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Endless Dream
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Peter Björn and John, il triplice sogno continua [Recensione]

Ne è passato di tempo dal successo quasi planetario del singolo “Young Folks”, ma Peter Björn and John non hanno certo perso la voglia di suonare, ed hanno proseguito con coerenza il proprio percorso artistico, nell’ambito di una carriera musicale di ormai due decenni. Il trio svedese, composto da Peter Morén (voce, chitarra ed armonica), Björn Yttling (basso, synth e voce) e John Eriksson (percussioni e voce), prosegue la propria discreta missione nel mondo della musica, regalando al proprio pubblico un lavoro che segue standard ormai consolidati, riuscendo nel difficile compito di non ripetersi.

“Endless Dream” è fin dalla copertina un classico che rispecchia lo stile dei tre “moschettieri” dell’indie pop svedese: un artwork con tre minuscoli esploratori posti al cospetto di altrettante maestose montagne innevate al tramonto, che trasmette ancora una volta il senso di affiatamento di questi tre musicisti ed amici.

La musica è invece il solito, delizioso “indie pop gentile di matrice nordica”, la cui morbidezza patinata ci ricorda un po’ quella dei norvegesi Kings of Convenience, salvo distinguersi da essi per le atmosfere più solari e spensierate, che ci fanno venire voglia di ascoltare “Endless Dream” durante una gita all’aria aperta.

Peter Björn and John sono una squadra consolidata che lavora in armonia e le dieci canzoni di quest’ultimo album rispecchiano totalmente questo affiatamento fra i tre: la voce di Peter si sposa alla perfezione con il ritmo sincopato della sessione ritmica formata da John e, soprattutto, dalle inconfondibili melodie dal taglio cinematografico prodotte dal basso di Björn.

Abbiamo così una serie di brani che forse ai tempi della migliore MTV avrebbero suscitato maggiore interesse anche in Italia come le accattivanti “Music” (con sonorità vagamente funky che ricordano gli ultimi Honne), la ritmata “Reasons to be Reasonable” o la deliziona “Out of Nowhere”, brano che trasmette un particolare senso di libertà. I nostri si divertono a colpire nel segno anche con pezzi particolari come la hitchcockiana “Idiosincrasy” o l’ironica “Simple Song of Sin”, dove ancora il basso di Björn colpisce nel segno con un giro di basso particolarmente simpatico ed efficace al mood del brano.

“Endless Dream” è uno degli album più interessanti ed ispirati mai realizzati dalla band svedese che, nel periodo cupo che il mondo intero sta attraversando per la pandemia di CoVid-19, ha forse involontariamente pubblicato un lavoro positivo e solare, capace di regalarci qualche momento di spensieratezza e farci riassaporare il sapore della libertà, ascoltandolo ad occhi chiusi. Una sensazione impagabile, coi tempi che corrono.

 

 

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