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No Review

No Review – “All Bright Electric” dei Feeder

 

 

Dopo milioni di dischi venduti, premi, tourneè mondiali e purtroppo un grave lutto, i Feeder si erano presi alcuni anni di pausa.

Il tempo di ricaricare le energie e sono tornati con l’attesissimo album “All Bright Electric”, dove distorsioni pesanti e chitarre effettate si mescolano benissimo alle melodie molto orecchiabili scelte dalla band gallese.

Le prime due tracce sono anche i primi due singoli estratti finora : “Universe Of Life” alterna la strofa dai precisi caratteri stoner ad un ritornello più leggero e melodico, mentre “Eskimo” ha una struttura più semplice e sonorità alternative rock.

L’album prosegue con l’ottima “Geezer” e “Paperweight”, canzoni ruvide e pesanti, con ottimi risvolti melodici, per poi trovare la più tranquilla e particolare “Infrared-Ultraviolet”, una delle mie preferite dell’album, dove le sonorità ricordano molto quelle degli “A Perfect Circle”.

Fin qui il livello artistico-compositivo della band è di ottimo spessore, dove si sente un certo equilibrio tra sperimentazione sonora, equilibrio strutturale e una continua ricerca melodica originale ed emotiva. Il disco scorre via in maniera piacevole ed emozionante, e se fosse così fino alla fine sarebbe davvero un capolavoro.

Ma da “Oh Mary”, una ballad molto lenta e quasi sussurrata, la qualità scende un po’, con canzoni che, seppur rimangono scorrevoli e di facile ascolto, non impressionano come la prima metà dell’album. Infatti “The Impossible”, “Divide The Minority”, “Angels And Lullaby’s” e “Hundred Liars” sono quelle che mi impressionano di meno, canzoni alternative rock, con molte reminescenze degli anni ’90, mentre a chiudere l’album ci pensa “Another Day On Earth”, altra canzone lenta dalle sonorità dell’indie moderno.

Di sicuro non si tratta di un album che troveremo tra le pietre miliari tra qualche anno, ma di sicuro è un buonissimo prodotto, e nonostante la produzione moderna molto compressa e pulita, presenta suoni interessanti e una continua ricerca musicale, specialmente nei primi cinque pezzi, quando si mescolano sonorità moderne a suoni del passato, come il grunge, l’alternative rock e lo stoner.

Comunque sia, questo atteso ritorno di sicuro non deluderà i fan di vecchia data, che si troveranno tra le mani un disco molto interessante e che trae le proprie radici dalle prime sonorità della band, con uno sguardo all’indie rock attuale, mentre, per chi non conoscesse la band, consiglierei di dare un bell’ascolto a quest’album e, in generale, a questa band che purtroppo molte volte passa in secondo piano nel panorama musicale mainstream.

Written By

Musicista, chitarrista e cofondatore dei Mescaline Babies, coi quali ha condiviso alcuni dei più importanti palchi europei. Appassionato di musica, cinema e di qualsiasi forma d'arte. Vive a Londra.

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