No Review – “Look now”, Elvis Costello is back!

Iniziavamo a temere di non vedere più Elvis Costello sulle scene: dapprima per via della pausa sabbatica iniziata dieci anni fa, in polemica con il mercato della musica digitale che a suo avviso – e con molte ottime ragioni – avrebbe frantumato il concetto stesso di “album” ed il rapporto fra artista ed ascoltatore, proseguita con la pubblicazione della sua stupenda autobiografia (che abbiamo recensito su queste pagine); in seguito, la pubblicazione dell’inimitabile “Wise Uo Ghost and Other Songs” con i Roots, a cui purtroppo non seguì un tour promozionale e, durante il 2018, l’annuncio della breve lotta con una “forma molto aggressiva di cancro”, non lasciavano presagire un ritorno a breve dell’artista… dimenticavamo tuttavia che il brillante Elvis Costello è sempre stato un tipo controcorrente, perciò enorme è stato il sollievo recatoci dall’annuncio della pubblicazione di “Look Now”, sugli scaffali dei negozi di dischi a partire dal 12 ottobre 2018.

Com’è dunque, questo (in)atteso ritorno discografico del buon Declan? Volendo scegliere un solo aggettivo per definire “Look Now”, la scelta migliore a nostro avviso è quella di classificarlo come un album “rassicurante” sotto praticamente ogni aspetto: se si avessero legittimi dubbi di sorta sullo stato fisico e sull’ispirazione di Elvis, il suo ultimo album si propone semplicemente di fugarli tutti con un tempismo perfetto, perché le atmosfere in esso contenute ben si adattano alla stagione autunnale scelta per la release.

Accompagnato dai fedelissimi Imposters – Pete Thomas al basso, Dave Faragher al basso e il sempre eccellente Steve Nieve alle tastiere – e dedicato all’amata Diana Krall, “Look Now” fa un passo indietro rispetto alle ultime – riuscite – sperimentazioni coi Roots per riproporci l’Elvis Costello più classico e “art”, ritessendo le fila di un discorso iniziato con “Imperial Bedroom” e proseguito via via fino alla collaborazione con il maestro Burt Bacharach in “Painted from Memory”: niente rock dunque, ma un art pop classicheggiante, finemente orchestrato e figlio della più elegante tradizione cantautoriale anglo-americana.

Costello e gli Imposters ci raccontano ancora una volta storie di nostalgia, sentimento, disillusione e riscossa , conducendoci all’interno di stanze private affacciate su Central Park piuttosto che sulla campagna inglese grazie alle suggestioni cinematografiche evocate dalle musiche come sempre struggenti e dai versi delle canzoni, piccoli saggi di letteratura che dipingono in maniera coinvolgente l’animo dei protagonisti dei brani.

Oltre all’indispensabile supporto della sua storica band, va evidenziata anche la preziosa collaborazione di Bacharach in tre pezzi – “Don’t Look Now”, “Photographs Can Lie” e “He’s Given Me Things” – e di Carole King, coautrice delle musiche nella struggente “Burnt Sugar is so Bitter”: due “feat” particolarmente significativi a proposito della cifra stilistica di un lavoro che non stupisce certamente per innovatività, non è questo l’obiettivo dell’album, ma si inserisce meravigliosamente nel canone dei grandi classici dell’art pop orchestrato regalandoci dodici brani che colpiscono nel profondo suscitando viva emozione.

L’ottimo stato di forma della band si può infatti dedurre da canzoni come “Striping Paper”, con Elvis languido come non mai accompagnato dalle preziose note di Steve, e dalla grintosa e dolceamara “Unwanted Number” scelta come primo single, ma il discorso potrebbe estendersi all’esistenzialismo di “I Let the Sun Go down”, impreziosita da un meraviglioso ensemble di archi, o alla tormentata “Suspect My Tears”. Questa breve lista per dire che, a prescindere dalle illustri collaborazioni, Elvis & the Imposters hanno impresso la loro inconfondibile cifra stilistica su tutte le canzoni di “Look Now”, LP che per lo stato di grazia di tutti i suoi musicisti è certamente destinato a diventare un Instant Classic, guadagnandosi già qualche passaggio radiofonico anche in Italia.

Looking forward to see you soon in Italy, mr. Costello.

 

Tracklist:

  1. Under Lime
  2. Don’t look now
  3. Burnt Sugar is so Bitter
  4. Stripping Paper
  5. Unwanted Number (videoclip)
  6. I let the Sun go Down
  7. Mr. and Mrs. Hush
  8. Photographs can lie
  9. Dishonor the Stars
  10. Suspect my Tears
  11. Why won’t the heaven help me?
  12. He’s given me things

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola