Belau – Colourwave [Recensione]

Arriva dall’Ungheria questo disco dal sound modernissimo, pieno di tinte dream e pop traslucido. E’ interessante vedere come si presenta la band, i Belau, vincitori tra l’altro del Grammy Ungherese: “Vogliamo offrire all’uomo moderno un rifugio. La nostra musica rappresenta la strada verso la consapevolezza di sé. Ispirati dagli elementi fondamentali della natura, soprattutto il mare infinito, che è il nostro simbolo principale.”

Quest’approccio autocosciente, teso a rinsaldare il rapporto spezzato tra umano e cosmico, si traduce in una serie di canzoni electro-pop molto atmosferiche, ricche di vibrazioni dream, arpeggi e ampi riverberi. Il tema del mare e un feeling quasi caraibico, tornano spesso grazie a field-recordings di onde e ad un’armamentario di strumenti tropicali: tra tutti spicca la kalimba, che si inserisce benissimo tra i beat elettronici e i cori femminili.

Già, le voci, sono loro le vere protagoniste del disco dei Belau. Ogni canzone è cantata da una vocalist diversa, tutti talenti della loro nativa Ungheria. Anche questo naturalmente fa parte dell’approccio cosciente della band: ridare voce alle minoranze, in questo caso evidentemente le donne, oppresse da secoli di patriarcato. E forse (ma questa è un’illazione del sottoscritto), fare una musica che esalti il Femminile o Madre Natura.

Fra morbidi arpeggi, melodie suadenti, risacche e beat calibrati a puntino, Coulour Wave scorre molto piacevolmente. L’impressione è che queste canzoni, al netto delle dichiarazioni dei Belau, non siano molto più che piacevolissime composizioni pop, super radiofoniche, perfette per la radio più che per guarire la psiche dell’uomo moderno.

Ma se ci si accontenta di premere play e vedere cosa succede, non si resterà delusi. Ci si troverà catapultati in una spiaggia al tramonto, con un delizioso drink tropicale in mano, mentre voci di ninfe ci carezzano, morbide come una brezza. Non è un’esperienza mistica, ma il relax è garantito.

Autore dell'articolo: Andrea Liuzza

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