Si chiama Who Built The Moon? la terza fatica in studio del progetto di Noel Gallagher’s High Flying Birds. Un disco permeato dai leitmotiv della gioia e della speranza «Nella scena rock contemporanea, scrivere canzoni basate sulla gioia è rivoluzionario. Qui lo dico: sono rivoluzionario! – spiega l’ex Oasis alla conferenza stampa di presentazione del disco, per poi aggiungere – per me il rock ‘n’ roll consiste nel poter fare ciò che si vuole quando si vuole; non è indossare giacche di pelle, fumare o bere Jack Daniel’s». All’origine del titolo dell’LP c’è un libro cospirazionista di Alan Butler sul quale Noel scherza «Quando ho letto quel libro ho immediatamente pensato che l’autore avesse visto Star Wars fin troppe volte o che fosse semplicemente fatto! Nonostante questo, credo sia un titolo eccezionale per un disco».
In questo nuovo lavoro, in uscita il 24 novembre, Noel cerca di distanziarsi dal passato non soltanto tramite una rinnovata estetica musicale (definita da Gallagher stesso cosmic pop), ma anche per il diverso modus operandi adottato per il processo creativo. La figura chiave per la realizzazione di questo processo è il produttore David Holmes «È stata sua l’idea di farmi comporre i brani interamente in studio; all’inizio è stato frustrante, non ero abituato, ma non appena ho ingranato e ho iniziato a vedere chiaramente la direzione, l’ho trovato molto soddisfacente. David ha avuto il merito di aver riconosciuto in me qualcosa che non ero consapevole di possedere». Hanno inoltre prestato il proprio contributo alla realizzazione dell’album Paul Weller (ex The Jam e Style Council) e Johnny Marr (ex Smiths), due amici di lunga data di Noel Gallagher «Paul è praticamente un mio vicino di casa; Johnny è stato molto gentile ad aiutarmi a portare a termine parti di chitarra su cui ero bloccato.»
Nonostante l’aria pacata e la parlantina mellifua e scandita, Noel si concede qualche dichiarazione (moderatamente) provocatoria su alcuni suoi colleghi musicisti «Molta “guitar music” odierna è basata sull’urlare: Dave Grohl, il tizio dei Queens of the Stone Age [Josh Homme, ndr], i Green Day… che cosa urlano? Urlano le notizie. Ma urlare le notizie è noioso» salvo poi in parte rettificare «Non è che non mi piacciono, è che urlano veramente tanto! Per quanto riguarda le band attuali che apprezzo di più, sicuramente citerei gli U2, i Kasabian e i Primal Scream». Fornisce inoltre una “menzione d’onore” al fratello Liam, limitandosi a dire «Ogni volta che parla sembra molto arrabbiato per qualcosa, ma non so cosa sia. Se lo scoprite prima di me… fatemi sapere!»
Per concludere, l’ex chitarrista e autore degli Oasis spende delle parole sugli attacchi terroristici avvenuti a Manchester «La serata per la riapertura della Manchester Arena è stata molto strana: da un lato pensi ai sopravvissuti, dall’altro provi un’emozione molto forte – chiosa Noel – l’intera arena stava cantando Don’t Look Back in Anger assieme a me. Da compositore sogni di vivere attimi così, ma in quel caso specifico c’era alle spalle un evento tragico. Penso però che quel tipo di concerto abbia reso orgogliose le vittime dell’attentato.»