No Review – “Check my Spleen”, lo sguardo interiore dei Fabiola

Strano ed intrigante, il percorso artistico di Fabrice “Fab” Detry: l’istrionico musicista belga, ex frontman di act come Austin Lace, The Tellers e Hallo Kosmo, torna sulle scene dopo la diagnosi di una leucemia mieloide con un album dedicato alla propria milza, giocando sull’assonanza e sull’etimologia del suddetto organo nella cultura inglese e greco antica, che identifica nel suddetto il centro umano dell’irrequietezza oscura, concetto ripreso nell’Ottocento da Baudelaire all’interno della sua celebre ed omonima poesia.

Fatte queste premesse, una volta premuto “play” scopriamo che “Check my Spleen” non è affatto il disco cupo ed arrabbiato che sarebbe stato lecito aspettarsi: al contrario, le dieci canzoni realizzate per l’album sono un piacevole esempio di dream pop  assai complesso e fuori dagli schemi,  eppure assolutamente equilibrato nelle sue tante variazioni stilistiche. Con l’aiuto di una band ben amalgamata e complice, Detry dà libero sfogo alle sue pulsioni artistiche trovando uno stile assolutamente personale in cui i sintetizzatori si amalgamano alla perfezione con le chitarre, esaltando il suo delicato ed ipnotico cantato.

Fra disincantate riflessioni esistenziali (“Failure”), illustri citazioni letterarie (“My Bird”, ispirata dal capolavoro “Misteri” del romanziere norvegese Knut Hamsun) e dediche ad amiche irascibili (“Betty”), Detry con “Check My Spleen” ci consegna un album particolare il cui tratto principale è l’ironia disincantata con la quale egli osserva la vita di tutti i giorni, tradotta ora in melodie sognanti, con vaghi echi ottantiani in omaggio all’elegante stile di artisti come “Robert Palmer”, ora in musiche decisamente più ritmate e ballabili come “Shit (is coming back)”.

Opera matura e volutamente outsider, “Check my Spleen” è un piccolo esempio di pop brillante e anticonvenzionale che merita senza dubbio di essere scoperto e certamente non deluderà gli ascoltatori più curiosi.

 

Tracklist:

1. Failure – videoclip
2. Break Of Dawn
3. My Bird – videoclip
4. Robert Palmer
5. The Fox Of Scotland
6. St. Servais
7. Kingdom
8. Shit
9. Betty
10. Bottom Of The Well

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola