NoReport – Gli Zen Circus portano la Terza Guerra Mondiale alla Latteria Molloy

La data del 24 marzo dell’evento Quasi Adatti ha visto come protagonisti gli Zen Circus accompagnati in apertura da Cara. Dopo l’intervista agli Zen incentrata sull’ultimo album La Terza Guerra Mondiale e dopo aver risposto a diverse domande del pubblico, Cara ha aperto le danze sul palco della Latteria.
La cantautrice cremonese presenta le canzoni dell’ultimo album Respira irrompendo nell’aria con le parole strazianti di Non guardarmi. In un ballo caratterizzato da sfumature pop-dark e riff taglienti e malinconici, Cara ci accompagna all’entrata del Circo Zen.

Il sold out in Latteria si fa sentire: nel giro di poche canzoni il locale diventa un bagno turco e non può che essere così visto che il concerto si apre con La Terza Guerra Mondiale e ad essa seguono Gente di Merda e Vent’anni. Ci vuole poco per agitarci tutti e iniziare a saltare, come ci vuole poco tempo perché si formi un pogo davanti al palco pronto a tuonare appena ne ha l’occasione. Ci si inizia a dare dei qualunquisti – I Qualunquisti – prima ancora di dire che le nostre madri ci chiamano figli di puttana – Figlio di puttana – e prima ancora di dire che gli zingari puzzano – Zingara – e di commuoverci pensando allo spaccino Abdul nei giorni di Natale – Canzone di Natale. Questo fanno con molta facilità gli Zen: esplorano diversi campi saltando da una tematica all’altra sapendo ironizzare e, al momento giusto, scherzare abbozzando una cover di Non pago affitto di Bello FiGo.
Dopo Mexican Requiem e Ragazzo eroe in versione busker, il concerto si chiude con Nati per subire e Viva; che sia voluto o casuale, il concerto si è aperto con una canzone che dice che “moriremo tutti” e si chiude con una che ricorda che “vivi si muore“.

Quando esco da un concerto degli Zen Circus mi chiedo sempre perché abbiano scelto questo nome e mi rispondo che probabilmente si chiamano così perché è l’unico circo che non porta in giro animali, ma punta a tirare fuori la parte animale che si nasconde in ogni persona del pubblico. E lo sanno bene, perché quando chiedono di fare casino sono sicuri di trovare dall’altra parte una buona risposta e, lo si può dire, la Latteria Molloy ha risposto più che bene.
Se vi doveste rendere conto di aver bisogno di liberare la vostra parte più irrazionale per qualche ora, siete i benvenuti al Circo Zen.

 

 

Autore dell'articolo: Paola Venturetti

Paola Venturetti
Datemi vagonate di cibo e rotolerò nel mondo (semi-cit). Oltre che per il cibo, provo un profondo amore per la filosofia e per qualsiasi forma d'arte. E per il trash, manifestazione incompresa dei lati più oscuri dell'anima.