No Review – “Modern Jungle’s Prisoner”, riecco i Go!Zilla

È un ritorno esplosivo quello dei toscani Go!Zilla con “Modern Jungle’s Prisoner”, che colma un’attesa di tre anni dall’ultimo acclamato “Sinking In Your Sea”. La ruvidezza garage/stoner e le distorsioni psichedeliche che già caratterizzavano il quintetto fiorentino si sono affinati nell’intento di dar vita ad un concept sull’ordinaria alienazione urbana che caratterizza le moderne metropoli, ben simboleggiato dalla sleeve contenente una bella fotografia del fotografo  Thomas Hoepker – membro della celebre agenzia Magnum – che ritrae un luminoso ed imponente murale ripreso nel Bronx: un’immagine vivida, che rappresenta forse un simbolo di speranza o forse ancora un miraggio all’interno della grigia giungla di città (cit.), ma che sicuramente bene esprime il senso di illusione e disorientamento della modernità.

In tutto questo un ruolo fondamentale lo gioca la musica dei Go!Zilla, bravi a tradurre in musica i temi sopra menzionati, scaraventando l’ascoltatore in un’autentica giungla sonora, all’interno della quale le percussioni ed il ritmo tribaleggiante dell’intera sessione ritmica, ad opera degli ottimi Fabio Ricciolo (batteria) e Federico Sereni (basso) simboleggiano un senso di minaccia costante al quale si contrappone il caleidoscopio psichedelico dei synth di Niccolò Odori: un alternarsi di sonorità efficace e coinvolgente che risalta in particolar modo nei brani “Peeling clouds” e “Falling Down Ground”.

A guidare inevitabilmente le danze sono le chitarre di Mattia Biagiotti, che nell’ottima “Follow Me” si abbandonano ad incantevoli arpeggi mediorientali, e l’ottima voce del cantante/rhythm guitarist Luca Landi, bravissimo nell’alternare un cantato aggressivo in puro stile garage/punk a momenti più onirici in cui sembra lasciarsi possedere dallo spirito di Syd Barrett.

Se a tutto questo aggiungiamo la preziosa presenza di Enrico Gabrielli dei Calibro 35, all’opera col suo sax nella già citata “Falling Down Ground”, e quella di due ottimi video diretti dalla brava Erika Errante – il bizzarro. e colorato “Demons Are Closer” e, soprattutto, “Hailing It’s Hailing” ispirato da alcune scene de “Il pasto nudo” di Cronenberg – ci rendiamo conto di avere di fronte un lavoro breve e solido che rappresenta un momento di svolta nella carriera della band.

L’ingresso nella giungla urbana segna per i Go!Zilla anche quello nella piena maturità artistica, grazie ad un disco ottimamente prodotto che presenta tanti motivi d’interesse e nessun punto debole,  preparandoli – ci auguriamo – ad ottimi riscontri anche in ambito internazionale.

Tracklist:

  1. Intro
  2. Peeling Clouds
  3. Evil Is Satisfaying
  4. Red Light
  5. Hailing It’s Hailing
  6. Demons Are Closer
  7. Interlude
  8. Falling Down Ground
  9. Follow Me

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

Avatar