OvO

OvO, l’ammorbante Miasma musicale [Recensione]

Il titolo scelto è minaccioso, perché è sempre bene avvicinarsi con cautela alla musica degli OvO, il duo formato da Bruno Dorella e Stefania Alos Pedretti che ormai da vent’anni imperversa sulla scena musicale italiana. Un anniversario importante per questo progetto, divenuto per i due occasione di riabbracciare le vecchie radici più punk/hardcore, con periodiche escursioni nel grindcore più estremo senza rinunciare agli sperimentalismi elettronici. “Miasma” vuole essere un lavoro disturbante a livello di sonorità e di (ennesima) rottura degli schemi.

Per l’occasione Bruno ha unito il suo set di percussioni ridotto al minimo ad alcuni sample elettronici di base realizzati da un fidatissimo gruppo di amici: Eraldo Bernocchi (Sigillum S, Blackwoods, Black Engine…), a034, Ripit, Paolo Bandera (Sigillum S, Sshe Retina Stimulants) e Matteo Vallicelli (Soft Moon). Alos ha svolto il resto del compito, suonando, cantando ed urlando su queste solide quanto sconvolgenti basi.  A completare l’opera, la presenza di importanti ospiti come i norvegesi Årabrot (“L’Eremita”), la trapper Gnučči (“Testing My Poise”) e Gabriele Lepera degli Holiday Inn (“Burn De Haus”).

Il risultato di questo sapiente lavoro sono dieci brani di puro terrorismo sonoro, il cui sound violento ed aggressivo dà vita ad atmosfere tanto opprimenti, cupe e malate da lasciarci senza fiato. “Miasma”, uscito paradossalmente a cavallo dell’esplosione CoVid-19 in Italia, è un lavoro che per via di tutti questi elementi diventa estremamente simbolico del periodo che stiamo vivendo.

Il veleno è nell’aria, colpisce e disumanizza indistintamente tutti quanti, rompendo strutture consolidate e facendo piazza pulita di ogni certezza, nella vita come nel passaggio da una canzone all’altra. “Miasma” è un album de-costruente che smantella ogni aspettativa a livello sonoro e viola lo stesso concetto base di musica come entertainment: Bruno e Stefania ci spiazzano più che mai, piazzando un nuovo tranello ogni volta che la mente dell’ascoltatore si illude di aver trovato una forma canonica all’interno di questi dieci pezzi.

“Miasma” è l’anti-musica di una società malata che cade a pezzi, ricombinandosi in piccoli mostri/incubi all’interno della nostra mente dopo averci infettati attraverso l’indispensabile ed invisibile canale della respirazione, scelta simbolica che restituisce un’inquietudine interiore ancor più pulsante, che ben si combina alla fascinazione morbosa e malsana di questi inni alla disgregazione.

 

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

Avatar