No Press – Parigi e la Musica, i due volti rilessi di un viaggio chiamato Pacifico

Il cantautore torna dopo sette anni di stop con un album di inediti, un nuovo singolo e un tour nazionale.

È la prima volta che Gino De Crescenzo in arte Pacifico, nonostante i molti anni di carriera come autore e cantautore, veste i panni del protagonista di una conferenza stampa. Eppure l’impressione non è quella di una “matricola” del dibattito, anzi, “la parola”, che è da sempre l’arma con cui affronta il mondo, viene da lui liberata non più solo sulla carta e nella musica, ma anche nella concretezza pragmatica di una presentazione ai media. Nonostante questo, l’animo tattilmente astratto di Pacifico non lo abbandona neanche in questa occasione e anche in questo caso riesce a riversare totalmente la sua poesia in chi la riceve.

Sono passati ormai sette anni dall’ultimo album “Una voce non basta”, ma l’8 marzo 2019 segna finalmente il ritorno sulle scene dell’artista. Assieme al disco di inediti “Bastasse il cielo”, arriverà anche il nuovo singolo “Semplicemente”. E l’8 marzo sarà battesimo anche della prima tappa de il “Bastasse il cielo tour” che si terrà a Padova, per poi proseguire a Bologna (21 marzo), Torino (22 marzo), Firenze (30 marzo), Milano (5 aprile), Bari (17 maggio), ed infine Roma (18 maggio). Non mancheranno anche 4 appuntamenti instore nelle città di Firenze (9 marzo), Milano (11 marzo), Roma (12 marzo) e Bologna (14 marzo).

Quindi tante le novità che aspettano il nuovo viaggio del cantautore ed altrettante sono le contaminazioni che negli ultimi anni di lontananza dal palco, l’hanno influenzato. Le due più evidenti sono senz’altro la nascita di suo figlio e il trasferimento a Parigi, una città dove i “panni non si nascondono” e ogni elemento di diversità viene ricamato nel grande telaio multiculturale di suoni ed emozioni. La conseguenza più evidente che questi cambiamenti hanno apportato nella musica dell’autore di “Sei nell’anima”, è sicuramente una “riduzione della temperatura dei testi a vantaggio di un maggior focus su quella della musica”. “Bastasse il cielo” è infatti un disco, prodotto da Alberto Fabris, che “è rimbalzato da una parte all’altra del pianeta, un disco di attenzioni e gentilezza dovrei aggiungere ‘oserei dire’, perché sono parole che bisogna ‘osare dire’, tanto sembrano svenevoli”. 

Non è mancato infine un pensiero nei confronti della nuova scena cantautorale che Pacifico sembra seguire con attenzione e curiosità eterogenea: “mi piacciono i giovani cantautori che riescono a mediare fra la vecchia e la nuova scuola, uno su tutti Vasco Brondi. E poi amo l’intensità vocale di Calcutta in cui ritrovo una disperazione malinconica che mi riporta a pilastri degli anni ’70 come Battisti e Gaetano”.

È così che si conclude l’introduzione alla nuova avventura di quello che è ormai una colonna portante dell’artigianato cantautorale italiano, e non riesco a trovare altra definizione per non definire questo nuovo progetto, che non corrisponda ad un suo pensiero che dipinge tutto a perfezione: “Come quando durante una scampagnata serale nella notte di San Lorenzo, ti perdi a guardare il vuoto nero tra le stelle”. E a volte perdersi, fa un gran bene.  

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Flavia Cino

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