No Report – Umberto Maria Giardini infiamma la Latteria Molloy

La Latteria Molloy di Brescia è ormai una seconda casa per Umberto Maria Giardini, graditissimo ospite anche in occasione del tour 2019 con il quale promuove l’ultimo (capo)lavoro “Forma Mentis”: dopo l’ormai rituale cena parlata con Jean-Luc Stote di Radio Onda d’Urto, nella quale ha raccontato al pubblico la genesi di questa ultima opera, il cantautore marchigiano sale sul palco della Latteria poco dopo le 22:30 con la sua nuova band formata dal chitarrista Marco Marzo “Maracas”, dal bassista Paolo Narduzzo e dal batterista Cristian Franchi.

La curiosità del pubblico è forte: UMG ha difatti cambiato per l’ennesima volta la propria “pelle artistica” in quest’album, dopo aver giocato piacevolmente con sonorità “brit” ispirate dagli Smiths in quel divertissement che sono stati gli ottimi Stella Maris (torneranno mai?), ed il pubblico ha modo di accorgersene fin dall’inizio.

I brani contenuti in “Forma Mentis” sono infatti stati concepiti per sfuggire da ogni possibile cliché, con UMG che stavolta recupera le sonorità rock degli anni ’90 omaggiando ora le melodie alle soglie della psichedelia dei grandi gruppi shoegaze, ora soprattutto l’energia rock del grunge più heavy, con un impatto davvero inatteso sulle aspettative e sui timpani del pubblico, che accoglie con vivo entusiasmo la svolta stilistica dell’ex Moltheni.

La “cura rock” colpisce anche i brani del precedente repertorio discografico di Umberto Maria Giardini: è infatti un’ancor più altisonante “Alba Boreale”, dal penultimo “Futuro Proximo”, ad aprire la serata con un trittico che include “Luce”, primo brano proposto da “Forma Mentis”, e la sempre meravigliosa “Urania”. La risposta del pubblico a questa ouverture che unisce meravigliosamente classe e potenza, apprezzando tanto l’affiatamento e la perizia di una band che si rivela da subito formidabile, quanto il sussiego compiaciuto di UMG, visibilmente soddisfatto di un ensemble che funziona e gli permette di giocare al meglio col suo recente repertorio.

Il leit motiv della serata sono ad ogni modo i brani di “Forma Mentis”, da subito apprezzati per le sonorità sempre più affinate e per l’interpretazione vigorosa conferita dalla voce di Umberto, impeccabile come sempre e divertito come mai avevamo visto prima in passato: se pure il pubblico si esalta non appena riconosciute le note di “Tutto è Anticristo”, le nuove canzoni sostengono da sole l’intero concerto riuscendo già ad essere amate come nuovi classici.

Il perfetto connubio di melodia e potenza di pezzi come “Argo”, “Materia Nera”, “Pleiadi” o la stessa title track mostra come l’artista marchigiano sia riuscito ancora una volta a rinnovarsi lavorando finemente sul proprio sound e su quella melodicità assolutamente peculiare che da sempre rappresenta la sua cifra stilistica: sono brani dal sound limpido e dal pathos carico di emozioni quelle del nuovo UMG, che grazie alle tante collaborazioni ed esperienze ha dato vita ad un’opera che potrebbe benissimo suscitare interesse oltre confine per il gusto unico con cui ha riunito sonorità internazionali ed italiane, sfuggendo ad ogni etichetta di genere.

UMG canta con quanto fiato ha in gola, appoggiato da una band eccellente che ne condivide il divertimento sul palco e lo aiuta a vestire, fra gioco e lieve imbarazzo, i panni di una rockstar che spesso e volentieri interagisce col pubblico cercando di scaldare ulteriormente un’atmosfera magnifica.

Al solito, al momento degli encore il nostro da amante della concretezza qual è non si lascia pregare e ritorna sul palco con ancor più entusiasmo di prima: tocca a “Forma Mentis” e a “L’ultimo venerdì dell’umanità” dare il colpo di grazia finale al pubblico, in un simbolico abbraccio fra la fine e l’inizio della sua discografia UMG. Qual miglior modo per soddisfare tutti quanti chiudendo un cerchio e suscitando già domande su cosa avrà già in mente l’iperattivo Umberto per il suo prossimo disco? Nel frattempo, godiamoci una volta in più il capolavoro “Forma Mentis”, album che ha superato tanto la prova dello stereo quanto quella dal vivo, benché non avessimo alcun dubbio in merito.

Setlist del concerto

  1. Alba boreale
  2. Luce
  3. Urania
  4. A volte le cose vanno in una direzione opposta a quella che pensavi
  5. La tua conchiglia
  6. Tutto è Anticristo
  7. Argo
  8. Materia Nera
  9. I miei panni sporchi
  10. Le colpe dell’adolescenza
  11. Pronuncia il mio nome
  12. Tenebra
  13. Pleiadi in un cielo perfetto/Vortice Cremisi
  14. Encore #1 – Forma mentis
  15. Encore #2 – L’ultimo venerdì dell’umanità 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola