No Review – “Undici canzoni di merda con la pioggia dentro”, il manifesto arrabbiato di Giorgio Canali & Rossofuoco

Sono passati due anni dal riuscito album di cover “Perle per Porci” e ben sette dall’ultima raccolta di inediti “Rojo”, ma finalmente Giorgio Canali ed i suoi fidati Rossofuoco sono tornati, e questa è la prima buona notizia.

La seconda è che i nostri non sono cambiati, anzi, sono tornati incazzati come sempre, con la loro rabbiosa e corrosiva urgenza di parlare della vita e della società di oggi, carica di quell’ispirazione di chi, evidentemente, certa musica e certi pensieri se li è trattenuti nello stomaco per troppo tempo.

Poeta dannato e disincantato, Canali continua a guardare con occhio cinico ed incattivito il mondo che ci circonda, descrivendone senza inutili giri di parole il senso di schifo suscitato da troppe situazioni presenti nella nostra attuale società – “piove merda”, quindi cosa mai potrà pulirci? -, usando la chitarra come uno stiletto per pungere le coscienze, ma scrivendo e cantando parole che, in tutto questo, cercano di trovare o di ricreare quel minimo di poesia che possa creare speranza, o volontà di cambiare le cose.

Già, la poesia, quella nata dallo spirito di osservazione nei confronti del mondo circostante, disillusa eppure ancora desiderosa di portare incanto, corrosiva e acida al solo scopo di rimuovere la ruggine e lo sporco dalle coscienze delle persone abituatesi allo schifo: “Undici canzoni…” è tutto questo, una profonda espressione di disagio e contrasto interiore rispetto ad una realtà sconfortante, un ultimo tentativo di risveglio del cuore e della mente a suon di parole forti e grazie ad un’attitudine musicale sincera, a metà fra il cantautorato made in Italy più impegnato e teatrale  – la sconsolatezza di “Messaggi a nessuno” ed il blues padano senza speranza di “Aria Fredda del Nord” – ed il punk più arrabbiato di pezzi come “Radioattività”, vera e propria marcia militare di “quelli che non ci stanno più”, il messaggio di liberazione contenuto in “Piove finalmente piove” o la critica all’ipocrisia della terra natia in “Emilia Parallela”.

La collaborazione di Canali con la band – il trio composto da Marco “Testadifuoco” Greco al basso, Luca Martelli alle percussioni e Stewie Dalcol alle chitarre – si rivela ancora una volta efficace nel dar vita a musiche ed atmosfere che da troppo tempo mancavano all’intera scena italiana, dando vita ad un album che riesce appieno nel suo duplice ambizioso intento, da un lato esaltando l’ascoltatore grazie ad un sound ora ferocemente punk, ora carico di melodie incantevoli fra folk e blues, dall’altro inducendolo a pensare grazie alle dure parole dei testi ed al canto schietto e arrabbiato di Canali.

“Undici canzoni di merda con la pioggia dentro” è un lavoro prodotto ottimamente ma soprattutto un “pugno” di canzoni che si lasciano ascoltare ora piacevolmente, per la qualità della musica, ora in maniera più disturbante per tutti i messaggi scomodi sulla nostra società in esso contenuti, con parole che costringono il pubblico ad una riflessione sulla realtà italiana contemporanea – “Undici” e “Danza della pioggia e del fuoco” sono con ogni probabilità i migliori manifesti moderni contro l’ipocrisia e la vigliaccheria – urlandogli le cose in faccia o per impedirgli di voltare lo sguardo altrove, o per cacciar via coloro da cui non è lecito sperare qualcosa di diverso dal conformismo.

Opera arrabbiata che vuole a sua volta trasmettere rabbia al proprio pubblico, l’ultima fatica di Giorgio Canali e Rossofuoco è allo stesso tempo un invito a cercare una via d’uscita dallo schifo cercando di trovare o creare con le nostre stesse mani una realtà migliore, cercando magari di essere noi stessi quella pioggia che lavi via la merda, riportando fertilità al terreno sottostante.

Senza dubbio uno dei dischi italiani dell’anno.

 

Tracklist:

  1. Radioattività
  2. Messaggi a nessuno
  3. Piove finalmente piove
  4. E sta a te
  5. Undici
  6. Emilia parallela
  7. Aria fredda del Nord
  8. Fuochi supplementari (videoclip)
  9. Danza della pioggia e del fuoco
  10. Mille non più mille
  11. Mandate Bostik

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola