The Weeknd

The Weeknd, pop di classe e senza tempo [Recensione]

Ci ha colpiti con quella che forse è stata l’ultima hit internazionale prima dell’emergenza CoVid-19, per poi confermarsi in maniera definitiva fra le star della musica proprio con il suo ultimo lavoro, uscito il 20/03/2020. Il talento di Abel Makkonen Tesfaye, artista canadese ormai universalmente noto sotto il monicker The Weeknd, è ormai conclamato da tempo: già assurto a buona notorietà con gli esordi dei primi anni 2010, la carriera di The Weeknd è stata caratterizzata da un progressivo lavoro di affinamento musicale e di scalata delle classifiche, grazie ad una voce e ad una personalità da subito inconfondibili.

“After Hours”, quarta release di The Weeknd, è ad oggi il lavoro che meglio rappresenta l’eclettismo e l’estro del cantante classe 1990. Inscritto in quella splendida realtà ricca di sfaccettature che è l’r’n’b contemporaneo, Tesfaye fra questa generazione di talenti sembra quello più in grado di unire la vena più sensuale ed intimista del genere – in cui Dev Hynes/Blood Orange continua a essere il maestro indiscusso – al mondo del pop, senza scendere a compromessi che intacchino la classe della sua musica.

Ciò che maggiormente colpisce in questo lavoro è l’ottima fusione fra un presente crepuscolare e il revival new wave anni ’80: se la hit “Blinding Lights” ci aveva difatti colpiti per l’attualità di melodie squisitamente eighties in gran parte debitrici agli A-ha, altri brani come “Scared to Live” o “Faith” ci trasportano di nuovo nel r’n’b più morbido e ballabile, seppur sempre venato da un’oscurità di fondo che sembra figlia delle inquietudini dei nostri tempi. La versatile voce di Abel, gli consente di calarsi in una teatralità oscura ora squisitamente black nella title track, ora più sintetica nell’intro “Alone Again”, il cui mood sembra una sorta di nuovo incontro ideale fra il sound dei Soft Cell e la voce di Jimmy Somerville nei suoi momenti più struggenti.

Album che trae la sua forza dalla forte personalità di Tesfaye e da una capacità di osare, “After Hours” è un ascolto che viaggia serenamente lungo i binari r’n’b e new wave, consacrando definitivamente The Weeknd in quel moderno Olimpo del pop sofisticato capace di abbracciare presente, passato e futuro insieme ad artisti come Lana del Rey e Billie Eilish, con le quali condivide visione ed approccio universale.

 

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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