No Interview – Ron Gallo is back to Italy!

Ci ha stupiti alla fine del 2018 con l’ottimo album intitolato “Stardust Birthday Party” e, a distanza di quasi un anno dal precedente tour, Ron Gallo torna in Italia per tre imperdibili date:

    • Giovedì 2 maggio 2019 – Circolo Magnolia, Novegro (MI)
    • Venerdì 3 maggio 2019 – sPAZIO211, Torino
    • Sabato 4 maggio 2019 – Evol Club, Roma

Intervista a cura di Fabio Rezzola.

Abbiamo letto la meta-descrizione del tuo sito – “Ron Gallo – un essere umano principalmente associato alla musica” – e volevamo perciò chiederti il motivo di questa semplice e concisa definizione. Perché non hai scelto di definirti come un artista o almeno un musicista?

Perché prima di tutto noi tutti siamo semplicemente esseri umani, non le cose che facciamo o ciò che la gente pensa che noi siamo. Quindi ho voluto ricordarlo.

“Stardust Birthday Party” è stato pubblicato ad Ottobre 2018, e il clamore attorno ad esso è ancora alto, come le molte date del tour in Nord America ed Europa ci testimoniano. Sei soddisfatto dell’accoglienza positiva ottenuta dal disco presso pubblico e critica? Te l’aspettavi mentre registravi queste canzoni?

Forse non ci sto prestando abbastanza attenzione – ride – ma mi sembra che i riscontri all’album siano stati in realtà inesistenti o indifferenti, talvolta forse addirittura negativi da parte di quelle persone attaccate all’idea che avrei dovuto fare ancora “HEAVY META” ripetendomi all’infinito. Ma le persone a cui l’album ha detto qualcosa, principalmente i ragazzi che incontro nei miei spettacoli, per me rappresentano il mondo intero, ed io non mi aspettavo davvero nulla mentre realizzavo il disco.

Hai trovato idee per nuove canzoni in questo periodo speso in tour in diversi Paesi? Preferisci comporre musica restandotene tranquillo a casa/nel tuo studio, o riesci a trovare ispirazione in qualsiasi posto tu visiti sul tuo van?

Io provo sempre a scrivere ed essere creativo in qualsiasi posto ed ogni volta che mi sia possibile. Credo tuttavia che sia più difficile farlo in tour, perché essere in tour significa lavorare e questo distrugge letteralmente la creatività, almeno per me. Credo perciò che la tranquillità domestica 0 un viaggio che non sia un tour siano le occasioni di maggior ispirazione.

I giornali e la critica si riferiscono a te come il “nuovo eroe del garage rock/punk”. Ti senti a tuo agio con questa definizione? Oppure credi che questa etichetta possa limitare la visione sulla complessità della tua musica?

Immagino di non poter controllare ciò che le persone pensino o dicano, tuttavia so di non essere un eroe e so inoltre che non farò garage o musica punk per sempre, forse potrei non più farne dopo questo disco, quindi qualsiasi tipo di etichetta che mi venga appiccicata addosso non sarà adatta né resterà incollata troppo a lungo. Sono una persona in costante evoluzione e la mia musica continuerà a cambiare insieme ai miei gusti, non voglio sopprimere o limitare nessuno di essi, soprattutto andando avanti. Voglio dar libero sfogo a tutto e far sì che sia pieno di colore e vero.

Il brano “OM”, altre interviste in cui hai parlato di “Autobiografia di uno Yogi” di Paramahansa Yogananda, di George Harrison e l’atmosfera introspettiva di “Stardust Birthday Party” ci fanno pensare ad alcuni aspetti della filosofia orientale. Credi che queste culture ancor oggi offrano un rimedio per alleviare l’inquietudine contemporanea?

“Inquietudine”! Non ho mai sentito questa parola, forse non lo è neppure, ma mi piace! Ad ogni modo sì, assolutamente, in esse possiamo trovare sicuramente la verità. Tutte le religioni, le filosofie, le pratiche spirituali non sono che strade differenti verso la stessa cosa, e quella cosa è LA cosa.

“Stardust Birthday Party” è un album assai complesso, nel quale elementi come luce ed oscurità, vibrazioni positive e humor nero, attitudine rock ed introspezione coesistono in maniera bilanciata, come se questi elementi fossero quasi simmetrici. Puoi spiegarci come hai ottenuto questo equilibrio fra elementi apparentemente così contrastanti?

Credo che sia semplicemente un’istantanea della persona che ero mentre realizzavo l’album. Ho tutte queste cose così drasticamente diverse che accadono dentro me ogni volta (come tutti del resto) quindi semplicemente esprimendole tutte in un colpo, spesso persino quelle contrapposte, sia davvero naturale ed umano. Credo che “Always Elsewhere” catturi ciò al meglio, è una canzone sulla pace nell’attuale momento storico, poggiata sopra di una chitarra combattiva, dissonante e cromatica e su delle urla.

I tuoi brani mostrano come tu sia un acuto osservatore del mondo intorno a te. Ti definiresti una “persona filosofica”?

Sin da bambino sono sempre stato ossessionato dal comprendere l’esistenza e dalla sensazione che qualcosa di più grande sia in corso, rispetto a ciò che sta direttamente dinnanzi a noi.  Ciò ha dato vita a qualche conflitto interiore ma, sì, tradizionalmente mi piace pensare all’idea di qualcosa di più grande. 

Ma recentemente non lo sono poi così tanto, perché a volte tutto è così pesante e ciò che senti è solo il bisogno di mangiarti qualche patatina fritta, guardare “Friends”, dire stupidaggini e ridere, goderti la vita e non rimuginare troppo sulle cose, o non pensare addirittura.

Con “Stardust Birthday Party” hai raccontato un viaggio personale in cui molti ascoltatori possono identificarsi, e questo è uno dei motivi del successo dell’album. In particolare, ci sembra che l’album sia un raro esempio di disco che fa riflettere le persone mentre si stanno divertendo. Com’è il tuo rapporto col pubblico? Pensi che la tua musica e i concerti possano trasmettere loro buone vibrazioni, facendoli sentire meglio?

Lo spero davvero!  Se così non fosse, dovremmo probabilmente smettere. Giunti a questo punto, essere un contributo positivo per il mondo e per il benessere delle altre persone è tutto ciò che mi interessa nella musica, e vedere tutto questo nel concreto mi dà energia per farlo.

Stai per tornare in Italia dopo quasi un anno, e molte cose sono avvenute nel frattempo. Qual è stata la migliore e la peggior cosa che ti sia accaduta in questo periodo?

L’Italia mi ha fatto conoscere il mio amore! Questo è stato un anno turbinoso ma meraviglioso allo stesso tempo, perché a volte è difficile riuscire ad incontrare la persona giusta appartenendo a mondi diversi e fare in modo che le cose funzionino, però questo mi ha fatto conoscere molte cose su di me e sulla mia vita.

Domanda NonSense – Consiglieresti ai nostri lettori di ascoltare i tuoi dischi su Spotify, con un’eccellente paio di cuffie, o su un vinile a tutto volume con un vecchio Hi-Fi?

Per tutta la musica che abbiamo fatto finora, direi che il meglio sarebbe suonata al massimo con altoparlanti e disco. Ma, personalmente, io la ascolterei su Spotify con le cuffie.  Enjoy!

English Interview

We read the meta-description of your website – “Ron Gallo – a human being most widely associated with music” – and wanted to ask you the reason of this simple, concise definition. Why didn’t you choose to refer to yourself as an artist or, at least, as a musician?

Because we are all just human first, not what we do or what people think we are.  So wanted to remind that.

 “Stardust Birthday Party” was released in October 2018, and the hype of this record is still very high, as the many tour dates in both the North American and European tour prove. Are you satisfied with the positive reception the record got by both public and critic? Did you expect this while recording these songs?

Maybe I’m not paying attention, haha, but it seems like the response to the record has been pretty non-existent or indifferent, and sometimes even negative for people that were attached to the idea I should have made “HEAVY META” again on repeat forever.  BUT, the people that the record spoke to, mostly kids I met at shows, that means the world and I didn’t expect anything really when making the record.

Did you get ideas for new songs in this period spent touring in many countries? You prefer to compose music while staying quietly at home/in your studio, or can you comfortably find inspiration in every place you visit with your van…?

I always try and write and be creative wherever and whenever I can.  I find it more difficult to do on tour, tour is work, and crushes creativity, at least for me.  I find quiet at home OR traveling not on tour as the most inspiring times.

Magazines and critics always refer to you as a new “garage rock/punk” hero. Do you find yourself comfortable with this definition? Or you rather think that this label might limit the view on the complexity of your music?

I guess I can’t control what people think or say, BUT I do know I’m not a hero and also that I won’t be making garage or punk music forever or maybe even ever again after this record, so any kind of label put on me won’t fit or stick for very long. I am an ever evolving person and my music will always change with my tastes, I don’t want to suppress or limit any of it especially moving forward.  I want to let it all out and make it colorful and true.

The song “OM”, other interviews in which you spoke about the “Autobiography of a Yogi”  by Paramahansa Yogananda, George Harrison, and the introspective mood of “Stardust Birthday Party” make us recall some aspects of the oriental philosophy. Did you find that these cultures still offer a remedy to alleviate the contemporary inquietude?

Inquietude! I have never heard that word, maybe it’s not even a word, but i like that!  Anyway, yes absolutely, the truth is in there for sure. All religions, philosophies, spiritual practices are just different paths to the same thing and that thing is THE thing.

“Stardust Birthday Party” is a very complex album, in which many elements like darkness and light, positive vibes and black humour, rock attitude and introspection coexist in a very balanced way, as these elements are almost symmetrical. Can you tell us how did you get this “equilibrium” between such apparently contrasting elements?

I think that’s just a snapshot of who I was when making the record.  I’ve got all these very drastically different things going on inside at all times (we all do probably) so in just expressing all of it, and often even opposing things at once felt really natural and human.  I think “Always Elsewhere” captures this best – a song about peace in the present moment over challenging, dissonant, chromatic guitar and yelling.

Your songs show that you are a keen observer of the world around you. Would you define yourself as a “philosophical person”?

Ever since I was a kid I’ve always been obsessed with understanding existence and the feeling that something bigger was going on here than what is in front of us.  It definitely made for some inner conflict but yeah, traditionally I like to think about the bigger picture stuff. But not as much recently though, because sometimes it’s just too heavy and you need to just eat some french fries and watch Friends and speak nonsense and laugh and enjoy life and not overthink or think at all.

With “Stardust Birthday Party” you expressed a personal journey in which many listeners can identify themselves, and that’s surely one of the reason for the album’s success. In particular, we think that the album is a rare example of a record that make people think while having fun. How is the relationship with your public? Do you think that your music and live performances can transmit them good vibrations, helping them to feel better?

I would hope so!  If not, we should probably stop.  At this point, being a positive contribution to the world and other peoples well being is all I’m interested in with music and seeing that gives me energy to do this.

You are coming back to Italy after almost one year, and many things happened in the meantime. Which was the best and the worst thing happened to you in this period?

Italy introduced me to my love! And with that it has been a whirlwind of a year, both completely beautiful and sometimes challenging meeting your person and being from two different worlds and making that work, but we’ve done a great job so far and it’s showed me a lot about myself and my life.

NonSense Question – Would you suggest our readers to listen to your albums on Spotify with a pair of high-end headphones, or on a vinyl played loud with an old hi-fi system?

For all the music we have out thus far – I would say it works best loud, on speakers and on record. BUT, I would personally be listening to Spotify with headphones.  Enjoy!

Interview by Fabio Rezzola

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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