No Review – Continental-mente vostra, Alessandra

Fra giochi di parole, atmosfere retrò – ma non troppo – e la sua inconfondibile voce, assistiamo finalmente al ritorno della cantautrice pugliese Alessandra Contini, già fondatrice de “Il genio” con Gianluca de Rubertis, con il debutto solista “Continentale”, titolo che da un lato gioca con il cognome dell’autrice, dall’altro ne afferma l’indipendenza e l’individualità distaccandosi completamente dal proprio passato: “in questo disco, io non sono un genio” ha difatti dichiarato da subito la brava Alessandra, mettendosi coraggiosamente alle spalle il passato e chiedendo di essere ascoltata per ciò che ella è adesso.

“Contini” è infatti un progetto squisitamente elettro-pop che riprende sì alcuni stilemi del passato, l’elettro-pop anni ’80 su tutti, senza però tirare in ballo i soliti nomi sentiti più volte anche in queste pagine: nelle dieci canzoni realizzate per “Continentale”, prodotte con il prezioso supporto di Giovanni Calella, Alessandra fa suoi gli stilemi di artisti cult nostrani (Garbo su tutti) ma anche internazionali – a proposito dei quali abbiamo notato una certa affinità con gli inclassificabili sperimentalismi elettro-pop degli Sparks e la loro inconfondibile ironia- mettendo in queste canzoni tutta se stessa, dall’osservazione della quotidianità che la circonda alle sensazioni vissute in un periodo in cui ha scelto la via dell’invisibilità, come narrato nell’emblematico single “Complimenti” che racconta appunto come sia stata la vita in questo periodo da osservatrice silenziosa, e come l’invisibilità sia paradossalmente un modo per prendere piena consapevolezza di sé, riemergendo dall’anonimato e riaffermandosi come individuo nella sua unicità.

Grazie a melodie orecchiabili e delicate che richiamano il pop del Sol Levante e, soprattutto, ad una voce inconfondibile per il canto sussurrato che ora colpisce per la soavità, ora per un tono ironicamente provocatore e canzonatorio, l’esordio di Alessandra Contini ci ha colpiti tanto sotto l’aspetto musicale, quanto per quello compositivo: “Continentale” è un album apparentemente easy listnening, che da un lato cattura l’ascoltatore con motivetti apparentemente facili, dall’altro lo colpisce a sorpresa durante l’ascolto grazie a testi diretti ed esistenziali, ironicamente permeati di dolcezza dalla voce di un’Alessandra in realtà assai profonda e riflessiva; a tal proposito, ci sembra particolarmente emblematico il contrasto fra strofe come “E’ troppo presto e aspetto a bere, /appoggio il mento al mio bicchiere / cercando di capire se restare oppure scomparire” o “Chissà se un po’ l’hai immaginato / forse mi dirai che non l’hai capito / perché un segreto che si tiene  /chissà se dirlo poi conviene” e la voce di Contini.

“Continentale” è, tirando le somme, un’opera che ci ha colpiti assai positivamente, un po’ per la piacevolezza delle melodie e del cantato di Alessandra, vuoi per questo profondo dualismo fra apparente semplicità “dream pop” – se proprio dobbiamo classificarlo sotto una specifica etichetta – un po’ soprattutto per il modo semplice e diretto con cui i testi ci portano a riascoltare queste dieci canzoni, a dimostrare come “Contini” sia un progetto affatto superficiale nel quale l’autrice ha trovato una propria via del pop, caratterizzata da personalità e da uno stile compositivo assolutamente unico ad oggi.

 

Tracklist:

  1. Calypso
  2. Deserta
  3. Io vivo qui
  4. Mucho Macho
  5. Complimenti
  6. Giorno dopo giorno
  7. L’ultima sera
  8. L’amore può durare?
  9. Come non detto
  10. La misura della felicità

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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