Beatles

In giro per il mondo con i Beatles [recensione]

Si intitola “The Singles Collection”, il ricco boxset dei Beatles uscito il 22 Novembre 2019 per Apple Corps./Universal: lungi dall’essere la “solita raccolta di successi” della storica band, il cofanetto contiene la ristampa dei 22 singoli pubblicati fra il 1962 ed il 1970 nel Regno Unito dalla band di John, George, Paul e Ringo, rigorosamente pubblicati su vinile 7″ a 45 giri mono; unica eccezione, il 7″ che include “Free as a Bird” e “Real Love”. Realizzato con lo stesso artwork in versione blu delle ristampe “The Beatles”, che raccolgono in versione mono (artwork bianco) e stereo (nero) gli LP della band, “The Singles Collection” è una raccolta essenzialmente pensata per collezionisti e ultra-fan del quartetto di Liverpool, che tuttavia presenta alcune peculiarità che possono renderlo interessante anche per un semplice pubblico di appassionati.

Il cofanetto contiene infatti un piccolo booklet di 40 pagine con la storia dei singoli a cura di Kevin Howlett e i credits di ogni edizione. Inoltre, i curatori hanno scelto di far compiere ai fan un piccolo giro del mondo, includendo i 23 45 giri “heavyweight” all’interno di sleeve, che riproducono fedelmente l’edizione dei singoli pubblicata in diverse nazioni: una scelta che da un lato è stata volta ad ovviare alle banali pubblicazioni monocolore della Parlophone edite in UK – le cui foto sono riportate in ogni caso all’interno del booklet – dall’altro ci è parsa tuttavia funzionale a mostrarci quanto sia stato grande e globale il fenomeno dei Beatles, in un mondo ancora ben lungi dall’immaginarsi la musica in download o in streaming.

A rendere interessante la raccolta, è proprio il formato a 45 giri: è davvero un’esperienza diversa l’ascolto frammentario dei 46 brani inclusi nella raccolta, che ci riporta ai tempi antecedenti al boom del formato long-playing. L’ascoltatore può giocare a crearsi la propria playlist beatlesiana divertendosi col formato fisico dell’album, in una maniera se vogliamo analoga a quella dell’ordinamento dei brani digitali, fatta “artigianalmente” con le canzoni ed i relativi supporti. Un’esperienza d’ascolto retrò, certamente, che ci fa riflettere su come e quanto si sia evoluto il mercato discografico dagli anni ’60 ad oggi, oltre ad impressionare per la qualità ed i numeri della produzione beatlesiana: di questi single, solamente “Love Me Do” (piazzatosi al #17), “Please Please Me” (#2) “Strawberry Fields Forever/Penny Lane” (#2), “Something” (#4), “Let It Be” (#2), “Free As A Bird” (#2)  e “Real Love” (#4) non hanno raggiunto il “numero uno” della classifica UK. Numeri che da certi punti di vista risultano ancor più impressionanti rispetto alle vendite degli LP di allora, illustrandoci in maniera ancor più tangibile quanto sia stato forte l’impatto dei Beatles a livello globale e quanto ancor più grande sia stato il talento che gli ha consentito di regalarci canzoni senza tempo. Numeri confermati anche dalla recente classifica di fine decennio sui vinili più venduti negli anni 2010: i Beatles sono la band più presente in questa particolare classifica con “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (#8), “Abbey Road” (#12), “The Beatles” (il White Album, #44) e “Revolver” (#54).

Ma torniamo a “The Singles Collection”: a chi si rivolge dunque questa bella e particolare ristampa? Sicuramente si tratta di una pubblicazione mirata ai beatlesiani più incalliti, che non mancheranno di trovare difetti come forse la resa dei colori, le bordature delle sleeve o la pubblicazione congiunta di “Free as a Bird” e “Real Love” come “doppio lato A”, a discapito delle vere B-side “Christmas Time (Is Here Again)”  e la versione live di “Baby’s In Black”. Ciò nonostante, ci sentiamo di dire che la qualità e la cura della ristampa a livello audio e fisico – con un ottimo sound mono e i 45 giri protetti anche all’interno della sleeve con una busta antistatica – lo rende un prodotto interessante anche per i fan più curiosi o comunque desiderosi di fare un’esperienza d’ascolto diversa dal solito. Il costo ad oggi attorno ai 160€ non sembra particolarmente inaccessibile per un boxset così ben curato esteticamente e ricco nei contenuti musicali e storici.

 

Tracklist:

1962 – Love Me Do/P. S. I Love You  (USA)

1963 – I Want To Hold Your Hand/This Boy (Cile)

1963 – She Loves You/I’ll Get You (Grecia)

1963 – Please Please Me/Ask Me Why (Italia)

1963 – From Me To You/Thank You Girl (Norvegia)

1964 – Can’t Buy Me Love/You Can’t Do That (Austria)

1964 – A Hard Day’s Night/Things We Said Today (Paesi Bassi)

1964 – I Feel Fine/She’s A Woman (Svezia)

1965 – We Can Work It Out, Day Tripper  (Francia)

1965 – Help!/I’m Down (Belgio)

1965 – Ticket To Ride/Yes It Is (Spagna)

1966 – Eleanor Rigby/Yellow Submarine (Argentina)

1966 –  Paperback Writer/Rain (Turchia)

1967 –  Strawberry Fields Forever/Penny Lane (Australia)

1967 –  Hello, Goodbye/I Am The Walrus (Messico)

1967 –  All You Need Is Love/Baby, You’re A Rich Man (Germania Ovest)

1968 –  Lady Madonna/The Inner Light (Giappone)

1968 –  Hey Jude/Revolution (Sud Africa)

1969 –  Get Back/Don’t Let Me Down (Danimarca)

1969 –  Something/Come Together (Israele)

1969 –  The Ballad Of John And Yoko/Old Brown Shoe (Portogallo)

1970 –  Let It Be/You Know My Name (Look Up The Number) (UK)

1995/1996 –  Free As A Bird/Real Love

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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