No Review – C’mon Tigre, alle radici della tradizione e dell’avanguardia

Tornare alle radici per crescere e ri-svilupparsi, portando avanti un discorso inclusivo di musica ed arte, munite in maniera totalizzante ed armoniosa: è chiara fin da subito la missione dei C’mon Tigre, tornati sulle scene a distanza di cinque anni, che proseguono con ispirazione e coerenza quanto iniziato col primo, sensazionale LP.

Il duo italiano sembra voler sfruttare al meglio la centralità del nostro Paese all’interno del Mar Mediterraneo, facendo della propria musica il ponte ideale fra la tradizione musicale occidentale più sofisticata, legata al jazz e all’elettronica più soffusa da dance floor d’alta classe, e quelle africana e mediorientale, permeate da un inconfondibile ritmo tribale che oscilla fra un inquieto languore – l’Africa – e arcano misticismo – l’Oriente.

Le intricate radici di questo pot-pourri musicale e culturale così entrano in contatto, si intrecciano e dialogano trovando l’alchimia giusta che le unisce e consente di svilupparsi verso il cielo, diventando un linguaggio musicale comune che trova voce nelle suadenti musiche di “Racines”, opera totale e visionaria che non prescinde dall’aspetto visuale, come ben ci testimonia il doppio vinile/libro, realizzato in collaborazione con alcuni importanti disegnatori, grafici, fumettisti e fotografi (Harri Peccinotti, il serbo Boogie, Mode 2,  Ericailcane, ecc…) ad ognuno dei quali è stato affidato il compito di illustrare con la propria arte uno dei dieci brani dell’album.

Realizzato con voci sintetiche registrate alla vecchia maniera col talk box, “Racines” è un album che anche a livello tecnico esprime un eclettismo capace di unire presente e passato, digitale ed analogico, affinando ulteriormente un sound che ad un primo superficiale ascolto può sembrare meno sorprendente rispetto al precedente lavoro, ma che nei successivi ascolti conquista sempre più, lasciandosi apprezzare nell’omogeneità di base che fa da trait d’union a dieci brani al contrario assai eclettici, dando vita ad un’avanguardistica opera dal sapore progressive che è allo stesso tempo un’espressione del più genuino e pulsante tribalismo.

Album non immediato e ricco di infiniti spunti sonori, “Racines” stuzzica e spinge l’ascoltatore a ripetuti ascolti grazie alle calde atmosfere esotiche e ad un seducente uso del ritmo, rivelando ad ogni ascolto un nuovo aspetto delle tante suggestioni utilizzate per dar vita ad un sound unico e squisitamente raffinato che lascia poco altro da dire, se non che i  C’mon Tigre hanno saputo pienamente riaffermare il proprio genio e classe.

C’mon Tigre

Tracklist:

  1. Guide to Poison Tasting
  2. Gran Torino
  3. Underground Lovers
  4. 808
  5. Behold the Man
  6. Paloma
  7. Quantum of the Air
  8. Racines
  9. As Tu Été À Tahiti?
  10. Mono No Aware 物の哀れ

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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