No Press – Anna Tatangelo come Benjamin Button: la prima gioventù di una veterana della musica italiana

Con “La fortuna sia con me”, il nuovo album in uscita l’8 febbraio, arriva per la cantante l’inizio di una nuova fase della propria carriera incentrata sul coraggio di potersi sentire liberi e svincolati dalla paura del pregiudizio.

La prima sensazione che si ha guardando Anna Tatangelo è quella di avere davanti una donna che, seppur sia già moglie e madre da molto tempo, e seppur abbia alle spalle ben diciassette anni di carriera, riesce a conservare ancora alla perfezione l’aria da “ragazza di periferia” che la contraddistingue e, se possibile, anche a rinverdirla. Contaminazione, modernizzazione e abbandono di ogni sovrastruttura emotiva e stilistica sono infatti non a caso le tre colonne portanti di “La fortuna sia con me”, il nuovo progetto discografico su etichetta GGD srl/Sony Music, in uscita l’8 febbraio. Il disco anticiperà sia la partecipazione di Anna al prossimo Festival di Sanremo che un tour in partenza ad aprile con sei eventi speciali nei maggior club italiani.

A conti fatti si tratta di una duplice svolta che tocca da una parte il lato umano e dall’altra quello professionale attraverso un gioco di osmosi fra due mondi che si contaminano a vicenda – «quattro anni fa ho deciso di resettare tutto, ho cambiato team di lavoro e arrangiatori per ripartire da zero e approcciare, senza filtri, nuovi ascolti e nuove influenze musicali. È stata una scelta dettata da un’acquisita maturità personale che mi ha spinta a mettermi in gioco a 360° portandomi ad assumere anche maggiori responsabilità. Questo è il primo lavoro in cui mi metto a nudo per davvero, fregandomene di ogni pregiudizio esterno».

Questa destrutturazione è sicuramente evidenziata nell’album sia per le tematiche trattate (è un disco che parla d’amore e di “storie vere”, e che porta la Tatangelo a diventare una portavoce della propria vita senza più armi e difese), sia per le nuove influenze musicali (per lo più elettro pop) e le nuove collaborazioni artistiche. Anna infatti si circonda in questo disco di amici – «è tutta gente con cui esco a cena». Fra gli autori segnaliamo Giovanni Caccamo, Giuseppe Anastasi, Federica Camba a Eugenio Darie (che firma “La condanna e la felicità”, brano dedicato alla madre dell’artista a cui si sente particolarmente legata e che riesce a commuoverla ogni volta). Senza dimenticare la collaborazione, sulla riedizione di “Ragazza di periferia”, con Achille Lauro – «Per me è un genio, ha tantissimo ancora da dare, diventa una scoperta giorno dopo giorno, da lui a Sanremo ci si aspetta altro, merita di andare in fondo: con lui non finirà qui».

Parlando di Achille Lauro (anche lui parteciperà alla kermesse sanremese), immediato è il rimando al Festival. Si è parlato di “Le nostre anime di notte”, la ballad moderna che sarà protagonista della gara portando in luce una storia d’amore dagli spunti autobiografici confermando così la crescita umana di una Tatangelo ormai libera da ogni maschera indossata per paura dell’attacco e della curiosità morbosa – «Vedrete la vera anima del pezzo nella serata dei duetti del venerdì con Syria, perché quando un pezzo è bello funziona anche a nudo, con un arrangiamento crudo e acustico. Volevo condividere questo pezzo anche con Beyoncè, l’ho chiamata per il venerdì ma non può».

In ultima analisi quello che è piacevole segnalare è che in momento storico musicale in cui la generazione dei trentenni della nuova musica “indie” e della trap sembrano farla da padrona, con Anna Tatangelo abbiamo il caso eccezionale di una trentenne con invece alle spalle una carriera quasi ventennale, che però per la prima volta apre le porte alla contemporaneità del presente. Un sorta di Benjamin Button che “invecchiando” (si fa per dire), ringiovanisce. E allora, CHE LA FORTUNA SIA CON TE, Anna!

 

 

Autore dell'articolo: Flavia Cino