No Review – “Singing to Strangers”, un Jack Savoretti da brivido

C’è una vaga nostalgia degli anni ’70 in “Singing to Strangers”, sesta fatica discografica del cantautore italobritannico Jack Savoretti che fin dall’artwork dell’album, caratterizzato dal suo bel profilo virato in tonalità calde, omaggia una delle età dell’oro della musica moderna.

Non si ferma tuttavia ai gloriosi Seventies il talentuoso Jack, che con l’ottima produzione di Cam Blackwood ha saputo riattualizzare queste sonorità riuscendo a dar vita ad un’opera che possiamo senza dubbio annoverare nella ristretta cerchia dei “modern instant classics”: “Singing to Strangers” è stato realizzato in Italia nel particolare contesto del Forum Music Village – lo studio di Ennio Morricone, situato nel sotterraneo di una chiesa – una situazione particolarmente suggestiva che ha portato l’artista ed il suo staff di musicisti a concentrarsi al meglio sul tema dell’album.

“Singing to Strangers” altro non è che la semplice descrizione data dalla figlioletta di ciò che Savoretti fa nel suo lavoro,  ovvero cantare per gli altri, un compito a volte difficile se – come lui – il cantante vuole cercare davvero di stabilire un rapporto con un pubblico composto pur sempre da estranei. Colpito da questa osservazione, Jack ha approfondito il tema, rendendosi consapevole di alcune cose che non aveva forse pienamente realizzato di stare già facendo nella sua “mission” di artista: non si può solo cantare per qualcuno che non si conosce, poiché bisogna saper convincere l’ascoltatore, toccarlo nel profondo, ed è da questa urgenza che nasce un disco intenso, realizzato con l’intento di cogliere la bellezza e suscitare emozioni profonde e condivise. Cantare per e con gli estranei, quindi.

Il buon Jack tiene fede ai propri propositi realizzando quello che forse possiamo considerare come l’album della consacrazione, come attesta anche il suo primo #1 ottenuto nelle chart UK: al di là dei numeri, Savoretti con “Singing to Strangers” riesce a colpire nel segno già al primo ascolto grazie a dodici canzoni semplicemente perfette, che vanno dalle classiche ballad a più particolari brani in chiave “contemporary rock”.

La voce di Savoretti, con il suo particolare timbro, dà vita ad un’interpretazione appassionata ed entusiasmante dei brani, ora impreziositi dalle sue delicate linee melodiche, ora resi più vividi in quei momenti in cui salta fuori la sua inconfondibile ruvidezza blues-rock.

Dalle melodie sinfoniche e cinematografiche di “Candlelight” al sound mediterraneo di “Dying for Your Love”, dal tocco delicato di “Better off Without Me” al super singolo “What More Can I Do?”, al cui video partecipa l’attrice Alessandra Mastronardi, Savoretti mostra tutta la sua versatilità ed ispirazione, riuscendo nel non facile compito di unire la vena folk/blues tipicamente UK alla grazia delle melodie tipiche della musica italiana, mettendo nel mezzo saltuari divertissement come il funky groove di “Youth and Love”, meraviglioso e ballabile brano che non fatichiamo a immaginarci come prossimo single di successo tratto da quest’album.

Album perfetto sotto ogni aspetto, “Singing to Strangers” è una sfida artistica pienamente vinta da Savoretti, che si concede il lusso di registrare brani particolari come “Music’s Too Sad Without You”, scritta per l’ultimo album di Kylie Minogue e qui riproposta con la collega australiana in uno splendido duetto registrato al teatro La Fenice di Venezia, o ancora una versione struggente di “Vedrai, vedrai” di Luigi Tenco, presente nella versione deluxe dell’album.

Non possiamo far altro che complimentarci con l’artista, che con queste canzoni ha saputo decisamente trovare quel particolare legame col pubblico che stava cercando, mettendo in esse la sua duplice anima britannica e latina.

Tracklist:

  1. Candlelight
  2. Love Is On The Line
  3. Dying For Your Love
  4. Better Off Without Me
  5. What More Can I Do
  6. Singing To Strangers (Interlude)
  7. Youth And Love
  8. Touchy Situation
  9. Greatest Mistake
  10. Things I Thought I’d Never Do
  11. Going Home
  12. Music’s Too Sad Without You (Live In Venice with Kylie Minogue)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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