No Review – Nero Kane, dieci canti all’amore in un mondo morente

Un progetto dal respiro internazionale concepito dall’ispirazione di due bravi artisti italiani: “Love In a Dying World” è infatti un album/colonna sonora concepito da Marco Mezzadri aka Nero Kane in stretta simbiosi con l’omonimo film sperimentale girato lungo le strade della California dalla regista e video artista Samantha Stella, diviso in dieci capitoli ognuno dei quali corrisponde ad uno dei brani dell’album.

Opera visiva e sonora di grande impatto, figlia dall’immaginario on the road della California più selvaggia, che ci ha ricordato le intense immagini tratte dai film di Gus van Sant e Wim Wenders, “Love In a Dying World” ci narra le visioni dell’America più recondita, solitaria e affascinante attraverso gli stilemi adottati da artisti espressamente citati da Nero come Mark Lanegan, diabolico cantore di questa dimensione nascosta degli USA, o l’amaro Neil Young del capolavoro “On the Beach”, ma a nostro avviso sono forti le reminiscenze dei leggendari Gun Club e Bad Seeds prima maniera, nelle atmosfere da odissea on the road offuscata e alcolica che emergono dalle dieci visual songs contenute nell’album.

Armato della sua chitarra e di una voce flebile ma profondamente suggestiva, Nero Kane prende virtualmente per mano l’ascoltatore, trascinandolo con sé in un viaggio suggestivo nel lato oscuro del “più grande paese del pianeta”, muovendosi all’interno di scenari desolanti e semiabbandonati nei quali l’unica presenza umana è quella della stessa voce dell’artista. Minimali e crude, queste dieci canzoni esplorano sentimenti come l’amore e la solitudine enfatizzando il concetto attraverso l’immaginario iconico derivante dai grandi archetipi dell’America più remota e outsider, che da sempre affascinano per l’impatto visivo derivato sia dalle ambientazioni cinematografiche, sia da quello stare al confine fra civiltà umana e natura selvaggia e ostile.

Il risultato di questo lavoro a quattro mani è un’opera musicale e visuale fortemente simbolica, che in entrambe le sue dimensioni cattura facilmente il pubblico sfruttando il fascino del sublime e conducendolo anima e corpo in una dimensione simbolica che costringe a riflettere sulla piccolezza e sul ruolo dell’uomo all’interno di un mondo che, non potrà mai essere completamente sotto il suo pieno controllo e del quale ha il dovere di prendersi cura… salvo il voler morire con esso.

Tracklist

  1. Black Crows
  2. Desert Soul
  3. Living On The Edge Of The Night
  4. I Put a Spell On You
  5. Now The Day Is Over
  6. Because I Knew Not When My Life Was Good
  7. Dream Dream
  8. Eleonor
  9. So Sad
  10. Love In a Dying World

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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