No Review – “Rigel Playground”, giocando fra le stelle con Herself

L’abbiamo visto ed ascoltato a settembre 2018 in apertura ai Mercury Rev e non avevamo dubbi: Gioele Valenti è un folksinger alternative di gran classe, capace di far propria la lezione di maestri del lo-fi come Sparklehorse e Will Oldham.

“Rigel Playground”, questo è il titolo del debut album del progetto Herself, è un piccolo gioiellino del genere che potrebbe benissimo essere stato composto ben al di là delle nostre Alpi da un talento genuino capace di catturare l’interesse e l’amicizia di Jonathan Donahue, il frontman dei Mercury Rev che presta la sua collaborazione nel brano “The Beast of Love”.

Album notturno, come lo stesso titolo lascia intuire (Rigel è la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione), e ricco di afflati mistici e spirituali, “Rigel Playground” è un pellegrinaggio personale ora all’interno di un ambiente non contaminato dall’urbanesimo, ora all’interno di se stessi, le cui suggestioni derivano ora dalle energie cosmiche, ora da quelle voci dell’interiorità che si possono ascoltare solo quando ci si riesce a staccare dal cosiddetto “mondo civile” e dall’annessa routine.

Opera breve ma intensa, con la durata media dei sette brani attestata attorno ai cinque minuti, “Rigel Playground” è un lavoro ora intimista ora aperto all’universo intero, nel quale i suoni dilatati e lenti delle canzoni di Valenti portano l’ascoltatore in una dimensione particolare, alla ricerca del proprio posto all’interno del mondo.

Un album introspettivo e carico di suggestioni come nei migliori lavori del genere, che ci consente di scoprire il talento maturo di un artista che non mancheremo di seguire.

 

Tracklist:

  1. Another Christian
  2. Bark
  3. Crawling
  4. In the Wood
  5. The Beast of Love (feat. Jonathan Donahue)
  6. The Witness
  7. Treats

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola