Materia(Terra) – Il nuovo album di Marco Mengoni [Recensione]

Vogliamo farvi intraprendere un viaggio nella “Materia (Terra)”, il nuovo album di Marco Mengoni, disponibile dal 3 Dicembre scorso sulle piattaforme digitali e nei negozi fisici, viaggio che diventerà realtà solo se alla fine di queste righe prenderete in mano la mappa che vi abbiamo fornito, e con le cuffie nelle orecchie o il CD dentro lo stereo vi avventurerete in questo viaggio.

In realtà Materia (Terra) è solo il primo dei 3 biglietti che Marco Mengoni vuole donarci. Infatti, è un percorso discografico che si sviluppa in 3 album ben distinti, un po’ come percorrere tre anime differenti appartenenti allo stesso artista. Come ci suggerisce lo stesso titolo, si tratta di esplorare le radici di un albero che pur conoscendo già il sapore del sole, rimane saldo all’humus che l’ha fatto crescere, continuando a nutrirlo. E’ un elogio all’importanza del tempo e della lentezza, un po’ come prendere in mano un mucchietto di terra, risvegliando i ricordi al tatto grazie all’odore caldo e travolgente del blues e del soul che si mischiano perfettamente con la voce di Mengoni.

Undici tappe, tredici nella versione CD, nelle quali vi accompagneremo stringendovi per mano, per poi lasciarvi ad addentrarvi da soli in questo lungo viaggio. “Cambia un uomo” forse è un pezzo già noto alle vostre orecchie. I primi minuti del viaggio sono corposi, palpabili, intensi, invitano all’auto accettazione, al perdono di noi stessi, all’accogliere ogni nostro cambiamento; “Una canzone triste”, dal titolo ingannevole, ci accompagna nella seconda tappa, volta a trovare il lato positivo nella difficoltà e la bellezza nella quotidianità. Chi durante un viaggio non ha pensato ad un amore passato con il quale avrebbe voluto condividerlo? “Il meno possibile“ feat. Gazzelle è la terza traccia, un flusso di pensieri, di assenza, di ricordi del passato a causa dei quali rischiamo di perdere di vista il presente. Prendiamoci “Due minuti “ nella quarta tappa, un momento di consapevolezza e crescita, un elogio alle esperienze che ci modellano.
“Mi fiderò “, racconta le sfumature di un rapporto, le promesse d’amore, la fisicità, gli sguardi, le labbra, le mani, la chimica e l’istinto alla base di una relazione come elementi naturali saldi alla base del mondo.
“Ma stasera” è una lente di ingrandimento su un rapporto umano vero; si sa, più si osserva da vicino, più si notano le contraddizioni, più si amano le complessità.

Tra un brano e l’altro troviamo anche degli “appunti” con data di registrazione. Il primo è del 23.01.2021, si tratta di una nota vocale registrata durante la realizzazione dell’album; il secondo risale al 14.05.21, ed è stato realizzato durante la fase di registrazione delle voci che ci immergono nell’atmosfera gospel del disco.

L’ottavo luogo del nostro viaggio è “Proibito”, pensieri e parole sui legami di oggi, destinati a consumarsi in fretta a causa della vuota e falsa perfezione, veloci come i cambiamenti che subisce la società.
“Luce” è la penultima traccia, nella quale sembra quasi che Marco sia cresciuto all’interno dell’album stesso. Ci immergiamo, infatti, in un brano che potremmo considerare un po’ la sintesi delle sue sfumature e della sua forza. Nello stesso tempo rappresenta un po’ un ritorno alle origini, una lode al rapporto madre – figlio e alla figura materna che rappresenta sicurezza, protezione e vita.
Il viaggio nel quale Mengoni ci trasporta si conclude con “Un fiore contro il diluvio”, una lotta contro l’egocentrismo e l’individualismo, perché lo sappiamo tutti, in fondo “un fiore contro il diluvio non ha mai vinto”.
Bellissima iniziativa legata a questo progetto musicale è la collaborazione con VAIA, startup che ha come obiettivo quello di regalare nuova vita al legno degli alberi abbattuti dall’omonima tempesta, con l’intento di sostenere le comunità del territorio attraverso il lavoro degli artigiani locali e di ripristinare le foreste colpite. Mengoni sostenendo questa causa vuole sottolineare l’abbraccio tra la musica e Madre Natura, riducendo quanto più possibile l’impatto ambientale della realizzazione dell’album.

Autore dell'articolo: Costanza Maugeri