Jack Mix)
  • Sea Of Sin (Tonal Mix)

CD17 –  1993 – 2005

  • My Joy (Seven Inch Mix)
  • Death’s Door (Soundtrack Version)
  • Death’s Door (Jazz Mix)
  • Slowblow
  • Painkiller
  • Only When I Lose Myself
  • Surrender
  • Headstar
  • Easy Tiger
  • Dirt
  • Zenstation
  • Free
  • Newborn
  • Better Days
  • Martyr

CD18 –  2006 – 2017

  • Oh Well (Single Version)
  • Oh Well
  • Light
  • The Sun And The Moon And The Stars
  • Ghost
  • Esque
  • Long Time Lie
  • Happens All The Time
  • Always
  • All That’s Mine
  • Heroes (Highline Session Version)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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