No Interview – Sparzanza, metallo e muscoli dalla Svezia

Attivi dal 1996, gli svedesi Sparzanza sono un’istituzione in Scandinavia per quanto riguarda certo metal moderno, aggressivo e muscolare che sa tanto di USA. Qualche mese dopo l’uscita dell’ultimo album Announcing the End abbiamo scambiato due battute con la band circa l’ultimo lavoro in studio, le proprie influenze e la situazione musicale in Svezia.

Intervista a cura di Francesco Paladino

Benvenuti su Nonsense Mag. Come presentereste gli Sparzanza al pubblico italiano?

Grazie mille! Beh, che ne dici di uno dei segreti meglio mantenuti in Svezia? Un bastardo di heavy rock, metal e melodie oscure e potenti in giro da 22 anni. Dopo gli otto album pubblicati a partire dal 2001 è ora che voi italiani apriate gli occhi per una delle band più pesanti di tutta la Svezia. Questo è tutto!

Il vostro nome è curioso, cosa vuol dire e come l’avete scelto?

È stato preso da un Vecchio film blaxploitation degli anni ‘70. Non ho idea da quale, ma era il nome di un personaggio molto molto cattivo. È venuto in mente al nostro primo cantante mentre guardava il film, ha scritto un brano su di esso, ma è stato scritto in modo errato, e in seguito è diventato il nome della band.

Il vostro ultimo Announcing the End è stato pubblicato lo scorso ottobre. Che feedback avete ricevuto?

Un feedback veramente eccezionale. Ottime recensioni e riscontri grandiosi da parte dei fan, che è la cosa più importante. E questo è bellissimo, ovviamente. È come un bambino che abbiamo cresciuto negli ultimi anni, e quando la gente lo apprezza è meraviglioso. Anche le vendite pare che stiano andando bene così come gli streaming, e i live sono stati fantastici.

Avete scelto un processo compositivo inconsueto, che ha avuto luogo in Spagna. Ci raccontate questa esperienza?

Beh, credo che il processo compositivo non sia stato così inconsueto. Forse il posto lo è. Prima ci incontravamo a gruppetti in uno dei nostri home studio per scrivere. E dato che ci sono di mezzo lavori e famiglie non c’è quasi mai abbastanza tempo per concentrarsi su un demo finché sentiamo di aver finito. Quindi, se sei molto ispirato una sera, può essere difficile a volte ritornare in quel mood un paio di sere dopo. Quindi quando abbiamo avuto l’occasione di stare in alcune case di lusso in Spagna per una settimana abbiamo deciso di portare gli strumenti e concentrarsi esclusivamente sulla scrittura dei brani. Avevamo tre registratori e ci dividevamo ogni giorno per comporre i brani. E non finivamo finché l’idea non ci sembrava ben realizzata. Ciò si è tradotto in quattordici brani in sette giorni. E quando l’ispirazione sfumava andavamo fuori a goderci il sole, bere una birra o farci una nuotata in piscina. È stato molto bello, e abbiamo potuto concentrarci davvero sulla composizione.

Il vostro stile è molto americano, ma venite dalla Svezia, che è solitamente nota per tipi di metal più pesanti e oscuri. Come avete scelto di suonare questa musica? Siete mai stati influenzati dall’atmosfera e dal clima nordici?

Abbiamo iniziato come band stoner rock, ma poi abbiamo deciso di suonare in maniera più moderna e pesante. Non “punk” come può accadere nello stoner, ma in maniera metal. E sì, siamo influenzati da molte band americane, ma personalmente direi che sento più l’influenza di band svedesi. Credo che la Svezia (e anche la Norvegia) abbia una delle scene rock/metal migliori del mondo. Per quanto riguarda l’atmosfera nordica e il nostro clima, direi di no. Voglio dire, siamo riusciti a scrivere canzoni abbastanza oscure sotto i 30 gradi del sole spagnolo.

Vi sentite più affezionati all’old school o alle forme moderne di heavy music? Il vostro suono sembra essere un compromesso fra le due aree.

Dipende da cosa intendi per old school. La musica del 1996 è old school? Penso che siamo tutti influenzati da musica diversa. Mi piace la musica più vecchia come i Sabbath o gli Zeppelin, così come apprezzo quella degli 80’ e dei 90’s e ancora avanti. Ogni decennio ha le sue perle. Ciò che non mi piace molto del metal moderno è la produzione. A volte sembra quasi di plastica. Per me un vinile ben masterizzato è meglio di un CD o di Spotify. Specialmente quando il produttore e l’addetto al mastering sanno cosa stanno facendo e le dinamiche sono buone.  Ciò non si trova spesso nella musica moderna.

Avete mai pensato di cantare nella vostra lingua madre? Magari pubblicando i brani in due versioni, inglese e svedese, come hanno fatto i Sabaton in Carolus Rex.

Credo che non lo faremo. Ci sono band che lo fanno e sono molto più brave di quanto lo saremmo noi. Credo che sia stupido cantare in svedese. Quelli che lo fanno, lo fanno sin dagli esordi, e quindi viene più naturale. Per noi non sarebbe buono. Abbiamo fatto una canzone in latino una volta, “Ad Viventes”, ed è stato figo, ma non ci spingeremo oltre.

Siete molto famosi in Svezia e nei paesi del Nord, ma molto meno in altre parti d’Europa. Perché, secondo voi?

È così perché ci siamo sempre concentrati sulla Scandinavia tempo fa e abbiamo avuto successo qui. Questo, e un sacco di problemi d’affari, ci ha spinto a concentrarci sul territorio più vicino. Ma le cose stanno per cambiare, presto colpiremo l’Europa molto forte. Non preoccupatevi!

Spesso la Svezia è considerata un paradiso terrestre per musicisti, specialmente per chi si occupa di rock e metal. La realtà conferma questa sensazione? Vi sentire privilegiati in questo senso?

Sono del tutto d’accordo, siamo molto privilegiati. Sin dall’inizio degli ’80 è stato molto facile iniziare a suonare in una band in Svezia. Non devi neanche comprarti i tuoi strumenti personali. Ci sono organizzazioni finanziate dal governo che ti prestano il tuo primo basso, chitarra, o qualsiasi cosa ti serva. E ci sono sale prove a prezzi ragionevoli in tutte le città. Abbiamo una lunga esperienza nel fare buona musica e nel diffonderla nel mondo, il che ci dà fiducia in noi stessi per continuare. Credo che sia un caso unico per la Svezia, e in qualche modo anche per Norvegia e Finlandia.

Questo è il ventiduesimo anno di attività per gli Sparzanza. Che consigli dareste alle giovani band per restare vive e vegete per tutto questo tempo?

Divertitevi, fissate degli obbiettivi e non credete a nessuno tranne che a voi stessi!

Domanda nonsense: qual è l’esperienza più strana che avete vissuto sul palco?

Sul palco, beh, è sicuramente quando due membri dei Doom Unit sono spuntati nudi sul palco mentre suonavamo un brano durante un tour in Finlandia, qualche anno fa. Avevamo un momento di “congelamento” in questo brano, in cui restavamo del tutto immobili. In questo preciso momento i ragazzi sono spuntati sul palco gironzolando con i loro cazzi al vento. È stato difficile non muoversi. Fuori dal palco ci sono successe tante cose strane. Bus guasti, cani antidroga sul bus, e una volta abbiamo accidentalmente procurato un allarme bomba alla Torre Eiffel, ops!

ENGLISH VERSION:

Welcome on Nonsense Mag. How would you introduce Sparzanza to the Italian audience?

Thank you very much! Well, how about one of Sweden’s most well kept secrets? A 22-year old bastard of heavy rock, metal and powerful and dark melodies. After 8 albums since 2001 it’s about time that you Italians opened your eyes for one of Swedens heaviest bands. That’s about it!

Your moniker sounds weird, what does it mean and how did you come across it?

It’s actually taken from an old blaxploitation movie from the 70’s. I have no idea which one it’s from, but it was the name of a very very nasty character in the film. It was our first singer who came up with it when he was watching the movie, wrote a song about it, but it was somehow misspelled and later it became the band name.

Your latest album Announcing the End has been released in October. What kind of feedback have you received?

Tremendous feedback actually. Great reviews and loads of great feedback from fans, which is the most important thing. And that feels great of course. It’s like our baby that we have been raising for a few years, and when people like it, it’s really great. Also sales seems to be going good as well as streaming and touring has been awesome.

You have chosen an uncommon kind of songwriting process, which took place in Spain. Can you tell us about this experience?

Well, the songwriting process is not very uncommon I believe. But maybe the place is. Before we have been sitting in like pairs or something in one of our home studios writing. And since there are day jobs and families, there is almost never enough time to focus on a demo until we feel finished with it. So, if you’re really inspired one night, it sometimes can be hard to get back into that mood a couple of nights later. So, when we had the chance to live in some luxury houses in Spain for a week we decided to bring some gear and just concentrate on writing songs. We had 3 recording devices and split up every day and just wrote songs. And we did not finish until we felt done with the idea. So it became about 14 songs after that week. And when the inspiration went low, we just went out in the sun, took a beer or a swim in the pool or something. That was very nice, and we could really focus on writing.

Your style is very American, but you come from Sweden, which is usually known for heavier and darker kinds of metal. How did you choose to play this music? Have the Northern atmosphere and climate ever influenced your sound?

Well, we actually started out more of a stoner-rock band but wanted it to feel more modern and harder than that. Not as much “punk” as it could be in stoner, more metal. And yes, we are influenced by a lot of American bands, but for me personally I would say that there is more Swedish music that inspires me. I believe that Sweden (and also Norway) has one of the best rock and metal scenes in the world. As for the northern atmosphere and our climate, I would say no. I mean we managed to write pretty dark songs in 30 degrees in sunny Spain.

Do you feel more attached to the old school or to the modern shapes of heavy music? Your sound seems to be a compromise between these two areas.

It depends on what you mean by old school. Is music from 1996 old school? I think we are all influenced by a lot of different music. I like old music like Sabbath or Zeppelin as much as I dig music from the 80’s, 90’s and on and on. Every decade has its diamonds. What I don’t like about more modern metal and music is the productions often. It feels almost plastic sometimes. For me a properly mastered vinyl is much better than to listen to a CD or Spotify. Especially when the producer and mastered knows what they are doing and the dynamics are good.  That is not often found in modern music.

Have you ever thought about singing in your native tongue? Maybe releasing songs in two different versions, Swedish and English, as Sabaton did in Carolus Rex.

I think we will not do that. There are bands that do that that are much better at it than we are. I believe it sounds pretty stupid to sing in Swedish. The ones that makes it are bands that have been doing it since the beginning, then it feels more natural. For us to do that would probably not be very good. We did one song in Latin once, “Ad Viventes”, and that was pretty cool, but that would be as far as we would go.

You are very popular in Sweden and Northern countries, but way less in other parts of Europe. Why, in your opinion?

It’s pretty much because we focused on Scandinavia a while back and we had some success here. That and shit loads of business issues have made us focus on our closest territory. But that will change now, pretty soon we will hit Europe very hard. Don’t you worry about that!

We, as Southern Europeans, usually consider Sweden as a heaven on earth for musicians, especially for those who are interested in rock and metal. Does reality confirm this feeling? Do you think you are privileged in this sense?

I totally agree, we are very privileged. Since the beginning of the 80’s it has been very easy to start to play in a band in Sweden. You don’t even have to buy your own instruments. There are government funded organizations that can lend you your first bass or guitar or whatever you need. And there are rehearsal spaces for decent prices in every city. And we have a long history of making good music and getting it out in the world, which gives us the self-confidence to continue with it. I believe this is unique for Sweden and somewhat also Norway and Finland.

This year Sparzanza turns 22. Any advice for younger musicians in order to keep a band alive and kickin’ for such a long time?

Have fun, set up goals and don’t trust no one but yourselves!

Nonsense question: what’s the weirdest experience you had on stage?

On stage, well, must be when two of the guys from Doom Unit came out on stage naked in one song on a tour in Finland a few years back. We had a “freeze” moment in one song where we all stood absolutely still and did now move at all. A that moment these guys come out on stage just walking around with their dicks in the air. It was hard to stand still then. Off stage on the other hand we have had a lot of weird stuff happen to us. Broken down buses, narc dogs in the bus and we accidentally bombthreathened the Eiffel Tower once, oops!

Francesco Paladino for NonsenseMag

Autore dell'articolo: Francesco Paladino

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