No New – I Maranuda e il loro inno alla musica con l’EP “Zero”

I Maranuda sono un duo bresciano che il 24 gennaio di quest’anno ha pubblicato per FIL1933 Group Zero. Composto di cinque brani, l’ep si caratterizza per le sonorità elettroniche incalzanti e a tratti sinuose accompagnate da testi dall’impronta cantautorale. L’8 aprile hanno aperto a il Pan del diavolo alla Latteria Molloy (qui il report della serata No Report – Il Pan del Diavolo avvelena la Latteria Molloy) e abbiamo colto l’occasione per fargli qualche domanda sulla musica e il loro progetto musicale.

Come nasce il progetto Maranuda? La scelta di essere un duo è voluta o necessaria?
Max:
I Maranuda sono nati come trio 6 anni fa. Abbiamo cambiato tre batteristi e anche se io nasco come bassista, quando un anno fa ci siamo trovati a voler registrare qualcosa ed eravamo privi di batterista, ho deciso di imparare a suonare la batteria e quindi siamo rimasti in due.
E non pensate di ampliare la vostra formazione?
Max: No. Per quanto riguarda i tempi, abbiamo iniziato nel 2011 come trio, però in verità i pezzi li abbiamo scritti sempre io e Simone, quindi il batterista è sempre stato visto come un qualcosa in più. Come già detto, nel corso della nostra breve storia ne abbiamo cambiati diversi fino a quando io, che ho sempre avuto il pallino della batteria, ho detto che saremmo potuti rimanere anche solo noi due.
Simone: Esatto. La formazione è questa, magari nel futuro amplieremo, ma più che dal punto di vista ritmico, ci concentreremo sulla parte elettronica dei suoni che ora gestiamo grazie all’ausilio di un computer. Questa zona di suono in un futuro preferiremmo riempirla in un altro modo durante i live.

Informandomi, avete detto che Mara è “istruzione al peccato e richiesta di perdono”. Secondo voi perché dopo aver peccato si sente il bisogno di ricevere perdono?
Simone
: In verità queste parole risalgono al 2011. Però, per come la vedo io, se ti rendi conto della dualità, la vuoi anche preservare. Il peccato ci deve essere e il perdono è di conseguenza necessario altrimenti il peccato non sarebbe tale.
Max: Dal mio punto di vista personale è semplicemente volere che le cose seguano una certa direzione da un punto di vista ideologico e anche idilliaco, ma allo stesso tempo subire il fatto che si è consapevoli che andranno nel modo opposto perché fatti in mo diverso. Cerchi di correggere la strada, ci provi sapendo che sbaglierai e alla fine chiedi perdono perché sei fatto così.

Quali generali musicali o artisti influenzano i vostri lavori? A me, per esempio, ricordate molto Paolo Benvegnù.
Max: noi stimiamo molto Benvegnù.
Simone: Benvegnù l’ho scoperto un annetto fa ed è stata stata l’ultima cosa che ha influenzato il nostro lavoro.  Noi due abbiamo influenze completamente diverse perché alla fine lui è molto legato alla musica italiana, mentre io mi sono interessato da poco.
Max: in verità tu vieni dai capostipiti della musica italiana. A livello di scrittura abbiamo preso dal cantautorato italiano, da de Andrè a Guccini, e quando ci siamo formati lui ascoltava questo mentre io venivo da un genere più aggressivo e internazionale che spaziava dal metal al rock pesante. Dopodiché le cose si sono un po’ invertite e lui è passato al prog rock inglese mentre io mi sono approcciato alla musica italiana. In questo ultimo periodo io sono particolarmente immerso nel mondo dell’elettronica, mentre lui ultimamente sta seguendo questo nuovo filone della musica italiana. Stiamo cercando di mettere tutte le varie influenze nei nostri lavori facendole comunque nostre.
E non c’è un gruppo più importante di un altro?
Max: I Porcupine tree. Li abbiamo visti all’Alcatraz nel 2009 e appena tornati a casa ci siamo detti che dovevamo suonare, mettere su un gruppo. Infatti quando siamo nati come band facevamo cose completamente diverse da adesso. Molto più complesse, molto più prog. Quello è il nostro comune denominatore e lo stimolo che ci ha portati qui oggi.

Quali tematiche preferite affrontare nei vostri testi?
Simone
: di base, i testi nascono come un flusso di coscienza, non c’è mai alla base un disegno. In rari casi c’è l’idea di creare un testo che descriva un determinato sentimento. Però è un flusso di coscienza mirato: alla fine i significati vertono sempre intorno al dualismo, alla duplicità.

Cosa pensate dell’uso della parola nella musica indie? Quanto è importante il testo nelle vostre canzoni?
Max
: Quando noi siamo partiti in duo ci siamo detti quali sono i punti di forza dei Maranuda e uno di questi, forse il primo, era il testo. Era importante per noi l’idea che la voce comunicasse un messaggio quindi ci eravamo detti di ricamare tutto intorno al testo. Poi in realtà noi nasciamo da pezzi strumentali dove la musica è la componente che ha veramente importanza. Cerchiamo comunque di dare parecchio rilevo al messaggio di un testo che magari non è esplicito, ma personale e ognuno ha la possibilità di poterlo interpretare come vuole. Noi vediamo la componente del testo come essenziale.
C’è anche chi pensa che la musica dovrebbe essere universale nel senso che il messaggio dovrebbe essere comprensibile a tutti.
Max: Gruppi come i Verdena hanno dichiarato di scrivere prima i testi in inglese per una questione di sonorità e estetica, però, tradotti, ti coinvolgono al tempo stesso riesci ad impersonificarti. Quindi non puoi a priori dire “io voglio scrivere un testo importante e poi scrivergli un pezzo intorno”.
Simone: Inoltre il cambio generazionale ha fatto sì che la forma di cantautorato che aveva inizialmente il filone indie sia stata persa. E’ un dato di fatto e certi gruppi o artisti possono piacere o non piacere.

Progetti per il futuro?
Max
: Adesso è uscito il nostro primo EP con questa formazione e per ora vogliamo cercare di suonare il più possibile. Cerchiamo entro settembre di registrare un altro EP sempre di cinque pezzi oppure di prolungare la data e uscire con un album completo. Noi siamo usciti con un EP per problemi di tempistiche nel senso che di materiale ne avevamo già tanto, ma avevamo voglia di uscire e suonare. Ovviamente noi puntiamo ad un livello più alto, ma non puoi neanche rimanere costantemente in sala prove a puntare a quel livello. Devi uscire e suonare, sentivamo la necessità di farlo. In futuro ci saranno quindi nuove registrazioni e alcune date per farci conoscere.

La prossima data dei Maranuda:
– 20 maggio, La Base a Palazzolo S/O (BS)

Qui il link per la pagina FB: https://www.facebook.com/MaranudaBand/
Qui i link per poter ascoltare il CD
 – FIL Store: http://bit.ly/2j5y8b6
– Spotify: http://spoti.fi/2jNfLfk
– ITunes: http://apple.co/2jhECqW

Autore dell'articolo: Paola Venturetti

Paola Venturetti

Datemi vagonate di cibo e rotolerò nel mondo (semi-cit).
Oltre che per il cibo, provo un profondo amore per la filosofia e per qualsiasi forma d’arte. E per il trash, manifestazione incompresa dei lati più oscuri dell’anima.