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No Review – “Per tutti questi anni” è l’esordio di Zuin

“Per tutti questi anni” è il disco d’esordio di Zuin, pubblicato su etichetta Volume!

Il Nostro è un artista che dal 2016 va in giro con la sua chitarra per farsi ascoltare da una platea sempre crescente, che lo ha portato nel 2018 a calcare il palco del Primo Maggio di Roma e a farsi conoscere dal grande pubblico.

Sin dal primo ascolto sono chiare le influenze di questo lavoro. Si parte dal rock, attraversando il folk e il blues di matrice americana, creando un cantautorato ricercato e poco nazionalpopolare.

“Fantasmi” è il pezzo che apre l’album, un singolone struggente che entra in testa al primo ascolto. Si prosegue con la grinta di “Io Non Ho Paura”, un pezzo dalle tinte rock che parla di coraggio, poggiato su una linea ritmica incessante e distorta, un brano dove Zuin ci racconta per tappe tutta la sua vita; un altro potenziale singolo del disco, tutto da cantare a squarciagola.

L’album non è fatto solo di singoli e ritmo, ma si trasforma, diventando più intimo, in brani come “Monza Saronno”, “Credimi” “Caro amico (ti sfido)” e “Sottopelle”, pezzo dolcissimo, che corrisponde più a una confessione cuore a cuore che a una canzone. In brani come “Il profumo di un albero”, invece, viene fuori tutta la capacità compositiva di Zuin, che riesce a far crescere le melodie, anche quando sono intime e sussurrate, capacità compositiva che è il vero marchio di fabbrica di un artista che sa di certo come si scrive una canzone.

L’album si chiude con “Bianco” in ft. con Daniela D’Angelo un altro pezzo dolcissimo di questo “Per tutti questi anni”, album da scoprire e ascoltare con attenzione per i testi e per gli arrangiamenti,  capaci di trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione, riflessiva, non urlata, e confidenziale. Non è poi, in fondo, questa la funzione della musica?

Zuin ci offre quindi un bel disco di canzoni come non se ne ascoltavano da un po’, si muove sulle linee del rock e del folk, affondando le mani nel cantautorato, ma risultando moderno senza bisogno di avvicinarsi alle mode del momento e per questo ha tutte le carte in regola per durare nel tempo.

Recensione a cura di Egle Taccia

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