“Love And Rain” è il ritorno di Savage [Recensione]

Torna sulle scene il re della Italodisco Savage, che molti conosceranno per la lunghissima collaborazione con Zucchero per cui ha anche scritto la hit “Baila Morena” e come produttore di grandi nomi della dance quali CORONA, ALEXIA, DOUBLE YOU, ICE MC.

Ad inizio 2020 Savage ha deciso di consegnarci il nuovo lavoro dal titolo “LOVE AND RAIN”, che ama definire come un disco “guitar free” e che nelle sue 16 tracce ci riporta nel mondo sognante della disco anni ’80, in un’operazione nostalgia di tutto rispetto, a quanto pare richiesta a gran voce da fan vecchi e nuovi, anche giovanissimi che grazie al potere dei social sono riusciti ad entrare in contatto con il suo mondo.

Gli strumenti usati nel progetto sono quelli che hanno fatto innamorare generazioni di musicisti, quali: Linn Drum, Simmons, Roland 909 e 808, Minimoog, Roland Jupiter, Mellotron, Prophet 5, Roland TB 303, Emulator.

L’album ci consegna esattamente quello che ci aspettavamo da Roberto Zanetti, vero nome dell’artista, che negli anni non ha perso il suo tocco che si muove abilmente tra dance e pop. Che a convincerlo a questo ritorno sia stata proprio la riscoperta degli anni ’80-’90 che il cosiddetto itpop sta portando avanti ormai da qualche anno?

Sia questa la ragione o meno, i tempi erano certamente maturi per portare alla luce tantissimi nuovi brani che hanno quel sapore nostalgico che l’ha contraddistinto negli anni e quelle atmosfere che hanno reso famosa la nostra dance in tutto il mondo. Molti sono i brani dove malinconiche melodie al piano si appoggiano su un tappeto di synth, accompagnate da ritmi che a volte rallentano altre si fanno frenetici, assecondando di volta in volta la natura e il significato dei brani.

“LOVE AND RAIN” è un disco che si ascolta d’un soffio, nonostante le numerose tracce che lo compongono. Il tema principale è l’amore, spesso visto come racconto della fine di una storia, misto a quella delusione e a quel senso di abbandono che ne conseguono, ma è un disco che non dimentica di trattare argomenti attuali quali la tutela dell’ambiente (“Where is the freedom”). A chiudere l’album la versione sinfonica della hit per eccellenza di Savage: “Only You”.

Un pizzico di malinconia, una texture ritmica molto curata e dei testi dal sapore retrò, sono la ricetta di questo album capace di viaggiare nel tempo e di ricordarci gli anni d’oro della musica dance all’italiana, dove l’elettronica la faceva da padrona e si passava la notte ballando spensierati sotto le stelle. Delle vere e proprie sinfonie elettroniche da ascoltare tutte d’un fiato.

Recensione a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!