No Review – “All”, la teoria del tutto di Yann Tiersen

Un percorso umano ed artistico che parte dall’isola di Ushant e, con la preziosa musicalità della lingua bretone, si apre al mondo intero radunando in undici, struggenti pezzi tutta la possibile armonia e bellezza del creato. Si è posto un obiettivo impegnativo Yann Tiersen, il geniale musicista originario del Finisterre assurto a fama internazionale per la colonna sonora di Amelie e “Goodbye Lenin”, che raggiunge il traguardo del decimo album in studio (OST escluse) proponendo ai propri ascoltatori quella che ci sentiamo di definire come una toccante esperienza di bellezza che punta dritto al cuore.

Utilizzando il piano e strumentazioni antiche e moderne, alle quali si unisce una serie di voci e cori celestiali che sottolineano ulteriormente il carattere misticheggiante dell’opera, Tiersen con “All” offre al mondo il suo lavoro più toccante e contemplativo, nel quale traduce in musica la bellezza del creato e dei suoi elementi, glorificando in maniera commovente il mistero della vita e della sua precarietà.

Come un moderno Pan, simbolo per eccellenza della musica di cui era il dio, ma anche espressione completa della natura nella sua totalità, Yann Tiersen assume il ruolo della guida incantatrice che conduce l’ascoltatore nei meandri del mistero, in una dimensione in cui luce e ombra si alternano così come il ciclo delle stagioni e della vita; è l’esperienza di un tutto che non si può comprendere e descrivere con libri e parole, ma al quale solo la musica come forza primigenia e voce del cosmo può cercare di dar voce, mantenendo l’incanto di quel mistero destinato a rimaner tale e per questo perenne fonte di stupore per un uomo costretto nei suoi limiti.

Solo la musica e certi artisti geniali possono osare confrontarsi con l’arcano, per questo ci piace immaginare Yann Tiersen che come un moderno Icaro o Prometeo osa spingersi al di là delle doti conoscitive ed espressive dell’uomo, riuscendo a portare indietro con sé una scintilla di bellezza che certo non può spiegare il tutto, ma ce lo fa in qualche modo esperire toccando il cuore e portandoci ovunque, se chiudiamo gli occhi abbandonandoci alle note di “All” e lasciandoci condurre lontano.

Tracklist:

  1. Tempelhof
  2. Koad
  3. Erc’h
  4. Usal Road
  5. Pell
  6. Bloavezhioù
  7. Heol
  8. Gwennilied
  9. Aon
  10. Prad
  11. Beure Kentan

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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