No Review – “RockBugo”, una bomba rock nello stereo

Sono stati intensi, gli ultimi anni di Bugo: dopo il ritorno del 2015, il successo di critica e pubblico ottenuto con “Nessuna scala da salire” l’anno seguente ed il divorzio con la casa discografica del 2017, in molti eravamo certi che l’artista di Rho si sarebbe preso una pausa da interrompere qua e là con qualche concerto.

Guai però a voler prevedere le mosse di un personaggio così eclettico ed imprevedibile, che infatti a maggio ha annunciato la pubblicazione della raccolta “RockBugo” inizialmente acquistabile solo dagli affezionati membri dell’inossidabile fanclub “IoMiBugo”, e successivamente disponibile su formato 33 giri, pubblicato dalla 1Day.

Trattandosi di Bugo, era inevitabile che anche l’apparentemente “semplice” realizzazione di una raccolta diventasse l’occasione per fare qualcosa di unico nel suo genere, ed è così che il nostro, per la prima volta nella sua carriera, adotta un’etichetta per definire la sua opera, la più nobile se vogliamo: quella del ROCK più puro, che nasce da sonorità potenti, grinta e sapiente uso della sei corde, spogliandosi di ogni fronzolo elettronico.

“RockBugo” ricomincia a tutti gli effetti da dove Bugo aveva lasciato il suo fedele pubblico, con la spettacolare conclusione del tour rock dello scorso anno al Carroponte del 7 settembre 2017: è proprio ripartendo da quella splendida cornice che è iniziata la raccolta e la rielaborazione in studio delle sue canzoni  più amate, riportate all’essenzialità rock con l’intento di riuscire a trasmettere su disco l’inimitabile dimensione sonora dei live degli ultimi tempi.

Quella intrapresa da Bugo è un’operazione schietta e sincera e, proprio per questo, assai difficile sulla carta, poiché per ogni artista è sempre rischioso cercare di stravolgere i propri cavalli di battaglia. Eppure in questo caso il rischio è stato ben calcolato e ripagato dall’ottimo lavoro svolto al Monolith Studio di Brescia con il suo fidato team di musicisti: è nato così “RockBugo”, nono album del cantautore e sua prima, particolarissima antologia.

Oculatamente selezionati con l’intenzione di “raccontare Bugo in tutte le sue sfaccettature”, come l’artista racconta nella bella intervista concessa alla nostra Egle ( disponibile qui ), i dieci brani che costituiscono “RockBugo” sono dieci autentici inni rock, suonati con la deliberata intenzione esaltare l’ascoltatore dallo stereo e dinnanzi al palco.

L’attacco dell’album è potenza pura: “Nel giro giusto” ed “Io mi rompo i coglioni”, nate rispettivamente come brani elettronici e lo-fi, colpiscono subito per l’energia di sound ed interpretazione, grazie alla grinta di Bugo e al sound ruvido e monolitico (perdonate l’assolutamente volontario gioco di parole) di tutta la strumentazione; così eseguiti, questi brani, seppur già noti, acquistano nuova linfa vitale.

Si prosegue dunque con un originale riarrangiamento in chiave reggae della pur recente “Me la godo”, che con  il suo mood divertito e solare avrebbe tutte le carte in regola per diventare una hit estiva del 2018, passando poi ad altre due potenti rielaborazioni rock per brani come la sempre amatissima ed attuale “C’è crisi” ed un’epica “Vado ma non so” registrata dal vivo durante il tour 2017, a chiudere la prima facciata dell’album.

Anche il lato B mantiene questi standard musicali esplosivi: “Arrivano i nostri” è ormai uno dei classici  più amati con cui il “Fantautore” scatena dal vivo l’entusiasmo di un pubblico pronto ad intonarla con entusiasmo ed è qui resa magistralmente, nella sua essenzialità basata su chitarre potenti ed un’impeccabile sessione ritmica.

Facciamo quindi due salti nel passato più surreale del nostro, attraverso due versioni semplicemente esaltanti di classici come l“Casalingo” e “Ggeell”, quindi ecco la cover che quasi non ti aspetti, con una “Bollicine” scelta come omaggio al maestro Vasco Rossi, unico possibile ispiratore di quest’album, ripensando alla raccolta “Rock” del 1997.

“RockBugo” si conclude con l’unico pezzo acustico: una toccante “Comunque io voglio te” per sola voce e chitarra, registrata dal vivo, scelta non casuale di un brano nato in quel periodo elettronico, adesso accantonato, ma affatto rinnegato, che in questa sua veste essenziale esprime al meglio la sua dimensione romantica e sentimentale.

Non c’è che dire, ancora una volta Bugo è riuscito a sorprendere tutti, pubblicando una retrospettiva particolare che consente di apprezzare l’opera di una carriera ormai più che ventennale, dando nuova vita a canzoni amatissime dai fan senza tuttavia snaturarle, nonostante un sound completamente diverso. 

A dispetto dell’assenza di veri e propri inediti, abbiamo di fronte un LP interessante sia per i fan di vecchia data, che probabilmente già hanno avuto modo di apprezzare dal vivo questi pezzi, sia per gli ascoltatori dell’ultim’ora, che hanno finalmente a disposizione una bella retrospettiva per scoprire un artista unico nella scena musicale italiana. 

 

“RockBugo” è ad oggi disponibile su 33 giri sul sito di 1day ( 1day shop online ).

Tracklist

 

Lato A

  1. Nel giro giusto
  2. Io mi rompo i coglioni 
  3. Me la godo
  4. C’è crisi
  5. Vado ma non so (live)

Lato B

  1. Arrivano i nostri
  2. Casalingo 
  3. Ggeell 
  4. Bollicine
  5. Comunque io voglio te (live acustico)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola