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Mai Stato Altrove: fra pop e soul con “Ragazzi Stupendi” [Recensione]

Quella dei trenta è un’età che, forse come nessun’altra, ha influenzato un illimitato numero di racconti e riflessioni. Sono anni caratterizzati da una profonda trasformazione personale, scatenatrice di dubbi e sentimenti contrastanti. Da una parte, cerchiamo di conservare la dinamicità e la spensieratezza tipiche della gioventù. Dall’altra, siamo alla continua ricerca del nostro posto nel mondo, di una stabilità tanto lavorativa quanto sentimentale. Ci sentiamo smarriti, cerchiamo una via di fuga, l’ansia e l’insicurezza diventano le nostre onnipresenti compagne di viaggio. Insomma, la serenità e, più in generale, la nostra stessa vita, sembrano sfuggirci dalle mani. E questo Gabriele Blandamura, in arte Mai Stato Altrove, lo sa bene.

Dopo un primo esordio nella scena musicale con l’album Hip Hop (Bravo Dischi, 2016), un tour nazionale, tre fortunate stagioni come bassista dell’ei furono Thegiornalisti e una carriera in attivo come speaker radiofonico dell’emittente romana Radio Sonica, Gabriele Blandamura torna a rivestire i panni di Mai Stato Altrove per mettersi ancora in gioco, e lo fa con “Ragazzi Stupendi”. Pubblicato il 29 Novembre 2019 per l’etichetta Bravo Dischi, “Ragazzi Stupendi” è un timido confessionale a cuore aperto, di 8 tracce, fatto di sentimenti, amori finiti, paure, difficoltà e smarrimento tipiche dei trent’anni di oggi.

Con candida semplicità, Gabriele ci invita nel suo mondo, decidendo di affidarsi alla musica per esorcizzare le sue paure. Sceglie, perciò, di metterle nero su bianco, con una scrittura spontanea e lineare, e di cantarle al suo pubblico, con un timbro vocale dolce e morbido, a volte, però, un po’ cantilenante.

La musica è, quindi, per il cantautore romano, strumento per alleviare le proprie paure e sofferenze. Anche se, come lo stesso Gabriele canta nel brano di apertura Dischi, la musica può essere un’arma a doppio taglio: ci rifugiamo in essa nei momenti di sconforto, ma “a cosa servono i dischi/ se dopo che li ascolti rimani nella fogna”? Quindi, proviamo a rifugiarci nel passato, cullandoci nei suoi ricordi. La nostalgia, però, è risaputo, è canaglia, e il pericolo di rimanere intrappolato Dentro un ricordo, con le spalle al muro e la testa sotto la sabbia, è dietro l‘angolo. Tematica, quella della nostalgia, che ritorna anche nella title track dell’album, Ragazzi Stupendi, brano intriso tanto di tristezza quanto di speranza. Nella nuova raccolta di inediti di Mai Stato Altrove troviamo anche un pizzico di ironia, come nella musicalmente orecchiabile Non devo fare finta, una serena e simpatica lista di buoni propositi, fra i quali, primi fra tutti, credere in sé stessi e smettere di essere sordi, dal momento che quando parla il corpo non lo ascoltiamo mai”.

A livello musicale, “Ragazzi Stupendi” si erge su una struttura prettamente minimale, a volte un po’ ripetitiva, fatta di beat regolari, linee di pianoforte e cori gospel, giocando fra note un po’ pop e un po’ soul. In questo senso si segnalano, in particolare, Per fortuna esiste il sole  e Resta sempre con te, brano, quest’ultimo, rassicurante e sincero, in cui Gabriele, cullato da soffusi ed eleganti cori gospel, canta al suo Io interiore di rimanere sempre con sé stesso, anche quando si è fuori di sé.

In definitiva, Mai Stato Altrove ha fatto complessivamente un buon lavoro, anche se “Ragazzi Stupendi” è sicuramente un album che toccherà un pubblico non propriamente adulto. Le tematiche trattate potrebbero sembrare, ai più, stucchevoli e dozzinali, ma Gabriele mette in gioco una sensibilità rara e una melodia musicale che convincono. Insomma, la strada imboccata da Mai Stato Altrove sembra essere quella giusta.

Recensione di Adriana Stancapiano

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