No Review – “1 kg di problemi e 2 etti di insalata”, la bizzarra spesa di Alfonso

Lodigiano, classe 1994, studioso di percussioni ed ex membro di varie band punk che ad un certo punto della propria vita si è armato della fidata chitarra “Brigida” per seguire la lezione dei più grandi cantautori italiani, Alfonso, nome d’arte di Valerio Savini, debutta con il concept EP “1 kg di problemi e 2 etti di insalata” convincendoci fin da subito di avere di fronte un talento di cui sentiremo parlare a lungo.

Dichiaratamente ispirato da big del cantautorato nazionale come Rino Gaetano, Lucio Dalla e Renato Zero – e riconducibile al recente filone cantautoriale fatto di ottimi autori fuori dagli schemi come Martinelli e Folco Orselli –  Alfonso riprende da questi autori tanto l’interpretazione canora basata su di una voce ruvida e graffiante, quanto la voglia di sperimentare con strumenti di ogni tipo, derivata dai suoi studi all’accademia musicale di Lodi, e l’ispirazione compositiva nata dalle storie dei “non protagonisti” della società italiana di oggi.

“Son contento”, il primo single dell’artista, è difatti la storia di un uomo che si ritrova a vivere in strada dopo aver perduto la casa: Alfonso ci narra questa vicenda triste con una buona dose di ironia ed umorismo cinico, calando l’ascoltatore nei panni dello sfortunato protagonista che cerca di trovare un lato positivo nella propria vicenda umana, riuscendo a scorgere il bicchiere mezzo pieno secondo il classico leitmotiv del “canta che ti passa”.

Ma al di là di questo brano che già ha fatto assai parlare di Alfonso, tutto l’EP si rivela un’opera sostanziosa e ricca di tanti spunti d’interesse: siamo infatti rimasti particolarmente colpiti da “Io ci credo”, caustica elaborazione in chiave folk di un “credo” in cose terrene e sempre meno spirituali da parte della società moderna, dal ritratto desolante ma pur sempre “umano, troppo umano” di Porta Cremona, monumento della città natia del cantante – con gli inevitabili rimandi alla “Piazza Grande” del grande Lucio Dalla – e dalla voglia di riscossa personale che emerge dall’intensa ballad “L’altra parte di me”, il brano più cupo e drammatico dell’EP nel quale tuttavia non manca, nonostante tutto, uno sguardo complessivamente positivo verso la vita ed il futuro.

Se il concept dell’album, a detta di Alfonso, è quello di “narrare di un mondo in cui i prodotti perfetti si trovano sempre in prima fila sullo scaffale a discapito di altri relegati in seconda fila”, possiamo solamente concludere che il giovane cantautore, con la sua ironia e la qualità musicale ed espressiva dei sette brani di questo EP, è riuscito ad esprimere fino in fondo il proprio messaggio: “1 kg di problemi e 2 etti di insalata” è certamente una di quelle opere che difficilmente vengono reclamizzate o “pompate” nel panorama musicale moderno, nella quale è tuttavia presente molta sostanza fatta di intelligenza e sensibilità, oltre alle già citate doti musicali dell’artista e della sua band.

Un album che nasce da storie di vita vera e da un’acuta capacità di osservazione della vita di tutti i giorni, che quindi non troveremo in mezzo ai prodotti più appariscenti, ma fra quelli degli scaffali più in disparte e meno trendy: l’unica cosa certa, è che quando premeremo play, queste sette canzoni ci emozioneranno profondamente e le gusteremo fino alla fine.

 

 

Tracklist

  1. Io ci credo
  2. Porta Cremona
  3. Testa in giù
  4. Son contento
  5. Resto qui
  6. L’altra parte di me
  7. Ramarro marrone

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola