No Review – “Natural Rebel”, semplicemente Richard Ashcroft

Durante l’I-Days edizione 2018 abbiamo trovato un Richard Ashcroft capace di affrontare completamente da solo un’immensa platea di pubblico, entusiasmandolo dall’inizio alla fine con una serie di esaltanti brani vecchi e nuovi nel nome della positività, del rock e di una grande voglia di cantare con la sua splendida voce assieme ai tanti fan giunti da tutta Italia per ascoltarlo. In conclusione del concerto, l’ex leader dei Verve annunciò il suo imminente ritorno per il mese di ottobre, suscitando l’entusiasmo dei presenti e mantenendo la promessa pubblicando un album dal titolo semplice quanto dannatamente efficace: “Natural Rebel”.

L’artwork minimale ma iconico, con Richard trionfante che brandisce in alto la sua splendida chitarra acustica in pieno contrasto con lo sfondo nero e le scritte del titolo, lascia già supporre che questo sarà un album diretto e senza fronzoli, con un semplice destinatario: quel pubblico che ha sempre accompagnato e sostenuto l’artista lungo tutta la sua carriera, “This album is dedicated to you the listener”.

“Natural Rebel” è quindi un album che rifugge da sperimentalismi e si affida totalmente ora alla splendida voce di Ashcroft, ora alle melodie catchy intessute da chitarre elettriche ed acustiche, nella migliore tradizione del pop rock d’autore d’oltremanica. Proseguendo ed affinando la strada percorsa nel precedente “RA”, in questa sua ultima fatica Richard risulta ancora più ispirato ed efficace, regalandoci dieci brani ricchi di ispirazione, pathos ma soprattutto energia rock: tutte queste canzoni sono infatti dei potenziali “instant classic”, che senza dubbio il pubblico si ritroverà a cantare a memoria nei live del grande cantante britannico.

Canzoni sulla vita, sui sentimenti, sulle piccole vittorie e sconfitte che semplicemente accadono, ma con un’atmosfera ed un’intento mirati ad una sola cosa: positività, sia verso il futuro sia verso il mondo attorno a noi. Ashcroft in alcune recenti dichiarazioni ha affermato di non voler essere un cantante politico, sostenendo che il ruolo principale di un musicista del suo calibro consiste nell’intrattenere il pubblico e che questo non implica un’assenza di profondità nelle canzoni. Un punto di vista forte e legittimo in un periodo di “ritorno all’impegno” da parte di molti artisti, che rappresenta un forte segno di maturità da parte di Richard: ad esempio, il singolo “Surprised by the Joy” – a dispetto del climax positivo – è un brano fortemente critico nei confronti della società in cui viviamo, nel quale tuttavia il cantante invita a lasciarsi sorprendere dalla gioia e dalle piccole cose belle presenti nelle nostre vite; anche il testo della rockeggiante “Born to be Strangers” è una chiara esortazione ad essere se stessi in un mondo conformista e sempre pronto a giudicarci.

Non mancano inoltre le classiche ballad, che la potente voce di Ashcroft interpreta con la consueta passione, affrontando ora i sentimenti in canzoni come la  struggente e romantica opener “All My Dreams” e di “That’s How Strong”, per passare a profonde suggestioni autobiografiche  contenute in una “We all Bleed” (“I’m born to fly, I’m born to sing”) ispirata da una passeggiata a Tokio o in quelle esistenziali di “A Man in Motion” (“I’m a man in motion, all I need is speed / You better get with it if you’re riding with me”).

“Natural Rebel” ci consegna un Richard Ashcroft pienamente maturo e sicuro del proprio talento, che in maniera filosoficamente zen realizza un’opera improntata sulla semplicità senza rinunciare alla profondità delle emozioni: ribelle senza più rabbia ma con tante idee e sentimenti da esprimere, il cantante di Manchester ci regala forse il suo lavoro più significativo in nome di una semplicità ed una spontaneità sempre più rare in certi livelli dello show business, restituendo al rock la sua dimensione originaria, legata alla spinta positiva che le sue energie riescono ad infondere nel pubblico tanto in una mente liberata da artifizi e convenzioni, quanto nel sentimento d’amore verso il mondo e le cose più care.

La rivoluzione può partire da qui, e possiamo star certi che in questo cammino, Richard Ashcroft armato della sua chitarra sarà in prima fila, fra i condottieri che cercheranno di guidare il mondo verso una migliore direzione cercando di far emergere il lato migliore di ognuno di noi grazie a canzoni in grado di stupirci, semplicemente.

 

 

Tracklist:

  1. All my Dreams
  2. Birds Fly
  3. Surprised by the Joy (videoclip)
  4. That’s how Strong
  5. Born to be Strangers
  6. That’s when I feel it
  7. We all bleed
  8. A Man in Motion
  9. Streets of Amsterdam
  10. Money Money

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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