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No Review – “E’ più comodo se dormi da me” di Diego Esposito

Per chi non lo conoscesse per Area Sanremo e gli Home Visit di X Factor 2015, Diego Esposito è un cantautore toscano, che lo scorso 5 gennaio ha esordito col suo “E’ più comodo se dormi da me”, album dall’attitudine pop, pubblicato per Rusty Records sotto la direzione artistica di Zibba.

Quando ti imbatti in un esordio simile ti rendi conto di quanta ricchezza ci sia nel sottosuolo delle etichette indipendenti e di quanto sia importante andare a cercare questi tesori nascosti. L’uscita dell’album non è stata, infatti, accompagnata dal clamore che ci si sarebbe attesi ascoltando le nove tracce che compongono il disco, nove spaccati di vita, che ci raccontano vari stati d’animo e tantissimi luoghi. Sono racchiusi al suo interno più o meno 10 anni di vita dell’artista, raccontanti da suoni che seguono i luoghi e le emozioni raccontate nei testi. Gli arrangiamenti folk di “Toscana”, ad esempio, ci portano a viaggiare insieme alle parole, ci fanno comprendere la voglia di “fuggire in una città lontana che profumasse di Toscana” e affascinano per i vari generi che la attraversano, quasi entrassero nel brano come cartoline dal mondo. Nell’album si parla anche d’amore, che a volte si tinge di trasgressione in brani come “Vecchio eliporto”, dai ritmi più accesi, di attitudine pop, seguito da “Le parole quando vanno da sé”, in cui il privato prende il sopravvento e  si veste di una marcata connotazione cantautorale. Paradossalmente uno dei pezzi che ho trovato meno forti è proprio la title track, momento in cui l’album si perde un po’, ma è solo un attimo perché la parte centrale ci regala uno dei pezzi più belli, “Come fosse primavera”, ballad dall’incedere interessante che ci racconta l’amore visto come fuga dalla realtà, brano di una bellezza struggente. “Fisica quantistica” ha un qualcosa che ti fa pensare a Vinicio Capossela che incontra i primi Blur, di cui c’è una chiarissima citazione; ha un’attitudine più fresca, che lo rende uno dei brani più orecchiabili del disco. “Mare” è un’altra delle tracce che funzionano di più, in cui le abilità dell’artista, sia nel cantato che nelle melodie, si manifestano al meglio. L’album si conclude con “Si festeggia”, altro pezzo dal carattere intimo e con un esplosivo finale midtempo.

Diego Esposito, in queste nove tracce, realizza un piccolo capolavoro di cantautorato pop, che potrebbe aprirgli una carriera interessante in futuro. Per chi avrà voglia di ascoltarlo, “E’ più comodo se dormi da me” sarà una bellissima scoperta, uno di quei dischi capaci di raccontare amore e amicizia, spaccati di vita, non annoiando mai, facendoci riassaporare il piacere di ballate e di pezzi midtempo, colorati da folk di matrice americana, con qualche influenza irlandese e world music.

Recensione di Egle Taccia

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