No Review – “The Crucible”, il fuoco sacro dei Motorpsycho

Continuano a stupire i Motorpsycho: ogni volta che sembra aver raggiunto il proprio apice creativo, la geniale band norvegese spariglia nuovamente le carte e si rinnova proseguendo un cammino di qualità misterioso anche per gli addetti ai lavori, attraverso il quale il punto di arrivo è sempre rappresentato da una nuova opera pregna di genialità.

Stavolta, il trio di Trondheim – attualmente composto dai due membri fondatori Saether e Snah, al quale si è recentemente aggiunto il batterista Tomas Järmyr – stupisce con quella che sembra un’apparente opera di semplificazione e ritorno all’essenzialità: si riduce il numero dei brani dell’album, solamente tre, al punto da farci inizialmente pensare al ritorno alla vecchia forma dell’EP, adottata con continuità fino al 2002 e piena di chicche per gli appassionati, ma in realtà “The Crucible” è un album vero e proprio, all’interno del quale i tempi dei tre pezzi si dilatano enormemente, con brani in crescendo di durata (8:43–>10:56–>20:51) che ci fanno pensare ad una spirale ascendente all’interno dell’inconfondibile ed amato cosmo psichedelico della band.

Se anche la sequenza non risponde perfettamente alla spirale di fibonacci, il risultato è un album dall’evoluzione armoniosa e brillante, in cui i nostri si lasciano spesso possedere dallo spirito dei King Crimson del periodo “Starless and Bible Black”/”Red”, esaltando una componente progressive mai prima d’ora abbracciata in maniera così totale dai Motorpsycho. Questo non significa rinunciare alla propria identità, ma trovare un nuovo modo per evolvere il proprio sound, riuscendo a conservare le sonorità più psichedeliche e stoner, proseguendo con coerenza un lungo discorso portato avanti con pietre miliari come “Timothy’s Monster”, “Trust Us” o “Here Be Monsters”, reinventandosi cercando nuove soluzioni e mantenendo la propria meravigliosa identità con una prolificità discografica che solo loro posseggono nella scena alternative attuale.

“The Crucible” è insomma titolo azzeccato e, a nostro parere, giustamente celebrativo per la band il cui “crogiuolo di idee” continua ad ardere più che mai, come questo ennesimo capolavoro ci conferma.

Tracklist:

  1. Psychotzar
  2. Lux Aeterna
  3. The Crucible

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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