No New – Lasciatevi travolgere da “Apnoea” nuovo lavoro di Sophie Lillienne

Apnoea (apnea) è l’arresto volontario o patologico dei movimenti respiratori. Durante lo stato di apnea non c’è movimento dei muscoli della respirazione ed il volume dei polmoni rimane inizialmente invariato.

Apnoea è anche il titolo dell’EP che esce a due anni di distanza dal precedente lavoro di Sophie Lillienne, progetto trip-hop/electro-alternative nato dalla mente di VeZzO, musicista, cantante e produttore. In questo album troviamo due tracce strumentali e due tracce cantate, un riassunto del percorso compiuto fino ad ora dal progetto e che vuole unire il trip-hop più tradizionale alle sonorità elettroniche più attuali.

 

Un EP scritto di getto. E’ dato anche da questo il titolo “Apnoea”?

Esattamente… con l’idea di APNEA volevo rendere l’mmersione che compie l’artista durante il procedimento creativo. L’atto di trattenere il fiato, inerme, fino alla realizzazione, o meglio materializzazione della sua idea sotto forma di vibrazioni. O semplicemente lo stato larvale prima di una trasformazione.

 

Come mai la scelta di includere due tracce strumentali e due cantate?

Dato il numero esiguo di tracce in un EP ho voluto presentare in maniera omogenea e bilanciata le due caratteristiche principali del progetto… quella più strumentale ed emotiva, che incarna la tendenza main stream del genere (vedi i vari Burial, Shlohmo etc etc), e quella più canonica e tradizionale di scuola bristoliana (vedi Massive Attack, Portishead)… praticamente la musica con cui son cresciuto e che mi ha portato a fare questo genere.

 

Mentre le si ascolta pare di entrare in un’altra dimensione, qualcosa di assolutamente distante dalla propria esistenza…

Mi rendi felice con questa osservazione… vuol dire che le canzoni hanno raggiunto il loro scopo… penso che tutto il filone trip-hop abbia sempre avuto una proprietà escapista, diciamo così,  forse proprio per la loro natura così evocativa e suggestiva… dalla loro origine: quella del voler descrivere il mondo circostante filtrato dalla propria soggettiva.

Come ha preso vita il progetto Sophie Lillienne?

I Sophie Lillienne inizialmente erano il mio progetto parallelo… da fan “ultra ortodosso” dei Deftones ho sempre fatto metal o quanto meno musica molto pesante… pero’ allo stesso momento abitando a Londra ho sempre avuto familiarità con la scena di Bristol e tutti i suoni che ne uscivano. Da lì la curiosità che poi si è trasformata in un progetto parallelo, che con il tempo è diventato il mio progetto principale!

 

Dalla prima release di questo progetto sono passati circa dieci anni. Cos’è cambiato da allora?

Sono cambiate molte cose in questi anni. Principalmente l’approccio ai live e la diffusione del genere. Quando ho iniziato le one-man bands che si esibivano con synth, trigger, laptops (soprattutto in Italia) venivano viste in malo modo. Direi con molta diffidenza da parte del pubblico. Ora invece vengono accettate e considerate alla pari delle band tradizionali (per fare un esempio). Poi in questi anni il genere “elettronico” (anche se sappiamo che questa definizione comprende moltissimi filoni oggi giorno) è entrato nei nostri gusti musicali, si è diffuso in tale maniera da entrare nel main stream.

 

In che modo nascono i tuoi pezzi?

I miei pezzi nascono nelle maniere più diverse. Molti sono nati con il classico approccio del musicista… suonando un giro casuale alla chitarra o ad un piano… altri invece direttamente in studio giocando sul banco suoni o da particolari settings di alcune macchine… nel genere “elettronico” (vedi la definizione precedente) oltre all’arrangiamento prettamente melodico o più canonico si affianca tutto quel mondo di ricerca di suoni ed effetti che rende il musicista un po’ uno scopritore di nuovi mondi facendo leva sull’emotività.

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.