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No Press – ROCK CONTEST: trent’anni di storia in un film

Nel documentario di Giangiacomo De Stefano, le testimonianze dei protagonisti del concorso e, per la prima volta, le immagini della finale 2018 con il tributo agli Offlaga Disco Pax di Max Collini e Daniele Carretti.

Trent’anni di Rock Contest, il più importante e longevo concorso per gruppi emergenti in Italia, in un film. Il documentario, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5.

Prodotto da Controradio e Controradio Club con Sonne Film, in collaborazione con Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il film ripercorre, in poco più di quaranta minuti, tre decenni di musica italiana che si intrecciano con la storia di Firenze, attraverso le testimonianze di big come Manuel Agnelli, Dario Brunori, Piero Pelù, Lodo Guenzi e i Subsonica. Dalla nascita della radio nel 1977 “con un budget di centomila lire”, come raccontano gli organizzatori, alla prima edizione del concorso nel 1984, gli anni del Banana Moon, del Tenax, della new wave e di una scena musicale fiorentina che vantava band che sarebbero diventate iconiche, come i Litfiba o i Diaframma.

Un racconto cinematografico trans-generazionale che, toccando le innumerevoli derivazioni del rock, culmina nella memorabile finale del 2018, con il concerto di una superband d’eccezione: lo scorso primo dicembre, infatti, Max Collini e Daniele Carretti, insieme a Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna, hanno fatto rivivere, sul palco di un Auditorium Flog tutto esaurito, la storia di una band di culto, gli Offlaga Disco Pax, vincitori del contest fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è stata dedicata l’intera edizione del concorso. Gli Offlaga rappresentano il paradigma perfetto del Rock Contest: da band sconosciuta, hanno conquistato pubblico e critica, aggiudicandosi il primo premio, un contratto e la realizzazione di “Socialismo tascabile”, esordio discografico di una formazione che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana.

Numerose le testimonianze dei protagonisti della musica italiana, che intervengono nel corso del documentario: da Irene Grandi, che confessa che “quello al Rock Contest è stato il primo concerto in un palazzetto” a Manuel Agnelli che ritiene il concorso “una delle cose di qualità che sono rimaste in questi anni”; da Piero Pelù, che afferma che “per l’Italia il Rock Contest è un punto di riferimento, una sorta di brodo primordiale” a Lodo Guenzi che la ritiene un’esperienza “bellissima, un pezzo di vita”. E ancora, Samuel e Boosta dei Subsonica, che rivelano di aver partecipato al Rock Contest appena quattordicenni con un embrionale progetto hip hop.

«Il Rock Contest – dichiara Marco Imponente, direttore generale di Controradio – ha rappresentato per moltissimi musicisti un’opportunità unica di salire su un palco ed essere ascoltati da giornalisti musicali, da produttori e da manager. Un’opportunità per emergere in un mondo, quello della musica, che è diventato negli anni sempre di più difficile approccio. Gli artisti e i gruppi che negli ultimi trenta anni sono passati dal concorso e che sono oggi affermati musicisti, testimoniano nei fatti la bontà del Rock Contest come motore di promozione della nuova musica indipendente in Italia. Il documentario racconta tutto questo attraverso la viva voce dei protagonisti».

 

Il documentario Rock Contest è una produzione dell’emittente radiofonica Controradio e dell’associazione Culturale Controradio Club con la collaborazione di Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

CITAZIONI DAL FILM:

«Il collante di tutti questi decenni è Controradio che ha tenuto insieme le cose e ha continuato a produrre quella bellissima manifestazione che si chiama Rock Contest»
Ernesto De Pascale

«È una realtà da cui tutti passano»
Irene Grandi

«Una delle cose di qualità che sono rimaste in questi anni»
Manuel Agnelli – Afterhours

«Per l’Italia e per Firenze il Rock Contest è un punto di riferimento, una sorta di brodo primordiale»
Piero Pelù

«Questi gruppi hanno suonato davanti ad un sacco di persone, e questa cosa è bellissima ed è un pezzo di vita»
Lodo Guenzi – Lo Stato Sociale

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Il contenuto non è un articolo scritto dalla redazione di Nonsense Mag.

Edward Agrippino Margarone nasce a Caltagirone il 13 Giugno 1990. Cresce a Mineo dove due grandi passioni, Sport e Musica, cominciano a stregarlo. Il suo nome è sinonimo di concerto tanto che se andate ad un live, probabilmente, è lì da qualche parte. Suona il basso ed è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni.

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