Sony rilancia la storica etichetta Numero Uno [Press]

NUMERO UNO: LA RINASCITA DI UN’ETICHETTA

La storica etichetta di Mogol e Lucio Battisti

torna sul mercato discografico con nuovi Artisti e nuove pubblicazioni

 

Torna la Numero Uno, la grande etichetta discografica che ha segnato un momento irripetibile nella storia della musica italiana, fondata da Mogol, Mariano Rapetti ed Alessandro Colombini.

Abbiamo partecipato alla presentazione dell’etichetta insieme a Stefano Patara di Sony Music, Sara Potente A&R di Sony, Massimo Bonelli di iCompany e consulente artistico dell’etichetta, ma soprattutto insieme a due grandi nomi del glorioso passato della Numero Uno: Mogol e Mara Maionchi.

Ad introdurre il progetto è intervenuto Stefano Patara di Sony Music, il quale è anche direttore di Legacy, la label catalogica di Sony, che rappresenta una parte consistente delle opere degli artisti che hanno fatto la storia della musica italiana. “Sono molto emozionato, perché sono cresciuto con i dischi della Numero Uno, un patrimonio con cui tutta la mia generazione è cresciuta. Riaprire una label come questa significa confrontarsi con una realtà incredibile e irripetibile e il momento per farlo potrebbe essere quello giusto. Il passato è irripetibile, le condizioni e il momento storico sono diversi, è cambiata la modalità di fruizione, abbiamo quindi pensato ad una modalità più semplice e più in linea con lo scenario attuale. Nonostante queste differenze crediamo che una label che voglia dare spazio a voci indipendenti, pur nel dialogo con una major, anche oggi possa avere molto senso. Vogliamo costruire una realtà in cui il successo, invece che un obiettivo da perseguire, sia il risultato di un percorso organico, compiuto nella massima libertà espressiva e senza condizionamenti, concentrandoci sul valore.”

Dello stesso avviso è Sara Potente, A&R di Sony, che spiega: “Questo momento è perfetto. Al mio arrivo in Sony, un anno fa, ho trovato tantissime realtà come Asian Fake a cui ha fatto seguito Garrincha Dischi e recentemente 42 Records. Queste sono le realtà indipendenti a cui Numero Uno si affianca, come madre e come sorella nelle intenzioni, puntando sulle canzoni, sulle voci e su un’estetica complessa. Abbiamo una responsabilità nel far rinascere la Numero Uno. Iosonouncane, Colapesce-Dimartino e La Rappresentante di Lista sono i primi nomi che annunciamo all’interno dell’etichetta.”

Interviene anche Massimo Bonelli di iCompany: “Quando Stefano Patara mi ha paventato questa ipotesi mi sembrava un sogno, mi sono trovato con persone che la pensano come me. Mi sono trovato a casa in una major, anche venendo da un contesto indipendente. Può dare una nuova prospettiva al cantautorato del futuro, sfruttando la potenza di fuoco di una grossa etichetta. Sono felice di portare la mia esperienza costruita girando tra i locali e di portare il punto di vista romano, una città completamente diversa da Milano.”

Dopo i loro interventi abbiamo fatto un vero tuffo nel passato con Mogol e Mara Maionchi, che hanno provato a ricordare quella che era l’atmosfera che si respirava all’interno della Numero Uno.

Mogol: “La Numero Uno è nata da una mia reazione ad una frase che ho ritenuto dura. Non era un progetto preparato nel tempo. È partito per un istinto, una reazione. Ho avuto la fortuna di avere dei collaboratori come Mara che era una Ferrari, se si può paragonare alle macchine sportive. Era dedita al progetto con entusiasmo e la sua competenza è stata il nostro motore.

La promozione è fondamentale. Oggi è completamente cambiato il concetto di promozione e non solo per la spinta che si può avere, ma anche nella scelta che le radio possono fare. Oggi i disk jockey non ci sono più. Una volta noi andavamo da loro a fare ascoltare le canzoni, accettavano quello che gli davamo perché lo trovavano interessante.

Oltre a noi c’era anche anche Franco Daldello, che è stato l’assistente di mio padre.” Su di lui e sul loro incontro Mogol racconta un aneddoto: “Io andai a Roma perchè avevo un appuntamento con un programmatore, che altri non era che il padre di Franco Daldello. Ci incontrammo in una latteria. Mi chiese se fossi arrivato in macchina, perché aveva bisogno di un passaggio e durante il viaggio mi disse che aveva tre figli e che li affidava a me. Lì per lì rimasi stupito, uno dei tre figli era Franco, che aveva appena compiuto 18 anni. L’ho presentato a mio padre, è diventato il suo assistente e da allora è sempre stato con lui. Poi abbiamo avuto la fortuna di Mara e di Colombini, che è arrivato dopo.”

Tutti si chiedono quale fosse il segreto dei tanti successi della Numero Uno: “Il motore è stato l’entusiasmo, andavamo lì non per lavorare, ma per divertirci. Siamo partiti così. Abbiamo avuto anche fortuna perché il primo disco fu “Questo folle sentimento” della Formula 3, che è andato primo in classifica.”

A questo punto abbiamo avuto anche modo di ascoltare la voce di Lucio Battisti, in un’intervista esclusiva di Max Onorari, musicista, compositore e giornalista, che ha intervistato i più grandi nomi della musica internazionale e che era presente all’incontro: “L’intervista è del 1976. Battisti mi invitò a casa sua perché aveva questo disco che gli interessava molto, visto che aveva cambiato modo di comporre, arrangiare. Abbiamo parlato di tanti argomenti e ha cominciato a raccontare delle cose che non aveva mai detto. Fu un incontro meraviglioso”.

In questa intervista Lucio Battisti spiega il suo rapporto con la stampa e con le interviste che suona di un’attualità disarmante: “Il motivo esisteva ed esiste ancora. Non le faccio, soprattutto nei giornali dove esiste quella manipolazione sfacciata, smaccata e insopportabile. Non esiste che faccia un discorso aperto con te e poi mi ritrovi completamente diverso da quello che sono. Alla fine ho capito che è un rapporto completamente sbagliato. Sono cinque anni che non faccio interviste nel senso classico della parola. Hanno continuato a scrivere le stesse cose, con un piccolo particolare, che io non c’entravo più niente. Con le radio è diverso, infatti non le ho mai del tutto abbandonate. Nella radio in diretta non c’è manipolazione, c’è una maggiore verità e questa è una cosa riconosciuta da tutti. La manipolazione arriva al punto di inventare notizie, frasi.”

Dopo questo breve estratto Mara Maionchi spiega com’era fare promozione all’interno dell’etichetta: “Lucio faceva la sua strada, gli altri non erano Battisti, quindi lavoravamo con loro e Battisti lavorava con Mogol. È ovvio che quando hai Battisti in casa qualche resistenza la trovi, ma non è mai stato un problema, me la sono sempre cavata abbastanza bene. Lui aveva fatto una scelta di vita, Mogol mi sembrava d’accordo e io non ho mai approfittato di lui.”

“Ricordo la promozione della Formula 3 con “Questo folle sentimento”. Mai nella vita mi sono divertita così, sono molto riconoscente a Giulio per avermi fatto fare una stagione così divertente. Ho imparato tante cose che mi sono servite dopo, quando la strada era molto più impervia.

C’era un divano bianco nell’ufficio di Colombini dove sentii le prime idee della PFM, grande divertimento anche con loro. Nell’etichetta c’erano dei signori che sapevano davvero di cosa stessero parlando, era un piacere lavorarci. Avevamo rispetto l’uno dell’altro, ognuno ha fatto il suo dovere, ci siamo divertiti, abbiamo avuto dei risultati fantastici, era un’avventura. La Numero Uno ha avuto 108 posti in classifica, è irripetibile e non mi è mai più ricapitato.”

Mogol: “Battisti mi disse “Il mio merito è di aver creduto ad un pazzo”. Non aveva tutti i torti, perché io ero abbastanza irresponsabile, ho fatto una vita avventurosa, avrò rischiato la vita almeno 20 volte. Mara mi conosce, io sono istintivo, allora eravamo due bombe, lei lo era per la sua tenacia prendendo la gente per il collo e facendogli ascoltare dischi, io nella vita. Dopo aver convinto Lucio ad andare a Roma a cavallo, ogni anno lo convincevo a fare un’impresa. Un anno decisi che dovevamo andare a Pavia, d’inverno, ci dovevamo mettere le tute e nuotare nel Po. Lui il giorno dopo mi disse che il suo dottore che glielo aveva proibito.

Mi ritengo molto fortunato nella vita, lo ammetto, un po’ di fortuna ci vuole. Non si deve mai mollare, senza lavorare, senza mettercela tutta non si arriva da nessuna parte. Abbiamo possibilità immense, ma dobbiamo applicarci costantemente.

Ho fondato una scuola proprio per cercare di riportare la musica popolare a grandi livelli e ci sono riuscito.”

Sara Potente, che entra nel vivo delle pubblicazioni dell’etichetta, spiegando che: “Questa nuova Numero Uno vuole valorizzare la qualità e le nuove firme rappresentano una vera dichiarazione d’intenti. Portiamo avanti tre parole che sono avanguardia, innovazione e ricercatezza e sono quelle che abbiamo trovato forti e chiare nei nostri artisti. La nostra prima uscita è già stata pubblicata, si tratta di “I Mortali” di Colapesce-Dimartino, poi ci sono i due singoli di Iosonouncane, con cui ho già avuto il piacere di lavorare per uno split con i Verdena. Sono molto felice di ricominciare un percorso insieme. La Rappresentante di Lista è la più recente firma, hanno 9 anni di carriera, 4 dischi all’attivo, la voce di Veronica è complessa, la teatralità che insieme a Dario portano in scena rappresenta un pop altissimo all’interno della Numero Uno.”

Prima di concludere l’incontro riusciamo a sentire anche qualche commento da parte dei nuovi artisti della Numero Uno:

Iosonouncane: “E’ una cosa che fa piacere, la Numero Uno è associata a Battisti, che per quanto mi riguarda è il musicista che di disco in disco ha sempre cercato di mutare il proprio linguaggio, di portarsi avanti, di toccare lidi pericolosi per uno della sua fama. L’obiettivo potrebbe essere quello di ereditarne l’attitudine. Il rapporto con l’etichetta è limpidissimo, io faccio quello che voglio e loro hanno fiducia in quello che faccio.”

Colapesce: “Lo stesso vale per me. Sono cresciuto con i dischi di Battisti, oggi vedevo che l’ultima uscita dell’etichetta prima della nostra è stata “Hegel”, quindi per noi è stato molto emozionante. È il mio artista preferito italiano. Ho trovato super professionalità da parte del team. Abbiamo consegnato il disco esattamente come lo volevamo e questo è stato importante.”

Di Martino: “Per quanto mi riguarda oltre ai dischi di Battisti ci sono anche quelli di Ivan Graziani che mi piacciono tantissimo.”

La rappresentante di lista: “Siamo felici di essere entrati in questa famiglia. Mi piace molto che il cartello della Numero Uno sia rappresentato da parole molto importanti come quelle che ha anticipato Sara. I presupposti sono meravigliosi.”

Sony Music Italy ha deciso di lanciare il primo di una serie di batch di ristampe, che comprende: Questo folle sentimento / Avevo una bambola Rock dei Formula 3, primo 45 giri dell’etichetta; Rock dei Flora Fauna e Cemento; due titoli di Lucio Battisti, ossia lo straordinario album Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera e il singolo La canzone del sole / Anche per te; la raccolta Collezione Numero Uno che raccoglie i singoli dei nomi di punta della label.

Tutti i titoli sono in uscita venerdì 11 dicembre e sono già disponibili in preorder. Si può ascoltare già dal 18 novembre, invece, “Storie di un minuto. Il podcast della Numero Uno”, che racconta – in 15 puntate disponibili su Apple Podcasts, Spotify, Google Podcasts, Castbox, Overcast, Pocket Casts, Podcast Addict, Stitcher – la storia dell’etichetta, dei suoi artisti e dei loro dischi.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!