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No Review – Con “Nemo Profeta” i Pupi di Surfaro ci svelano il lato oscuro della Sicilia

“Nemo Profeta” è il nuovo album dei Pupi di Surfaro, album dai tratti molto scuri, amari e intensi. È un disco profondo, ma difficilmente inquadrabile in un genere. C’è il rock, la tradizione, il canto popolare, il folk, il ritmo del dialetto siciliano scagliato come un rap, ci sono i tanti strumenti che identificano l’isola, uniti a quelli più moderni.

Il primo brano, “Li me paroli”, non lascia assolutamente presagire il contenuto del disco. La musicalità tipica del siciliano, che ha una naturale cadenza rappata, si appoggia su un motivo accattivante, che si lancia in uno sfogo contro la società. Subito dopo in “Soffio dell’anima”, a mio avviso il pezzo più riuscito del disco, tutto si ferma in un pianto di dolore, intriso di amare riflessioni sulle proprie radici, in una dichiarazione d’amore piena di teatralità.

“Nemo Profeta” è un disco notturno, uno di quelli da ascoltare in mancanza di luce, dove le tenebre dell’amore perduto si incrociano a trame ritmiche complesse, che accompagnano i testi come se fossero la colonna sonora di un racconto. La Sicilia è presente, è presente la piaga delle morti in mare che attanagliano l’isola, è presente anche un tributo all’altra isola, la Sardegna, nella cover di un brano di Andrea Parodi “Ruzaju”, è presente la musicalità della loro terra, che cattura la scena ne “L’arca Di Mosè”, brano che si muove tra il sacro e il profano, in un puzzle fatto di suoni elettronici, cantilene tradizionali, canto in dialetto, nel quale si insinua l’italiano, quasi in un ruolo di contrapposizione, all’interno di una composizione molto interessante tra passato, presente e futuro. Altro esperimento riuscito è stato quello di unire il suono del marranzano alla lingua inglese in “Kicking the donkey style”, esperimento che svela l’impronta world del disco. L’uso degli strumenti che colorano questo album e che vanno dai più antichi ai più moderni, è da maestri.

Forse è questo il messaggio che il disco vuole lanciarci, che la Sicilia, terra dai molteplici volti, dove c’è la modernità, l’internazionalità, la tradizione, può essere ovunque in qualsiasi momento senza perdere neanche un briciolo della sua essenza sanguigna e tormentata.

“Nemo Profeta” è quindi il disco perfetto per chi vuole intraprendere un lungo viaggio nelle ombre della splendida Sicilia e farsi catturare dal suo lato oscuro.

Recensione a cura di Egle Taccia

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